"L’evoluzione pedagogica in Francia", una delle più originali ricerche durkheimiane, qui per la prima volta in edizione italiana, è un appassionante affresco della storia della scuola secondaria in Francia, dall’alto Medioevo fino all’Ottocento. Essa è concepita come un corso destinato a dei futuri insegnanti di scuola secondaria, nella convinzione che la forza principale di qualsiasi autentica innovazione scolastica consista nell’intellettualità degli insegnanti, vale a dire nelle loro capacità di riflessione, di ricerca e in definitiva di re-invenzione dei luoghi stessi della didattica. Non sempre è esistita una Scuola nella Città. “L’antichità classica conosceva i maestri, non le scuole”. La scuola – questa è la scoperta cruciale de "L’evoluzione pedagogica in Francia" – è esistita solo in alcune situazioni, non molte per la verità, quando sono stati inventati dei luoghi singolari della soggettività didattica. Le scuole della Chiesa primitiva, e poi la Scuola Palatina di Carlo Magno, l’Università medievale, le Écoles centrales della Rivoluzione francese, sono state dei risultati inventivi “senza precedenti”, come scrive spesso Durkheim. Perfino del Collegio dei Gesuiti, che pure considera soprattutto una macchina disciplinare, egli mostra che ha una radice all’interno di un pensiero pedagogico innovativo. Brillante storico e sottile pedagogista, oltre che fondatore della prospettiva sociologica moderna, il Durkheim de "L’evoluzione pedagogica in Francia" porta un contributo di scoperte nuove, miranti, come egli diceva, a “stimolare un’energica riflessione” sui destini intellettuali e politici della scuola. Il volume contiene un'introduzione del curatore all'edizione italiana.

L'evoluzione pedagogica in Francia. Storia dell'insegnamento secondario

RUSSO, ALESSANDRO
2005

Abstract

"L’evoluzione pedagogica in Francia", una delle più originali ricerche durkheimiane, qui per la prima volta in edizione italiana, è un appassionante affresco della storia della scuola secondaria in Francia, dall’alto Medioevo fino all’Ottocento. Essa è concepita come un corso destinato a dei futuri insegnanti di scuola secondaria, nella convinzione che la forza principale di qualsiasi autentica innovazione scolastica consista nell’intellettualità degli insegnanti, vale a dire nelle loro capacità di riflessione, di ricerca e in definitiva di re-invenzione dei luoghi stessi della didattica. Non sempre è esistita una Scuola nella Città. “L’antichità classica conosceva i maestri, non le scuole”. La scuola – questa è la scoperta cruciale de "L’evoluzione pedagogica in Francia" – è esistita solo in alcune situazioni, non molte per la verità, quando sono stati inventati dei luoghi singolari della soggettività didattica. Le scuole della Chiesa primitiva, e poi la Scuola Palatina di Carlo Magno, l’Università medievale, le Écoles centrales della Rivoluzione francese, sono state dei risultati inventivi “senza precedenti”, come scrive spesso Durkheim. Perfino del Collegio dei Gesuiti, che pure considera soprattutto una macchina disciplinare, egli mostra che ha una radice all’interno di un pensiero pedagogico innovativo. Brillante storico e sottile pedagogista, oltre che fondatore della prospettiva sociologica moderna, il Durkheim de "L’evoluzione pedagogica in Francia" porta un contributo di scoperte nuove, miranti, come egli diceva, a “stimolare un’energica riflessione” sui destini intellettuali e politici della scuola. Il volume contiene un'introduzione del curatore all'edizione italiana.
455
8873950531
9788873950530
A. Russo
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