La disciplina della mora nelle obbligazioni si è arricchita della recente normativa in materia di transazioni commerciali. Si tratta del d.lgs. 9 ottobre 2002,n.231, di attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. La nuova disciplina si applica ad ogni pagamento effettuato a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale (art.1 d.lgs.231/2002) ed introduce nuove norme sui termini di pagamento e sugli interessi moratori,sia dal punto di vista della decorrenza, che da quello dell*ammontare. L*art.2 precisa che come transazioni commerciali si qualificano i contratti, comunque denominati, tra imprese ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni, che comportano, in via esclusiva o prevalente, la consegna di merci o la prestazione di servizi ,contro il pagamento di un prezzo. Restano pertanto esclusi i contratti con i consumatori; il comma 2 dell*art.1 d.lgs.231/2002 stabilisce inoltre che le disposizioni del decreto non trovano applicazione ai debiti oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore; alle richieste di interessi inferiori ai cinque euro; ai pagamenti effettuati a titolo di risarcimento del danno ivi compresi i pagamenti effettuati a tale titolo da un assicuratore. La nuova normativa è destinata ad incidere in misura rilevante anche in materia di obbligazioni della P.A., giacché l*art.2 d.lgs. 231/2002 definisce *transazioni commerciali* non solo i contratti tra imprese, ma anche quelli tra imprese e pubbliche amministrazioni, che comportano,in via esclusiva o prevalente, la consegna di merci o la prestazione di sevizi,contro il pagamento di un prezzo. Nel settore delle transazioni commerciali,qualora di esse sia protagonista la P.A., valgono dunque i nuovi principi. In particolare, assume un ruolo rilevante la norma dell*art.4 d.lgs.231/2002, secondo la quale gli interessi moratori *decorrono, automaticamente, dal giorno successivo alla scadenza del termine di pagamento*; se il termine per il pagamento non è stabilito nel contratto,gli interessi decorrono, automaticamente, senza che sia necessaria la costituzione in mora,alla scadenza del termine legale di trenta giorni a partire da uno degli eventi indicati nelle lettere a-d) del comma 2 art.4. E* evidente come una siffatta disposizione ponga fine, nell*ambito di applicazione della nuova disciplina, alla questione relativa alla eventuale rilevanza esterna del procedimento contabile nel caso di ritardo della P.A. Inoltre, essa estende il meccanismo della mora automatica anche alle obbligazioni delle P.A., per le quali, in caso di ritardo, non sarà necessaria una formale dichiarazione scritta, salva in ogni caso diverso accordo delle parti. Nell*ambito così delineato è destinata ad operare la norma dell*art. 3, che ammette il debitore a provare che il ritardo nel pagamento del prezzo è stato determinato dall*impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. Viene dunque eccezionalmente estesa la prova liberatoria, negli stessi termini dell*art. 1218 c.c., anche al debitore di somma di danaro. Per comprenderne la portata, la norma va letta anche nel contesto normativo in cui si colloca. Obiettivo della ricerca è il coordinamento tra la disciplina speciale sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, che, come si è visto, introduce nuovi principi sia in materia di esonero dalla responsabilità del debitore inadempiente, che in materia di costituzione in mora per quanto riguarda le obbligazioni della p.a., ed il sistema tradizionale delle obbligazioni e dei contratti risultante dalla disciplina generale del codice civile.

I ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali / D.Memmo. - (2004).

I ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali

MEMMO, DANIELA
2004

Abstract

La disciplina della mora nelle obbligazioni si è arricchita della recente normativa in materia di transazioni commerciali. Si tratta del d.lgs. 9 ottobre 2002,n.231, di attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. La nuova disciplina si applica ad ogni pagamento effettuato a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale (art.1 d.lgs.231/2002) ed introduce nuove norme sui termini di pagamento e sugli interessi moratori,sia dal punto di vista della decorrenza, che da quello dell*ammontare. L*art.2 precisa che come transazioni commerciali si qualificano i contratti, comunque denominati, tra imprese ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni, che comportano, in via esclusiva o prevalente, la consegna di merci o la prestazione di servizi ,contro il pagamento di un prezzo. Restano pertanto esclusi i contratti con i consumatori; il comma 2 dell*art.1 d.lgs.231/2002 stabilisce inoltre che le disposizioni del decreto non trovano applicazione ai debiti oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore; alle richieste di interessi inferiori ai cinque euro; ai pagamenti effettuati a titolo di risarcimento del danno ivi compresi i pagamenti effettuati a tale titolo da un assicuratore. La nuova normativa è destinata ad incidere in misura rilevante anche in materia di obbligazioni della P.A., giacché l*art.2 d.lgs. 231/2002 definisce *transazioni commerciali* non solo i contratti tra imprese, ma anche quelli tra imprese e pubbliche amministrazioni, che comportano,in via esclusiva o prevalente, la consegna di merci o la prestazione di sevizi,contro il pagamento di un prezzo. Nel settore delle transazioni commerciali,qualora di esse sia protagonista la P.A., valgono dunque i nuovi principi. In particolare, assume un ruolo rilevante la norma dell*art.4 d.lgs.231/2002, secondo la quale gli interessi moratori *decorrono, automaticamente, dal giorno successivo alla scadenza del termine di pagamento*; se il termine per il pagamento non è stabilito nel contratto,gli interessi decorrono, automaticamente, senza che sia necessaria la costituzione in mora,alla scadenza del termine legale di trenta giorni a partire da uno degli eventi indicati nelle lettere a-d) del comma 2 art.4. E* evidente come una siffatta disposizione ponga fine, nell*ambito di applicazione della nuova disciplina, alla questione relativa alla eventuale rilevanza esterna del procedimento contabile nel caso di ritardo della P.A. Inoltre, essa estende il meccanismo della mora automatica anche alle obbligazioni delle P.A., per le quali, in caso di ritardo, non sarà necessaria una formale dichiarazione scritta, salva in ogni caso diverso accordo delle parti. Nell*ambito così delineato è destinata ad operare la norma dell*art. 3, che ammette il debitore a provare che il ritardo nel pagamento del prezzo è stato determinato dall*impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. Viene dunque eccezionalmente estesa la prova liberatoria, negli stessi termini dell*art. 1218 c.c., anche al debitore di somma di danaro. Per comprenderne la portata, la norma va letta anche nel contesto normativo in cui si colloca. Obiettivo della ricerca è il coordinamento tra la disciplina speciale sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, che, come si è visto, introduce nuovi principi sia in materia di esonero dalla responsabilità del debitore inadempiente, che in materia di costituzione in mora per quanto riguarda le obbligazioni della p.a., ed il sistema tradizionale delle obbligazioni e dei contratti risultante dalla disciplina generale del codice civile.
2004
I ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali / D.Memmo. - (2004).
D.Memmo
File in questo prodotto:
Eventuali allegati, non sono esposti

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/26845
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact