Il progetto di ricerca dell'UO di Bologna, articolato su due anni, si è focalizzato, da un lato, sullo studio delle reazioni di individui, gruppi e comunità nei confronti di eventi critici (sia mediante l'analisi della letteratura disponibile, sia mediante indagini empiriche)(I anno), e, dall'altro, sull'approfondimento dell'esperienza degli operatori di soccorso che sono chiamati ad intervenire in tali circostanze, e sulle loro competenze (in particolare psicosociali)(II anno); la finalità ultima era trarre indicazioni utili per predisporre linee guida per gli interventi di formazione per chi opera nei contesti di soccorso. Più in specifico, l’attività di ricerca durante il I anno ha riguardato: - la raccolta e l’analisi di materiale documentale relativamente alle risposte di individui, gruppi e comunità ad eventi critici ed emergenze e alle competenze psicosociali degli operatori dell’emergenza. E' stata effettuata una rassegna della letteratura esistente, con un’attenzione non solo agli aspetti disadattivi e disfunzionali (es. disturbo da stress post-traumatico, reazioni di panico), ma anche agli elementi adattivi che possono presentarsi in seguito all’impatto di un evento catastrofico.Il secondo tema oggetto della ricerca bibliografica è quello delle competenze psicosociali degli operatori di emergenza. E’ stato in proposito preso in esame il modello dei Non-Technical Skills (Avermaet e Kruijsen, 1998), che distingue una serie di competenze necessarie per gli operatori dell’emergenza, articolate in: a) skills sociali (cooperazione: costruzione e mantenimento del team, considerazione e supporto degli altri membri, risoluzione dei conflitti; leadership e gestione: autorità e assertività, planning e coordinamento, gestione del carico di lavoro) e b)skills cognitivi (situation awareness: consapevolezza dei sistemi utilizzati, dell’ambiente circostante, del tempo; e decision making: diagnosi del problema, creazione di opzioni, valutazione dei rischi, scelta e controllo degli outcomes). Una seconda attività realizzata nel corso del primo anno è stata l’applicazione della griglia di osservazione messa a punto attraverso l’analisi della letteratura, allo studio di alcuni eventi collettivi prevedibili e potenzialmente critici avvenuti nel contesto della regione Emilia Romagna (es. disastro ferroviario di Crevalcore). Il programma di ricerca per il secondo anno si è focalizzato sull’analisi delle competenze psicosociali degli operatori dell’emergenza e ha previsto: a)la realizzazione di una ricerca su un campione di operatori e professionisti coinvolti nella gestione delle emergenze per indagare aspetti della qualità della vita professionale degli operatori e il ruolo di alcune variabili psicosociali che possono influenzarla in qualità di fattori di protezione nei confronti dello stress lavorativo (senso di comunità, senso di efficacia individuale e collettivo nell’ambito del lavoro, strategie di coping). b)un’analisi dei protocolli di intervento e delle “buone pratiche” utilizzati dagli operatori dell’emergenza, mediante l’applicazione dell’analisi del contenuto. c)osservazioni di esercitazioni o simulazioni di situazioni di crisi ed emergenza mediante una griglia appositamente predisposta.

COMPETENZE INDIVIDUALI E SOCIALI NELLA GESTIONE DI EVENTI CRITICI NELLA COMUNITA'. PROPOSTA DI UN MODELLO DI INTERVENTO

CICOGNANI, ELVIRA
2007

Abstract

Il progetto di ricerca dell'UO di Bologna, articolato su due anni, si è focalizzato, da un lato, sullo studio delle reazioni di individui, gruppi e comunità nei confronti di eventi critici (sia mediante l'analisi della letteratura disponibile, sia mediante indagini empiriche)(I anno), e, dall'altro, sull'approfondimento dell'esperienza degli operatori di soccorso che sono chiamati ad intervenire in tali circostanze, e sulle loro competenze (in particolare psicosociali)(II anno); la finalità ultima era trarre indicazioni utili per predisporre linee guida per gli interventi di formazione per chi opera nei contesti di soccorso. Più in specifico, l’attività di ricerca durante il I anno ha riguardato: - la raccolta e l’analisi di materiale documentale relativamente alle risposte di individui, gruppi e comunità ad eventi critici ed emergenze e alle competenze psicosociali degli operatori dell’emergenza. E' stata effettuata una rassegna della letteratura esistente, con un’attenzione non solo agli aspetti disadattivi e disfunzionali (es. disturbo da stress post-traumatico, reazioni di panico), ma anche agli elementi adattivi che possono presentarsi in seguito all’impatto di un evento catastrofico.Il secondo tema oggetto della ricerca bibliografica è quello delle competenze psicosociali degli operatori di emergenza. E’ stato in proposito preso in esame il modello dei Non-Technical Skills (Avermaet e Kruijsen, 1998), che distingue una serie di competenze necessarie per gli operatori dell’emergenza, articolate in: a) skills sociali (cooperazione: costruzione e mantenimento del team, considerazione e supporto degli altri membri, risoluzione dei conflitti; leadership e gestione: autorità e assertività, planning e coordinamento, gestione del carico di lavoro) e b)skills cognitivi (situation awareness: consapevolezza dei sistemi utilizzati, dell’ambiente circostante, del tempo; e decision making: diagnosi del problema, creazione di opzioni, valutazione dei rischi, scelta e controllo degli outcomes). Una seconda attività realizzata nel corso del primo anno è stata l’applicazione della griglia di osservazione messa a punto attraverso l’analisi della letteratura, allo studio di alcuni eventi collettivi prevedibili e potenzialmente critici avvenuti nel contesto della regione Emilia Romagna (es. disastro ferroviario di Crevalcore). Il programma di ricerca per il secondo anno si è focalizzato sull’analisi delle competenze psicosociali degli operatori dell’emergenza e ha previsto: a)la realizzazione di una ricerca su un campione di operatori e professionisti coinvolti nella gestione delle emergenze per indagare aspetti della qualità della vita professionale degli operatori e il ruolo di alcune variabili psicosociali che possono influenzarla in qualità di fattori di protezione nei confronti dello stress lavorativo (senso di comunità, senso di efficacia individuale e collettivo nell’ambito del lavoro, strategie di coping). b)un’analisi dei protocolli di intervento e delle “buone pratiche” utilizzati dagli operatori dell’emergenza, mediante l’applicazione dell’analisi del contenuto. c)osservazioni di esercitazioni o simulazioni di situazioni di crisi ed emergenza mediante una griglia appositamente predisposta.
2007
2005
E. Cicognani
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/153799
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