È attualmente in corso uno studio in collaborazione con i Servizi Tossicodipendenze allo scopo di evidenziare gli effetti neuroendocrini dell'uso cronico di alcune sostanze psicoattive (alcool, cocaina, eroina). Lo studio si propone di individuare le correlazioni tra fenomeni comportamentali (es. aggressività) o socio-epidemiologici (es. vulnerabilità all'uso di droghe) e indicatori dello stato neuroendocrino dell'organismo. Infatti, l'individuazione di correlazioni statisticamente valide tra stato neuroendocrino ed esito della terapia di disintossicazione permetterebbe di prendere misure atte ad aumentare l'efficacia dei trattamenti e a diminuire il numero di soggetti che escono dal programma di reinserimento nella società. Inoltre, queste conoscenze potrebbero anche permettere di individuare i soggetti "a rischio", maggiormente vulnerabili all'abuso di sostanze psicoattive, e quindi di impostare azioni sempre più mirate alla prevenzione e cura delle tossicodipendenze. Da recenti studi risulta che i livelli plasmatici di catecolammine (adrenalina, noradrenalina, dopamina) possono essere considerati importanti markers neuroendocrini, pertanto utili per stabilire correlazioni significative con le caratteristiche psicosociali degli individui. Inoltre, la dopamina ed il suo principale metabolita acido omovanillico (HVA) sono coinvolti nei sistemi di gratificazione cerebrali che causano il craving (ricerca compulsiva dello stimolo che gratifica o che allevia lo stato di malessere generato dall’astinenza) caratteristico dello stato di dipendenza. Si è pertanto scelto di effettuare la determinazione plasmatica di questi composti in soggetti ex-tossicodipendenti, attualmente sottoposti a terapia di disintossicazione (psicoterapia, trattamento con metadone o buprenorfina, comunità terapeutica) e che non usano contestualmente sostanze stupefacenti. I campioni di plasma, dopo opportuno pretrattamento mediante procedura di estrazione in fase solida, vengono analizzati in cromatografia liquida (HPLC) accoppiata a rivelazione elettrochimica di tipo coulombometrico, che garantisce prestazioni ottimali in termini di sensibilità e selettività. Dai risultati finora ottenuti, sembra che i metodi analitici utilizzati consentano la determinazione riproducibile ed accurata degli analiti, pur se presenti a bassissime concentrazioni (a livello di parti per trilione) ed in una matrice altamente complessa come quella plasmatica. In un secondo momento, si prevede di ampliare la ricerca, sia studiando un numero maggiore di soggetti ex-tossicodipendenti, sia prendendo in considerazione differenti sostanze d'abuso (amfetamine, allucinogeni).

Correlazioni neuroendocrine dell'uso di sostanze psicoattive: livelli plasmatici di catecolammine ed acido omovanillico

SARACINO, MARIA ADDOLORATA;MERCOLINI, LAURA;MUSENGA, ALESSANDRO;RAGGI, MARIA AUGUSTA
2006

Abstract

È attualmente in corso uno studio in collaborazione con i Servizi Tossicodipendenze allo scopo di evidenziare gli effetti neuroendocrini dell'uso cronico di alcune sostanze psicoattive (alcool, cocaina, eroina). Lo studio si propone di individuare le correlazioni tra fenomeni comportamentali (es. aggressività) o socio-epidemiologici (es. vulnerabilità all'uso di droghe) e indicatori dello stato neuroendocrino dell'organismo. Infatti, l'individuazione di correlazioni statisticamente valide tra stato neuroendocrino ed esito della terapia di disintossicazione permetterebbe di prendere misure atte ad aumentare l'efficacia dei trattamenti e a diminuire il numero di soggetti che escono dal programma di reinserimento nella società. Inoltre, queste conoscenze potrebbero anche permettere di individuare i soggetti "a rischio", maggiormente vulnerabili all'abuso di sostanze psicoattive, e quindi di impostare azioni sempre più mirate alla prevenzione e cura delle tossicodipendenze. Da recenti studi risulta che i livelli plasmatici di catecolammine (adrenalina, noradrenalina, dopamina) possono essere considerati importanti markers neuroendocrini, pertanto utili per stabilire correlazioni significative con le caratteristiche psicosociali degli individui. Inoltre, la dopamina ed il suo principale metabolita acido omovanillico (HVA) sono coinvolti nei sistemi di gratificazione cerebrali che causano il craving (ricerca compulsiva dello stimolo che gratifica o che allevia lo stato di malessere generato dall’astinenza) caratteristico dello stato di dipendenza. Si è pertanto scelto di effettuare la determinazione plasmatica di questi composti in soggetti ex-tossicodipendenti, attualmente sottoposti a terapia di disintossicazione (psicoterapia, trattamento con metadone o buprenorfina, comunità terapeutica) e che non usano contestualmente sostanze stupefacenti. I campioni di plasma, dopo opportuno pretrattamento mediante procedura di estrazione in fase solida, vengono analizzati in cromatografia liquida (HPLC) accoppiata a rivelazione elettrochimica di tipo coulombometrico, che garantisce prestazioni ottimali in termini di sensibilità e selettività. Dai risultati finora ottenuti, sembra che i metodi analitici utilizzati consentano la determinazione riproducibile ed accurata degli analiti, pur se presenti a bassissime concentrazioni (a livello di parti per trilione) ed in una matrice altamente complessa come quella plasmatica. In un secondo momento, si prevede di ampliare la ricerca, sia studiando un numero maggiore di soggetti ex-tossicodipendenti, sia prendendo in considerazione differenti sostanze d'abuso (amfetamine, allucinogeni).
ISTISAN Congressi - XIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia
279
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M.A. Saracino; L. Mercolini; A. Musenga; A. Zaimovic; C. Leonardi; M.A. Raggi
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