La giornata di studio comprende una conferenza, un seminario, un'installazione e una rassegna di video. Primo appuntamento della rassegna "File-Style / gli archivi della moda". Ideata da Mario Lupano, la rasegna esplora la dimensione viva e concreta degli archivi della moda con la consapevolezza della loro centralità nella cultura contemporanea. Il titolo della giornata "Massimo Osti: cenni storici per il futuro" fa riferimento all’idea di archivio come luogo di conversione tra passato, presente e futuro e alla straordinaria vicenda creativa del designer di origine bolognese. Ideatore del concetto di sportswear d’avanguardia e di linee d’abbigliamento come C.P. Company, Stone Island e Boneville, Massimo Osti ha sempre dedicato grande attenzione agli archivi, collezionando fin dai primi anni di attività capi usati, in gran parte militari, e soprattutto conservando in modo ostinato le tracce delle sue ricerche sui materiali innovativi, dai tessuti termosensibili a quelli in acciaio. Oggi il suo archivio, composto da diverse migliaia di pezzi, è unico nel suo genere poiché raccoglie la ricerca che il designer ha effettuato in collaborazione con produttori tessili e laboratori di ricerca e di finissaggio. La giornata è introdotta da Roberto Grandi, pro-rettore per le relazioni internazionali dell’Università di Bologna. Partecipano alla conferenza: Giada Copertini, Daniela Facchinato, Lorenzo Osti e Rossella Zanotti. Il seminario previsto nella seconda parte della giornata costituisce un momento di approfondimento sul valore degli archivi come fonte di sviluppo imprenditoriale futuro. Nel corso del seminario, Lorenzo e la sorella Agata Osti ne discutono con Daniele Brolli, Antonella Mascio, Alessandra Vaccari, Paola Zonda e gli studenti del corso di laurea specialistica in Sistemi e comunicazione della moda. Occasione unica per scoprire gli archivi che Massimo Osti ha lasciato in eredità alla moda italiana è la preziosa installazione (display di Luca Trevisani) che affianca la giornata di studi. Completa l’installazione una piccola rassegna di video storici, anch’essi provenienti dall’Archivio Osti di Bologna.

Massimo Osti. Cenni storici per il futuro

LUPANO, MARIO;VACCARI, ALESSANDRA
2006

Abstract

La giornata di studio comprende una conferenza, un seminario, un'installazione e una rassegna di video. Primo appuntamento della rassegna "File-Style / gli archivi della moda". Ideata da Mario Lupano, la rasegna esplora la dimensione viva e concreta degli archivi della moda con la consapevolezza della loro centralità nella cultura contemporanea. Il titolo della giornata "Massimo Osti: cenni storici per il futuro" fa riferimento all’idea di archivio come luogo di conversione tra passato, presente e futuro e alla straordinaria vicenda creativa del designer di origine bolognese. Ideatore del concetto di sportswear d’avanguardia e di linee d’abbigliamento come C.P. Company, Stone Island e Boneville, Massimo Osti ha sempre dedicato grande attenzione agli archivi, collezionando fin dai primi anni di attività capi usati, in gran parte militari, e soprattutto conservando in modo ostinato le tracce delle sue ricerche sui materiali innovativi, dai tessuti termosensibili a quelli in acciaio. Oggi il suo archivio, composto da diverse migliaia di pezzi, è unico nel suo genere poiché raccoglie la ricerca che il designer ha effettuato in collaborazione con produttori tessili e laboratori di ricerca e di finissaggio. La giornata è introdotta da Roberto Grandi, pro-rettore per le relazioni internazionali dell’Università di Bologna. Partecipano alla conferenza: Giada Copertini, Daniela Facchinato, Lorenzo Osti e Rossella Zanotti. Il seminario previsto nella seconda parte della giornata costituisce un momento di approfondimento sul valore degli archivi come fonte di sviluppo imprenditoriale futuro. Nel corso del seminario, Lorenzo e la sorella Agata Osti ne discutono con Daniele Brolli, Antonella Mascio, Alessandra Vaccari, Paola Zonda e gli studenti del corso di laurea specialistica in Sistemi e comunicazione della moda. Occasione unica per scoprire gli archivi che Massimo Osti ha lasciato in eredità alla moda italiana è la preziosa installazione (display di Luca Trevisani) che affianca la giornata di studi. Completa l’installazione una piccola rassegna di video storici, anch’essi provenienti dall’Archivio Osti di Bologna.
2006
M. Lupano; A. Vaccari
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