Se il pensiero di Leibniz rappresenta il momento più alto di ricezione e sviluppo della monadologia antica e rinascimentale alle soglie della contemporaneità, che ne fissa i tratti fondamentali e verrà ripreso fino al Kant precritico (Monadologia Physica) lasciando traccia nei sistemi ottocenteschi che fanno variamente riferimento alla monade come elemento ultimo e indivisibile (per esempio, il microcosmo di Lotze e il materialismo di Lange), è con il passaggio tra Ottocento e Novecento che l’apparato concettuale e metaforico collegato alla monade viene mobilitato e trasposto all’ambito sociale per contribuire alla definizione dell’oggetto di ricerca della nascente sociologia. In particolare, con l’opera di Georg Simmel e, soprattutto, con l’opera di Gabriel Tarde ci troviamo di fronte alla nascita di una monadologia sociale vera e propria, che produrrà lungo l’ultimo secolo una serie di emergenze carsiche e si proporrà, da ultimo, come uno degli strumenti privilegiati per la comprensione dei fenomeni di comunicazione e conoscenza nell’età digitale e delle nuove forme di soggettivazione che al loro interno hanno luogo. Entro un tale più ampio contesto di ricerca, la prima tranche della sua realizzazione si propone pertanto di circoscrivere la fase genetica della monadologia sociale, attraverso un disamina del suo ruolo all’interno del lavoro dei due pensatori scelti come riferimento principale, e di tracciare poi in breve le linee dei suoi svolgimenti ulteriori.

Sulla genesi della monadologia sociale: Gabriel Tarde e Georg Simmel

Andrea Borsari
2013

Abstract

Se il pensiero di Leibniz rappresenta il momento più alto di ricezione e sviluppo della monadologia antica e rinascimentale alle soglie della contemporaneità, che ne fissa i tratti fondamentali e verrà ripreso fino al Kant precritico (Monadologia Physica) lasciando traccia nei sistemi ottocenteschi che fanno variamente riferimento alla monade come elemento ultimo e indivisibile (per esempio, il microcosmo di Lotze e il materialismo di Lange), è con il passaggio tra Ottocento e Novecento che l’apparato concettuale e metaforico collegato alla monade viene mobilitato e trasposto all’ambito sociale per contribuire alla definizione dell’oggetto di ricerca della nascente sociologia. In particolare, con l’opera di Georg Simmel e, soprattutto, con l’opera di Gabriel Tarde ci troviamo di fronte alla nascita di una monadologia sociale vera e propria, che produrrà lungo l’ultimo secolo una serie di emergenze carsiche e si proporrà, da ultimo, come uno degli strumenti privilegiati per la comprensione dei fenomeni di comunicazione e conoscenza nell’età digitale e delle nuove forme di soggettivazione che al loro interno hanno luogo. Entro un tale più ampio contesto di ricerca, la prima tranche della sua realizzazione si propone pertanto di circoscrivere la fase genetica della monadologia sociale, attraverso un disamina del suo ruolo all’interno del lavoro dei due pensatori scelti come riferimento principale, e di tracciare poi in breve le linee dei suoi svolgimenti ulteriori.
Epistemologia e soggettività. Oltre il relativismo
391
415
Andrea Borsari
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