Il Festival teatrale della cittadinanza democratica e la Summer School "Teatro ed educazione alla cittadinanza" sono un progetto del Dipartimento della Formazione dell'Università di San Marino e della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Nel 2007 è nata l’idea di dare vita al progetto "Teatro e cittadinanza" che, in questa sua quinta edizione, pone al centro della riflessione il teatro come luogo in cui riflettere sulle ri-generazioni, le nuove esistenze e le nuove re-esistenze, le fragilità della vita di oggi, con un'attenzione particolare ai giovani, in un clima di incertezza che travloge le esistenze, ma che vogliamo trasformare in una nuova possibilità, in una forza creatrice e creativa. Vogliamo affrontare un pensiero migrante, meticcio e non sedentario, trasformativo nel suo nomadismo, proprio per quella capacità di interpretare e comprendere il mondo che cambia e in cui si cerca di operare cambiamenti positivi. Teatro, quindi, per educare alla cittadinanza, con incontri, workshop e laboratori con gli artisti e i docenti e la rassegna “Festival Teatrale della Cittadinanza Democratica” che anche nel 2011 ha ospitato spettacoli di teatro civile e di interazione sociale. “Nati in casa", di Giuliana Musso, muovendo da una spiritosa mimesi del parto di oggi, superassistito e monitorato, passa ad una rievocazione nostalgica del mondo delle levatrici, fino alla denuncia del cinismo dell’attuale politica sanitaria italiana in materia di parto. È il quadro di un’umanità vera, segnata da un rispetto innato, forse inconsapevole ma quasi sacro, per il rito del nascere, del vivere e del morire. "Il Signor di Pourceaugnac”, del gruppo Punta Corsara, nasce dall'esperienza triennale di Arrevuoto diretta da Marco Martinelli (Teatro delle Albe) che ha passato il testimone a Emanuele Valenti. Il regista si confronta con il testo di Molière in una Napoli inospitale in cui il concitato bozzetto parigino assume un inconfondibile andamento da teatro popolare partenopeo, alla Totò grazie ai bravissimi attori-adolescenti. Poi "Report dalla città fragile" con Gigi Gherzi e Pietro Floridia, che compongono ogni sera con il pubblico una mappa della città fatta di luoghi, di emozioni, di storie. La città è diventata fragile, percorsa dalle storie degli abitanti, dei personaggi incontrati, da installazioni artistiche. Allo spettatore il compito di regalare, ogni sera, nuove storie alla mappa, di dialogare con le vite dei personaggi, raccolte attraverso interviste, nelle città e all’interno dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano. Attore e spettatori condividono un grande gioco sulla fragilità delle vite e della città stessa, fragilità che viene esplorata come valore e possibile punto di partenza per l’invenzione di nuove pratiche, comportamenti, visioni poetiche del nostro vivere. "Fabbrica" di Ascanio Celestini racconta la storia della Fabbrica con accenti epici: dal periodo eroico dei giganti, uomini d’acciaio, a quello “aristocratico” alimentato da lavoratori d’opposizione nell’era fascista, all’approdo contemporaneo in un’officina astratta e vuota di operai, dove restano quelli che “hanno la disgrazia” e alla fabbrica hanno sacrificato un pezzo del loro corpo. Infine, lo spettacolo “L'urlo di Antigone” che vede come protagonisti gli allievi della Summer School, diretti da Fabrizio Cassanelli, Micaela Casalboni, Emanuele Valenti. La comunità dei partecipanti mette in scena una metafora potente, la ribellione che si accende quando l’identità viene minacciata. È la metafora di Antigone giovane donna anche lei in viaggio, coma tanti, tra fragilità e possibilità.

Festival teatrale della cittadinanza democratica-Summer school "Teatro e educazione alla cittadinanza".Ri-generazioni: esistenze in viaggio tra fragilità e possibilità.

ZANETTI, FEDERICA;
2011

Abstract

Il Festival teatrale della cittadinanza democratica e la Summer School "Teatro ed educazione alla cittadinanza" sono un progetto del Dipartimento della Formazione dell'Università di San Marino e della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Nel 2007 è nata l’idea di dare vita al progetto "Teatro e cittadinanza" che, in questa sua quinta edizione, pone al centro della riflessione il teatro come luogo in cui riflettere sulle ri-generazioni, le nuove esistenze e le nuove re-esistenze, le fragilità della vita di oggi, con un'attenzione particolare ai giovani, in un clima di incertezza che travloge le esistenze, ma che vogliamo trasformare in una nuova possibilità, in una forza creatrice e creativa. Vogliamo affrontare un pensiero migrante, meticcio e non sedentario, trasformativo nel suo nomadismo, proprio per quella capacità di interpretare e comprendere il mondo che cambia e in cui si cerca di operare cambiamenti positivi. Teatro, quindi, per educare alla cittadinanza, con incontri, workshop e laboratori con gli artisti e i docenti e la rassegna “Festival Teatrale della Cittadinanza Democratica” che anche nel 2011 ha ospitato spettacoli di teatro civile e di interazione sociale. “Nati in casa", di Giuliana Musso, muovendo da una spiritosa mimesi del parto di oggi, superassistito e monitorato, passa ad una rievocazione nostalgica del mondo delle levatrici, fino alla denuncia del cinismo dell’attuale politica sanitaria italiana in materia di parto. È il quadro di un’umanità vera, segnata da un rispetto innato, forse inconsapevole ma quasi sacro, per il rito del nascere, del vivere e del morire. "Il Signor di Pourceaugnac”, del gruppo Punta Corsara, nasce dall'esperienza triennale di Arrevuoto diretta da Marco Martinelli (Teatro delle Albe) che ha passato il testimone a Emanuele Valenti. Il regista si confronta con il testo di Molière in una Napoli inospitale in cui il concitato bozzetto parigino assume un inconfondibile andamento da teatro popolare partenopeo, alla Totò grazie ai bravissimi attori-adolescenti. Poi "Report dalla città fragile" con Gigi Gherzi e Pietro Floridia, che compongono ogni sera con il pubblico una mappa della città fatta di luoghi, di emozioni, di storie. La città è diventata fragile, percorsa dalle storie degli abitanti, dei personaggi incontrati, da installazioni artistiche. Allo spettatore il compito di regalare, ogni sera, nuove storie alla mappa, di dialogare con le vite dei personaggi, raccolte attraverso interviste, nelle città e all’interno dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano. Attore e spettatori condividono un grande gioco sulla fragilità delle vite e della città stessa, fragilità che viene esplorata come valore e possibile punto di partenza per l’invenzione di nuove pratiche, comportamenti, visioni poetiche del nostro vivere. "Fabbrica" di Ascanio Celestini racconta la storia della Fabbrica con accenti epici: dal periodo eroico dei giganti, uomini d’acciaio, a quello “aristocratico” alimentato da lavoratori d’opposizione nell’era fascista, all’approdo contemporaneo in un’officina astratta e vuota di operai, dove restano quelli che “hanno la disgrazia” e alla fabbrica hanno sacrificato un pezzo del loro corpo. Infine, lo spettacolo “L'urlo di Antigone” che vede come protagonisti gli allievi della Summer School, diretti da Fabrizio Cassanelli, Micaela Casalboni, Emanuele Valenti. La comunità dei partecipanti mette in scena una metafora potente, la ribellione che si accende quando l’identità viene minacciata. È la metafora di Antigone giovane donna anche lei in viaggio, coma tanti, tra fragilità e possibilità.
F. Zanetti; L. Gobbi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/153950
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