Il saggio documenta le vicende dello sviluppo urbano di Cesenatico, e della sua trasformazione in città del turismo balneare, a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Il processo di crescita urbana nell’età contemporanea - in prossimità e in giustapposizione al nucleo storico di Porto Cesenatico – è indagato nella sua relazione con le dinamiche evolutive dell’industria turistica, che riflette modalità e strategie di sviluppo comuni ad altre località della riviera, come Cervia e Rimini. E’ in questi “luoghi fantastici” del litorale romagnolo che, a partire dalla metà degli anni Cinquanta, sorgono veri e propri grattacieli. Dopo la prima casa-albergo a sviluppo verticale costruita nel 1956 a Milano Marittima, nel 1957 il Comune di Cesenatico rilascia all’ingegnere Eugenio Berardi la licenza per la costruzione di un grattacielo di 35 piani nella piazza del Grand Hotel. Nella ricerca di una nuova forma di rapporto con lo spazio naturale del mare e della spiaggia l’opportunità panoramica offerta dal grattacielo accentua ulteriormente il processo di progressivo “distacco” della città rispetto al contesto naturale, che è all’origine della sua stessa vocazione turistica, che già aveva connotato le trasformazioni postbelliche della marina a villini. Se l’affermazione del grattacielo come incontrastata icona di Cesenatico resiste allo scorrere del tempo, alle soglie del XXI secolo il paradossale “straniamento” che questo edificio materializza appare definitivamente esplicito: migliaia di turisti ogni anno raggiungono Cesenatico e le altre località della metropoli balneare romagnola, ma le attrattive principali non sono forse più il mare e neppure la spiaggia. Lo spazio naturale è relegato al ruolo di contenitore del «variopinto cosmorama di una Europa che esalta il divertimento e la trasgressione», di un continuo urbano in cui «più che altrove si trattano le filiere dell’impulso, delle emozioni, del desiderio (…)», un insieme di luoghi «per consumatori più che per turisti» [Aldo Bonomi, Il distretto del piacere, Bollati Boringhieri, Torino 2000, pp. 10, 60].

Il grattacielo e il paradosso di Cesenatico

ORIOLI, VALENTINA
2006

Abstract

Il saggio documenta le vicende dello sviluppo urbano di Cesenatico, e della sua trasformazione in città del turismo balneare, a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Il processo di crescita urbana nell’età contemporanea - in prossimità e in giustapposizione al nucleo storico di Porto Cesenatico – è indagato nella sua relazione con le dinamiche evolutive dell’industria turistica, che riflette modalità e strategie di sviluppo comuni ad altre località della riviera, come Cervia e Rimini. E’ in questi “luoghi fantastici” del litorale romagnolo che, a partire dalla metà degli anni Cinquanta, sorgono veri e propri grattacieli. Dopo la prima casa-albergo a sviluppo verticale costruita nel 1956 a Milano Marittima, nel 1957 il Comune di Cesenatico rilascia all’ingegnere Eugenio Berardi la licenza per la costruzione di un grattacielo di 35 piani nella piazza del Grand Hotel. Nella ricerca di una nuova forma di rapporto con lo spazio naturale del mare e della spiaggia l’opportunità panoramica offerta dal grattacielo accentua ulteriormente il processo di progressivo “distacco” della città rispetto al contesto naturale, che è all’origine della sua stessa vocazione turistica, che già aveva connotato le trasformazioni postbelliche della marina a villini. Se l’affermazione del grattacielo come incontrastata icona di Cesenatico resiste allo scorrere del tempo, alle soglie del XXI secolo il paradossale “straniamento” che questo edificio materializza appare definitivamente esplicito: migliaia di turisti ogni anno raggiungono Cesenatico e le altre località della metropoli balneare romagnola, ma le attrattive principali non sono forse più il mare e neppure la spiaggia. Lo spazio naturale è relegato al ruolo di contenitore del «variopinto cosmorama di una Europa che esalta il divertimento e la trasgressione», di un continuo urbano in cui «più che altrove si trattano le filiere dell’impulso, delle emozioni, del desiderio (…)», un insieme di luoghi «per consumatori più che per turisti» [Aldo Bonomi, Il distretto del piacere, Bollati Boringhieri, Torino 2000, pp. 10, 60].
2006
Edifici alti in Emilia-Romagna
69
75
V. Orioli
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