Nel sito archeologico di Classe sono stati condotti scavi a partire dal 2001: qui si sta indagando l’area portuale dell’antico centro urbano, che costituiva il porto di Ravenna ed uno dei più importanti scali commerciali della tarda antichità. In questa vasta area di scavo è stato rinvenuto un alto numero di monete: 250 dalla prima campagna di scavo del 2001, 830 dalle campagne 2002-2003, ed un numero intorno ai mille esemplari per gli anni 2004 e 2005, al momento ancora in corso di trattamento. Le monete oggetto di questo studio sono quelle delle campagne 2002-2003. L’intero corpus copre un periodo storico che parte dal I secolo a.C. fino all’VIII secolo d. C. La condizione delle monete è quella tipica dei reperti metallici da contesto archeologico, spesso in cattive se non pessime condizioni di conservazione. Da evidenziare in questo caso è anche il fatto che la zona di scavo presenta condizioni tipiche dell’endo-laguna, con il livello della falda acquifera – una mistura di acqua dolce e salata - molto alto e che risale frequentemente. Durante il processo di rimozione dei prodotti di corrosione presenti sulle monete si sono notati composti di tipologia differente che si ripetevano, comunque, in un vasto numero di esemplari. A seguito di studi precedenti si sono identificati uno o più prodotti tipici della corrosione del bronzo, ma allo stesso tempo si sono notati alcuni prodotti che erano diversi dai tipici ossidi e carbonati. Si è quindi ritenuto opportuno analizzare la natura di tali composti di alterazione al fine di riuscire poi a costituire una base sulla quale l’esperienza e la conoscenza acquisita potesse, nel caso della monetazione rinvenuta negli scavi degli anni seguenti, aiutare a comprendere la tipologia del degrado e una migliore conservazione delle monete. Dato il precario stato di conservazione della maggior parte delle monete e data anche la necessità di effettuare indagini non invasive, si è optato per analizzare le monete usufruendo della Spettroscopia di Fluorescenza a Raggi-X (XRF – sistema portatile). Sono state dapprima effettuate indagini radiografiche su circa 500 esemplari. Sulla base dei risultati di tali indagini sono state selezionate le monete da sottoporre ad analisi XRF. Sono state analizzate le superfici delle monete dopo la rimozione dei prodotti di corrosione al fine di effettuare un’analisi semi-quantitativa di composizione chimica a conferma delle ipotesi avanzate sulla tipologia e possibile cronologia delle monete. Sei tipi differenti di monete, appartenenti ad epoche diverse, sono state analizzate chimicamente, confermando ipotesi formulate da teorie numismatiche e fornendo nuove indicazioni relativamente a materiali e tecnologie di produzione delle monete stesse. Corrispondentemente ai sei tipi riconosciuti, sono stati individuati i differenti prodotti di corrosione. Avendo disponibilità di una quantità cospicua di tali prodotti, se ne è analizzata la natura impiegando la diffrattometria di Raggi-X (XRD). L’impiego di tecniche archeometriche non distruttive (a parte la più ampia libertà di scelta riguardo ai prodotti di corrosione) si è dimostrato, quindi, valido e utile per confermare, al momento, ipotesi acquisite in precedenza e durante il trattamento del materiale stesso. Si prevede di estendere l’analisi ad un campione più vasto e quindi più rappresentativo, per creare una base di dati, ottenuti senza dovere distruggere le monete (o parti di esse): ciò, oltre a costituire un importante contributo alla conoscenza dei reperti provenienti dall’area archeologica di Classe, fornisce un valido supporto nella formulazione di ipotesi relative alla monetazione dei vari periodi storici presi in considerazione.

