Il saggio ruota attorno al concetto di “celebrità” e al ruolo che il mezzo fotografico ha avuto nel determinarne la sua definizione nella Modernità. Se lo strumento fotografico è ciò che ha permesso ai miti di diventare delle celebrità, è perché questa dimensione ha a che vedere con un’estensione spaziale così ampia, ed è resa concreta da testimonianze visive che devono essere riproducibili in tali quantità, da non poterla immaginare come preesistente all’invenzione di un mezzo di riproduzione tecnologico. È solo con la fotografia che nasce, per alcuni personaggi della Modernità, la possibilità dell’autocostruzione mediatica nel culto della propria immagine. Per un narcisista esperto di comunicazione come Gabriele d’Annunzio, un’egocentrica divenuta stereotipo dell’immaginario collettivo come Cléo de Mérode, una new woman trasgressiva e controcorrente come Nancy Cunard, l’immagine fotografica non può che costituire un valido e inedito passaporto per l’eternità e, dunque, per il mito.

Celebrità, dive, dandies. Il mito fotografico tra Belle époque e Modernismo

MUZZARELLI, FEDERICA
2013

Abstract

Il saggio ruota attorno al concetto di “celebrità” e al ruolo che il mezzo fotografico ha avuto nel determinarne la sua definizione nella Modernità. Se lo strumento fotografico è ciò che ha permesso ai miti di diventare delle celebrità, è perché questa dimensione ha a che vedere con un’estensione spaziale così ampia, ed è resa concreta da testimonianze visive che devono essere riproducibili in tali quantità, da non poterla immaginare come preesistente all’invenzione di un mezzo di riproduzione tecnologico. È solo con la fotografia che nasce, per alcuni personaggi della Modernità, la possibilità dell’autocostruzione mediatica nel culto della propria immagine. Per un narcisista esperto di comunicazione come Gabriele d’Annunzio, un’egocentrica divenuta stereotipo dell’immaginario collettivo come Cléo de Mérode, una new woman trasgressiva e controcorrente come Nancy Cunard, l’immagine fotografica non può che costituire un valido e inedito passaporto per l’eternità e, dunque, per il mito.
Il Lungo Ottocento e le sue immagini. Politica, media, spettacolo
145
159
F.Muzzarelli
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