La collana «Autunnonero» intende proporre a un largo pubblico, non limitato a quello dei soli "˜specialisti', una riflessione ad ampio raggio sul "˜fantastico' declinato nelle sue diverse e molteplici esplicitazioni, in accordo con gli altrettanto diversi e molteplici approcci attraverso cui se ne possono scandagliare tanto le dinamiche interne quanto le potenzialità espressive.Il filo conduttore prescelto, l'ottica privilegiata, si inscrivono entro la cosiddetta "˜cultura horror', intesa nel suo senso più pieno: ovvero come il luogo immateriale in cui il retaggio di tradizioni arcaiche si compenetra con le istanze della contemporaneità, fungendo da cassa di risonanza di memorie ataviche, di miti, leggende, credenze che nel nostro quotidiano trovano terreno fertile per continuare a sopravvivere, mutando spesso fisionomia e lineamenti ma conservando inalterata la loro sostanza, il loro senso originario e primo.In questa prospettiva i fenomeni di continuità, di conservazione - di temi narrativi, di motivi leggendari, di figure esemplari o enigmatiche... - che tenacemente tengono legato il nostro presente al remoto passato da cui è scaturito costituiscono il "˜filo rosso' che percorre le culture, le civiltà, garantendo loro, per il tramite della memoria, una sopravvivenza consapevole delle proprie lontane radici, nonché partecipe delle dinamiche di trasformazione e rifunzionalizzazione che le sanno conservare vitali e produttive.Un "˜filo rosso' che nel nesso meraviglia-terrore, sentimenti complementari irresistibilmente attratti verso il centro gravitazionale dell'affabulazione, trova uno dei suoi elementi fondanti, capace di improntare in maniera decisa e persistente il nostro immaginario.

AUTUNNONERO

CARAFFI, PATRIZIA
In corso di stampa

Abstract

La collana «Autunnonero» intende proporre a un largo pubblico, non limitato a quello dei soli "˜specialisti', una riflessione ad ampio raggio sul "˜fantastico' declinato nelle sue diverse e molteplici esplicitazioni, in accordo con gli altrettanto diversi e molteplici approcci attraverso cui se ne possono scandagliare tanto le dinamiche interne quanto le potenzialità espressive.Il filo conduttore prescelto, l'ottica privilegiata, si inscrivono entro la cosiddetta "˜cultura horror', intesa nel suo senso più pieno: ovvero come il luogo immateriale in cui il retaggio di tradizioni arcaiche si compenetra con le istanze della contemporaneità, fungendo da cassa di risonanza di memorie ataviche, di miti, leggende, credenze che nel nostro quotidiano trovano terreno fertile per continuare a sopravvivere, mutando spesso fisionomia e lineamenti ma conservando inalterata la loro sostanza, il loro senso originario e primo.In questa prospettiva i fenomeni di continuità, di conservazione - di temi narrativi, di motivi leggendari, di figure esemplari o enigmatiche... - che tenacemente tengono legato il nostro presente al remoto passato da cui è scaturito costituiscono il "˜filo rosso' che percorre le culture, le civiltà, garantendo loro, per il tramite della memoria, una sopravvivenza consapevole delle proprie lontane radici, nonché partecipe delle dinamiche di trasformazione e rifunzionalizzazione che le sanno conservare vitali e produttive.Un "˜filo rosso' che nel nesso meraviglia-terrore, sentimenti complementari irresistibilmente attratti verso il centro gravitazionale dell'affabulazione, trova uno dei suoi elementi fondanti, capace di improntare in maniera decisa e persistente il nostro immaginario.
2013
P. CARAFFI
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