L’autotrapianto dentale è una metodica in genere utilizzata per sostituire elementi perduti a causa di trauma o per correggere agenesia ed ectopie. Viene presentato un caso clinico in cui è stato compiuto un autotrapianto di un terzo molare per sostituire un primo molare fortemente compromesso a causa di patologia cariosa, in un ragazzo affetto da autismo. La scarsa collaborazione e quindi l’impossibilità di compiere un trattamento tradizionale con ricostruzione protesica dell’elemento, hanno portato a questa scelta terapeutica. Vengono descritte le fasi dell’intervento e il caso seguito per quattro anni, durante i quali si registra il mantenimento della vitalità pulpare pur avendo, l’elemento autotrapiantato, l’apice maturo. Il caso descritto dimostra come questo tipo di intervento possa rappresentare una alternativa terapeutica per sostituire elementi dentali perduti in giovani adulti scarsamente collaboranti affetti da disabilità e dimostra inoltre come la vitalità dell’elemento possa essere mantenuta anche quando l’apice è completamente formato al momento dell’impianto

Autotrapianto in paziente autistico: follow up a quattro anni

COCCHI, SILVIA;CETRULLO, NICOLETTA;PIANA, GABRIELA
2004

Abstract

L’autotrapianto dentale è una metodica in genere utilizzata per sostituire elementi perduti a causa di trauma o per correggere agenesia ed ectopie. Viene presentato un caso clinico in cui è stato compiuto un autotrapianto di un terzo molare per sostituire un primo molare fortemente compromesso a causa di patologia cariosa, in un ragazzo affetto da autismo. La scarsa collaborazione e quindi l’impossibilità di compiere un trattamento tradizionale con ricostruzione protesica dell’elemento, hanno portato a questa scelta terapeutica. Vengono descritte le fasi dell’intervento e il caso seguito per quattro anni, durante i quali si registra il mantenimento della vitalità pulpare pur avendo, l’elemento autotrapiantato, l’apice maturo. Il caso descritto dimostra come questo tipo di intervento possa rappresentare una alternativa terapeutica per sostituire elementi dentali perduti in giovani adulti scarsamente collaboranti affetti da disabilità e dimostra inoltre come la vitalità dell’elemento possa essere mantenuta anche quando l’apice è completamente formato al momento dell’impianto
Atti 11° Congresso Nazionale del Collegio dei Docenti in Odontoiatria
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S. COCCHI; ; MG. GUADAGNI; N. CETRULLO; F. BERNARDI ; G.PIANA
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