Analisi non distruttive per la conservazione delle monete dallo scavo di Classe - Ravenna (Campagne di scavo 2002-2003)

AUGENTI, ANDREA;BALDI, ELENA;ERCOLANI, EMANUELA;FIORI, CESARE;VANDINI, MARIANGELA
2006

Abstract

Nel sito archeologico di Classe sono stati condotti scavi a partire dal 2001: qui si sta indagando l’area portuale dell’antico centro urbano, che costituiva il porto di Ravenna ed uno dei più importanti scali commerciali della tarda antichità. In questa vasta area di scavo è stato rinvenuto un alto numero di monete: 250 dalla prima campagna di scavo del 2001, 830 dalle campagne 2002-2003, ed un numero intorno ai mille esemplari per gli anni 2004 e 2005, al momento ancora in corso di trattamento. Le monete oggetto di questo studio sono quelle delle campagne 2002-2003. L’intero corpus copre un periodo storico che parte dal I secolo a.C. fino all’VIII secolo d. C. La condizione delle monete è quella tipica dei reperti metallici da contesto archeologico, spesso in cattive se non pessime condizioni di conservazione. Da evidenziare in questo caso è anche il fatto che la zona di scavo presenta condizioni tipiche dell’endo-laguna, con il livello della falda acquifera – una mistura di acqua dolce e salata - molto alto e che risale frequentemente. Durante il processo di rimozione dei prodotti di corrosione presenti sulle monete si sono notati composti di tipologia differente che si ripetevano, comunque, in un vasto numero di esemplari. A seguito di studi precedenti si sono identificati uno o più prodotti tipici della corrosione del bronzo, ma allo stesso tempo si sono notati alcuni prodotti che erano diversi dai tipici ossidi e carbonati. Si è quindi ritenuto opportuno analizzare la natura di tali composti di alterazione al fine di riuscire poi a costituire una base sulla quale l’esperienza e la conoscenza acquisita potesse, nel caso della monetazione rinvenuta negli scavi degli anni seguenti, aiutare a comprendere la tipologia del degrado e una migliore conservazione delle monete. Dato il precario stato di conservazione della maggior parte delle monete e data anche la necessità di effettuare indagini non invasive, si è optato per analizzare le monete usufruendo della Spettroscopia di Fluorescenza a Raggi-X (XRF – sistema portatile). Sono state dapprima effettuate indagini radiografiche su circa 500 esemplari. Sulla base dei risultati di tali indagini sono state selezionate le monete da sottoporre ad analisi XRF. Sono state analizzate le superfici delle monete dopo la rimozione dei prodotti di corrosione al fine di effettuare un’analisi semi-quantitativa di composizione chimica a conferma delle ipotesi avanzate sulla tipologia e possibile cronologia delle monete. Sei tipi differenti di monete, appartenenti ad epoche diverse, sono state analizzate chimicamente, confermando ipotesi formulate da teorie numismatiche e fornendo nuove indicazioni relativamente a materiali e tecnologie di produzione delle monete stesse. Corrispondentemente ai sei tipi riconosciuti, sono stati individuati i differenti prodotti di corrosione. Avendo disponibilità di una quantità cospicua di tali prodotti, se ne è analizzata la natura impiegando la diffrattometria di Raggi-X (XRD). L’impiego di tecniche archeometriche non distruttive (a parte la più ampia libertà di scelta riguardo ai prodotti di corrosione) si è dimostrato, quindi, valido e utile per confermare, al momento, ipotesi acquisite in precedenza e durante il trattamento del materiale stesso. Si prevede di estendere l’analisi ad un campione più vasto e quindi più rappresentativo, per creare una base di dati, ottenuti senza dovere distruggere le monete (o parti di esse): ciò, oltre a costituire un importante contributo alla conoscenza dei reperti provenienti dall’area archeologica di Classe, fornisce un valido supporto nella formulazione di ipotesi relative alla monetazione dei vari periodi storici presi in considerazione.
IV Congresso Nazionale di Archeometria - Scienza e Beni Culturali - Riassunti
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A.Augenti; E.Baldi; E.Ercolani; C.Fiori; M.Vandini
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/23072
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