Tipiche delle zone aride dell’India, ma anche delle grandi corti sacre dei templi del sud, le cisterne, o bacini per la raccolta dell’acqua (kund, tank) ad uso civile e religioso, scandiscono il tessuto urbano della città di Varanasi (India) costituendo un riferimento importante per la nascita e per la rigenerazione dei quartieri (mohalla) che intorno ad esse si sono formati. La lettura del contesto e la verifica sul campo delle pratiche comuni dell’abitare hanno suggerito il confronto con i modelli e le teorie indagati. Il tema dell’edificio residenziale ha trovato allora molteplici forme espressive e precisi caratteri funzionali: dallo studio dell’alloggio monofamiliare di piccole e medie dimensioni, alla configurazione di residenze plurifamiliari, al disegno dell’impianto a corte dell’edificio collettivo fino all’archetipo dell’unità cellulare, riferita alle tradizionali strutture abitative indiane, i progetti hanno esplorato il campo delle relazioni che s’instaurano tra interno ed esterno, tra spazio privato e pubblico. Dalla riconfigurazione del limite della cisterna al nuovo assetto dei percorsi, al sistema di accessibilità dell’area, si è giunti alla definizione degli spazi destinati alle ritualità. Il processo metodologico ha seguito una prima fase di raccolta di documenti orientata a chiarire i fondamenti culturali che hanno condizionato la fisionomia e i caratteri urbani fino alla loro configurazione attuale, ed una seconda fase di individuazione e osservazione dell’area studio, maturata attraverso successive esperienze e indagini svolte sul campo. La riflessione sulle azioni di riqualificazione e trasformazioni dell’area di progetto ha avuto per obiettivo il rinnovamento di pratiche abitative che, nel rispetto della tradizione indiana, stabilissero un dialogo con le abitudini del contemporaneo. Nella prima ipotesi progettuale la Suraj kund riacquista un ruolo cardine in quanto fulcro di un sistema ampio che, attraverso una rete di percorsi rituali e di templi, si pone in stretta relazione con l’intera città di Varanasi. Nel seconda soluzione l'area studio si configura come un grande luogo per l’incontro collettivo in cui partecipare e assistere a cerimonie sacre, dove potersi rinfrescare nella stagione calda o fare le abluzioni utilizzando l’acqua della kund; ma anche uno spazio che accoglie le piccole attività commerciali, come un grande bazar all’aperto. Nell’ultimo progetto presentato il tema della piattaforma mostra le potenzialità di un dispositivo architettonico utile ad attribuire una configurazione unitaria all’intervento; un elemento versatile e capace di declinarsi alle scale differenti originando essa stessa il disegno della cisterna, del luogo per la sosta, della piazza sopraelevata, della casa inclusa.

Abitare una comunità: progetti per la città di Varanasi/ Living in a community: projects for Varanasi

ROSSL, STEFANIA
2012

Abstract

Tipiche delle zone aride dell’India, ma anche delle grandi corti sacre dei templi del sud, le cisterne, o bacini per la raccolta dell’acqua (kund, tank) ad uso civile e religioso, scandiscono il tessuto urbano della città di Varanasi (India) costituendo un riferimento importante per la nascita e per la rigenerazione dei quartieri (mohalla) che intorno ad esse si sono formati. La lettura del contesto e la verifica sul campo delle pratiche comuni dell’abitare hanno suggerito il confronto con i modelli e le teorie indagati. Il tema dell’edificio residenziale ha trovato allora molteplici forme espressive e precisi caratteri funzionali: dallo studio dell’alloggio monofamiliare di piccole e medie dimensioni, alla configurazione di residenze plurifamiliari, al disegno dell’impianto a corte dell’edificio collettivo fino all’archetipo dell’unità cellulare, riferita alle tradizionali strutture abitative indiane, i progetti hanno esplorato il campo delle relazioni che s’instaurano tra interno ed esterno, tra spazio privato e pubblico. Dalla riconfigurazione del limite della cisterna al nuovo assetto dei percorsi, al sistema di accessibilità dell’area, si è giunti alla definizione degli spazi destinati alle ritualità. Il processo metodologico ha seguito una prima fase di raccolta di documenti orientata a chiarire i fondamenti culturali che hanno condizionato la fisionomia e i caratteri urbani fino alla loro configurazione attuale, ed una seconda fase di individuazione e osservazione dell’area studio, maturata attraverso successive esperienze e indagini svolte sul campo. La riflessione sulle azioni di riqualificazione e trasformazioni dell’area di progetto ha avuto per obiettivo il rinnovamento di pratiche abitative che, nel rispetto della tradizione indiana, stabilissero un dialogo con le abitudini del contemporaneo. Nella prima ipotesi progettuale la Suraj kund riacquista un ruolo cardine in quanto fulcro di un sistema ampio che, attraverso una rete di percorsi rituali e di templi, si pone in stretta relazione con l’intera città di Varanasi. Nel seconda soluzione l'area studio si configura come un grande luogo per l’incontro collettivo in cui partecipare e assistere a cerimonie sacre, dove potersi rinfrescare nella stagione calda o fare le abluzioni utilizzando l’acqua della kund; ma anche uno spazio che accoglie le piccole attività commerciali, come un grande bazar all’aperto. Nell’ultimo progetto presentato il tema della piattaforma mostra le potenzialità di un dispositivo architettonico utile ad attribuire una configurazione unitaria all’intervento; un elemento versatile e capace di declinarsi alle scale differenti originando essa stessa il disegno della cisterna, del luogo per la sosta, della piazza sopraelevata, della casa inclusa.
Abitare il futuro. Abitare il nuovo/abitare di nuovo ai tempi della crisi. Atti delle Giornate Internazionali di Studio “Abitare il Futuro” 2a Edizione
1281
1294
S. Rossl
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/130564
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