I paradossi perdurano e si moltiplicano. La scienza viene contrapposta da un lato alle humanae litterae, e identificata, dall’altro, con la tecnologia; l’unita della cultura e la visione d’insieme sono minacciate dalla pluralita dei saperi e dalla frammentazione delle specializzazioni; l’incomprensione si fa massima proprio «nell’era del computer, di Google, del net, del web planetario, nell’era dei piu fantastici scambi di informazioni scientifiche» (Steiner). Per fare luce su questi paradossi abbiamo voluto proporne uno inedito: l’incontro fra specialisti di diversi settori dell’antichita classica e altrettanti esponenti di diverse discipline scientifiche; il dialogo fra studiosi che fanno della memoria il loro statuto naturale e studiosi che, viceversa, fanno della dimenticanza la loro «dimensione costitutiva ed essenziale» (Rossi). L’idea e stata del Centro Studi “La permanenza del Classico” dell’Universita di Bologna (d’intesa con la Consulta Universitaria di Studi Latini), che per tre giorni (29 e 30 settembre – 1 ottobre 2005) ha chiamato a raccolta umanisti e scienziati per una riflessione serrata, rivolta al pubblico della scuola e dell’accademia italiana. Perche convocare gli scienziati di fronte ai classici greci e latini? Non per nostalgia ne per illusione di continuita o di anacronistici isomorfismi, ma perche, misurandosi con una cultura che e al contempo fondativa e antagonista del nostro presente, i ricercatori scientifici possano storicizzare i propri saperi e incrementare la consapevolezza dei propri problemi e limiti. Attraverso l’analisi del lessico scientifico, la fortuna dei testi, la storia delle idee relativamente a discipline che spesso proprio in Grecia e a Roma hanno conosciuto la loro prima codificazione. Del resto, le scoperte della scienza dischiudono nuovi scenari e pongono nuovi quesiti che chiamano in causa le stesse humanae litterae.

I classici e la scienza. Gli antichi, i moderni, noi.

DIONIGI, IVANO
2007

Abstract

I paradossi perdurano e si moltiplicano. La scienza viene contrapposta da un lato alle humanae litterae, e identificata, dall’altro, con la tecnologia; l’unita della cultura e la visione d’insieme sono minacciate dalla pluralita dei saperi e dalla frammentazione delle specializzazioni; l’incomprensione si fa massima proprio «nell’era del computer, di Google, del net, del web planetario, nell’era dei piu fantastici scambi di informazioni scientifiche» (Steiner). Per fare luce su questi paradossi abbiamo voluto proporne uno inedito: l’incontro fra specialisti di diversi settori dell’antichita classica e altrettanti esponenti di diverse discipline scientifiche; il dialogo fra studiosi che fanno della memoria il loro statuto naturale e studiosi che, viceversa, fanno della dimenticanza la loro «dimensione costitutiva ed essenziale» (Rossi). L’idea e stata del Centro Studi “La permanenza del Classico” dell’Universita di Bologna (d’intesa con la Consulta Universitaria di Studi Latini), che per tre giorni (29 e 30 settembre – 1 ottobre 2005) ha chiamato a raccolta umanisti e scienziati per una riflessione serrata, rivolta al pubblico della scuola e dell’accademia italiana. Perche convocare gli scienziati di fronte ai classici greci e latini? Non per nostalgia ne per illusione di continuita o di anacronistici isomorfismi, ma perche, misurandosi con una cultura che e al contempo fondativa e antagonista del nostro presente, i ricercatori scientifici possano storicizzare i propri saperi e incrementare la consapevolezza dei propri problemi e limiti. Attraverso l’analisi del lessico scientifico, la fortuna dei testi, la storia delle idee relativamente a discipline che spesso proprio in Grecia e a Roma hanno conosciuto la loro prima codificazione. Del resto, le scoperte della scienza dischiudono nuovi scenari e pongono nuovi quesiti che chiamano in causa le stesse humanae litterae.
306
9788817015011
I. Dionigi
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