La sezione dedicata alla danza dalla Soffitta 2013 ha raccolto un'esigenza sempre più sentita dagli artisti della danza di oggi, quella di mantenere viva la memoria della propria arte. Stimolo iniziale è stato un progetto ideato e diretto da Marinella Guatterini, RIC.CI - Reconstruction Italian Contemporary Choreography, che si propone di produrre e fare circuitare alcune esemplari creazioni di coreografi italiani nate tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta e riallestite a partire dal 2011. Tra queste, Calore (1982), di Enzo Cosimi, che nella nuova versione ha debuttato al Teatro Comunale di Ferrara nel marzo 2012, è il titolo scelto per aprire il progetto della Soffitta (martedì 8 e mercoledì 9 maggio). Tra un passato nutriente e vivo e un presente pulsante e in fieri, si sono mosse le scelte della americana UCSB Dance Company, che in un programma composito, intitolato ARC: Featuring American Danceworks (venerdì 10 maggio), ha scelto di unire alcune nuovissime creazioni, nate per gli attuali danzatori della compagnia, a due ricostruzioni di titoli risalenti agli anni Sessanta e Settanta del Novecento, Psalm (1967), di José Limón, e Shaker Life (1972), di Donald McKayle, appartenenti a quello che in effetti è ormai un vero e proprio repertorio della modern-dance. Ha completato il progetto la tavola rotonda La danza ritrovata (giovedì 9 maggio), che si è proposta di riflettere intorno ai temi messi in campo dagli spettacoli in un confronto tra artisti, critici, studiosi e pubblico, tentando di delineare qualche possibile risposta a domande come: alcune questioni: Perché si ricostruiscono i balletti del passato? Perché si vuole ricostruire un repertorio del moderno o mantenere un repertorio della contemporaneità? Quali sono le parole, più o meno inventive, che cercano di dire la necessità di memoria coreica (revival, ricostruzione, riallestimento reinvenzione, ri-creazione, co-autorialità)? Identità, conservazione, “usable past”, commercializzazione, sopravvivenza, affermazione di sé possono essere alcune possibili risposte?

Danza (La Soffitta 2013)

CERVELLATI, ELENA
2013

Abstract

La sezione dedicata alla danza dalla Soffitta 2013 ha raccolto un'esigenza sempre più sentita dagli artisti della danza di oggi, quella di mantenere viva la memoria della propria arte. Stimolo iniziale è stato un progetto ideato e diretto da Marinella Guatterini, RIC.CI - Reconstruction Italian Contemporary Choreography, che si propone di produrre e fare circuitare alcune esemplari creazioni di coreografi italiani nate tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta e riallestite a partire dal 2011. Tra queste, Calore (1982), di Enzo Cosimi, che nella nuova versione ha debuttato al Teatro Comunale di Ferrara nel marzo 2012, è il titolo scelto per aprire il progetto della Soffitta (martedì 8 e mercoledì 9 maggio). Tra un passato nutriente e vivo e un presente pulsante e in fieri, si sono mosse le scelte della americana UCSB Dance Company, che in un programma composito, intitolato ARC: Featuring American Danceworks (venerdì 10 maggio), ha scelto di unire alcune nuovissime creazioni, nate per gli attuali danzatori della compagnia, a due ricostruzioni di titoli risalenti agli anni Sessanta e Settanta del Novecento, Psalm (1967), di José Limón, e Shaker Life (1972), di Donald McKayle, appartenenti a quello che in effetti è ormai un vero e proprio repertorio della modern-dance. Ha completato il progetto la tavola rotonda La danza ritrovata (giovedì 9 maggio), che si è proposta di riflettere intorno ai temi messi in campo dagli spettacoli in un confronto tra artisti, critici, studiosi e pubblico, tentando di delineare qualche possibile risposta a domande come: alcune questioni: Perché si ricostruiscono i balletti del passato? Perché si vuole ricostruire un repertorio del moderno o mantenere un repertorio della contemporaneità? Quali sono le parole, più o meno inventive, che cercano di dire la necessità di memoria coreica (revival, ricostruzione, riallestimento reinvenzione, ri-creazione, co-autorialità)? Identità, conservazione, “usable past”, commercializzazione, sopravvivenza, affermazione di sé possono essere alcune possibili risposte?
Elena Cervellati
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/304113
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