Nell’ambito del Progetto EQUAL “Portico” il Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna ha svolto una ricerca del mercato del lavoro locale nel settore delle nuove tecnologie ICT. La prima fase è stata rivolta alla ricerca di fonti e di dati prodotti da vari istituti pubblici e/o privati e all’analisi delle ricerche sull’argomento già in essere. Questa fase ha prodotto un elenco di siti consultabili, con una guida al loro utilizzo, che sarà messo a disposizione delle donne nel Centro Risorse Multimediali dell’Associazione Orlando. In questa fase è stato individuato l’elenco delle imprese ICT operanti nella provincia di Bologna. E’ stato effettuato un campionamento rappresentativo – sulla base della numerosità delle imprese presenti per ciascun comparto ICT e della loro dimensione. Nella seconda fase le 110 aziende selezionate nel campione sono state contattate telefonicamente. Sono quasi tutte sotto ai 10 dipendenti, e ancora più basso appare il numero medio di dipendenti con competenze ICT. Per quanto riguarda la presenza femminile, il rapporto è di 1 a 3 rispetto agli addetti totali, e scende leggermente se si considerano gli addetti con competenze specifiche ICT. A quelle che si sono dichiarate disponibili e’ stato inviato un questionario da far compilare alle donne operanti nel settore ICT di quell’azienda. Il numero totale di questionari compilati e restituiti e’ 40. La maggioranza delle donne operanti nell’ICT che hanno risposto al questionario sono risultate impiegate nella vendita e servizio clienti e in questo settore raggiungono la parità numerica con gli uomini. Nelle altre mansioni, invece, (sviluppo software, consulenti, settore hardware. redattrici on line...) sono in netta minoranza. Da notare che tre sono manager. Hanno seguito percorsi formativi differenti: il maggior grado di soddisfazione relativamente al percorso di studi seguito si e’ riscontrato tra le laureate, siano esse di provenienza scientifica che umanistica. Piu’ della meta’ delle donne hanno un contratto a tempo indeterminato. La stragrande maggioranza si ritiene gratificata dal ruolo professionale ricoperto e dal proprio grado di autonomia sul lavoro e dagli stimoli che ne ricava. Si ha l’impressione che le donne si stiano affacciando a un tipo di lavoro ancora nuovo per loro, al quale contribuiscono con grande entusiasmo e con tutto l’apporto della loro curiosità e desiderio di scoperta. Per la maggioranza di esse, l’appagamento derivante dall’interesse per la propria occupazione sembra compensare aspetti negativi quali gli impegni familiari, un ambiente ancora in parte maschilista, ritmi abbastanza stressanti (lavoro a tempo pieno, straordinari, ecc.) Parecchie delle donne che hanno risposto al questionario ritengono poi che vi siano anche dei vantaggi nella condizione femminile nell’ICT, quali le capacità relazionali e la flessibilità e anche, in misura minore, la creatività, la correttezza, la perseveranza, la sensibilità.

Formazione e occupazione nel settore ICT. Un'indagine statistica di genere sulle imprese della provincia di Bologna

GIOVAGNOLI, ALESSANDRA;ARDITO, VALERIA
2004

Abstract

Nell’ambito del Progetto EQUAL “Portico” il Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna ha svolto una ricerca del mercato del lavoro locale nel settore delle nuove tecnologie ICT. La prima fase è stata rivolta alla ricerca di fonti e di dati prodotti da vari istituti pubblici e/o privati e all’analisi delle ricerche sull’argomento già in essere. Questa fase ha prodotto un elenco di siti consultabili, con una guida al loro utilizzo, che sarà messo a disposizione delle donne nel Centro Risorse Multimediali dell’Associazione Orlando. In questa fase è stato individuato l’elenco delle imprese ICT operanti nella provincia di Bologna. E’ stato effettuato un campionamento rappresentativo – sulla base della numerosità delle imprese presenti per ciascun comparto ICT e della loro dimensione. Nella seconda fase le 110 aziende selezionate nel campione sono state contattate telefonicamente. Sono quasi tutte sotto ai 10 dipendenti, e ancora più basso appare il numero medio di dipendenti con competenze ICT. Per quanto riguarda la presenza femminile, il rapporto è di 1 a 3 rispetto agli addetti totali, e scende leggermente se si considerano gli addetti con competenze specifiche ICT. A quelle che si sono dichiarate disponibili e’ stato inviato un questionario da far compilare alle donne operanti nel settore ICT di quell’azienda. Il numero totale di questionari compilati e restituiti e’ 40. La maggioranza delle donne operanti nell’ICT che hanno risposto al questionario sono risultate impiegate nella vendita e servizio clienti e in questo settore raggiungono la parità numerica con gli uomini. Nelle altre mansioni, invece, (sviluppo software, consulenti, settore hardware. redattrici on line...) sono in netta minoranza. Da notare che tre sono manager. Hanno seguito percorsi formativi differenti: il maggior grado di soddisfazione relativamente al percorso di studi seguito si e’ riscontrato tra le laureate, siano esse di provenienza scientifica che umanistica. Piu’ della meta’ delle donne hanno un contratto a tempo indeterminato. La stragrande maggioranza si ritiene gratificata dal ruolo professionale ricoperto e dal proprio grado di autonomia sul lavoro e dagli stimoli che ne ricava. Si ha l’impressione che le donne si stiano affacciando a un tipo di lavoro ancora nuovo per loro, al quale contribuiscono con grande entusiasmo e con tutto l’apporto della loro curiosità e desiderio di scoperta. Per la maggioranza di esse, l’appagamento derivante dall’interesse per la propria occupazione sembra compensare aspetti negativi quali gli impegni familiari, un ambiente ancora in parte maschilista, ritmi abbastanza stressanti (lavoro a tempo pieno, straordinari, ecc.) Parecchie delle donne che hanno risposto al questionario ritengono poi che vi siano anche dei vantaggi nella condizione femminile nell’ICT, quali le capacità relazionali e la flessibilità e anche, in misura minore, la creatività, la correttezza, la perseveranza, la sensibilità.
Le Ricerche del progetto Portico
61
128
A. Giovagnoli; V. Ardito
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/20807
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