La trasformazione dei luoghi del lavoro riflette non solo i progressi della ricerca scientifica e delle tecnologie produttive ma anche le trasformazioni culturali che li hanno accompagnati. Al mutare delle condizioni e delle qualità del lavoro si modificano gli spazi deputati al suo svolgimento così come i modi di abitare e di vivere le relazioni sociali. Lo spazio del lavoro, non più inteso semplicemente come spazio esclusivamente produttivo, sta trasformando le sue funzioni originarie non solo incrementando la capacità di porsi come strumento di comunicazione del valore di un’azienda ma diventando spesso anche luogo di acquisto o di consumo, di intrattenimento, di offerta di servizi (Il luogo del lavoro, 1986; Castronovo V., Greco A., 1993). L’attuale sistema industriale, con la sua forte compenetrazione tra luogo del lavoro e luogo dell'abitare, ha prodotto uno spreco notevole di territorio, un territorio abitato dalla produzione ma privo di una effettiva organizzazione spaziale. La tendenza del mercato globale alla delocalizzazione produttiva ci pone inoltre di fronte al problema della riconversione di una parte rilevante del parco di edilizia industriale esistente (Smets M., Cipriani L., 2005). I progetti presentati in questa sede tengono conto di questi aspetti generali e sono dedicati alla riqualificazione, al recupero, al ripensamento delle aree industriali aquilane colpite dal terremoto del 2009. Il percorso di lavoro sperimentato parte da una scrupolosa indagine sullo sviluppo degli insediamenti produttivi individuati dagli strumenti di pianificazione precedentemente al sisma, confrontandosi con gli effetti che l’evento ha provocato sul piano economico e sociale per giungere all’elaborazione di strategie di intervento attraverso la messa a punto di un programma organico, capace di valorizzare le specifiche potenzialità e vocazioni di ogni ambito individuato e di prefigurare un possibile sviluppo futuro. Se l’emergenza abitativa richiede risposte immediate legate alla necessità di accogliere gli abitanti in luoghi attrezzati e sicuri, ma spesso anche incapaci di rispondere alle reali necessità di relazione e appartenenza, la ricostruzione non può, allo stesso tempo, trascurare la necessità di garantire loro un ruolo attivo. L’ipotesi di riqualificazione e recupero delle aree oggetto di studio passa necessariamente attraverso la riappropriazione delle funzioni essenziali che legano gli abitanti ai propri luoghi di origine, individuando nella funzione abitativa una delle componenti fondamentali nel processo di rivitalizzazione dei contesti urbani un tempo destinati alle attività produttive.

Abitare i luoghi del lavoro

GULINELLO, FRANCESCO
2012

Abstract

La trasformazione dei luoghi del lavoro riflette non solo i progressi della ricerca scientifica e delle tecnologie produttive ma anche le trasformazioni culturali che li hanno accompagnati. Al mutare delle condizioni e delle qualità del lavoro si modificano gli spazi deputati al suo svolgimento così come i modi di abitare e di vivere le relazioni sociali. Lo spazio del lavoro, non più inteso semplicemente come spazio esclusivamente produttivo, sta trasformando le sue funzioni originarie non solo incrementando la capacità di porsi come strumento di comunicazione del valore di un’azienda ma diventando spesso anche luogo di acquisto o di consumo, di intrattenimento, di offerta di servizi (Il luogo del lavoro, 1986; Castronovo V., Greco A., 1993). L’attuale sistema industriale, con la sua forte compenetrazione tra luogo del lavoro e luogo dell'abitare, ha prodotto uno spreco notevole di territorio, un territorio abitato dalla produzione ma privo di una effettiva organizzazione spaziale. La tendenza del mercato globale alla delocalizzazione produttiva ci pone inoltre di fronte al problema della riconversione di una parte rilevante del parco di edilizia industriale esistente (Smets M., Cipriani L., 2005). I progetti presentati in questa sede tengono conto di questi aspetti generali e sono dedicati alla riqualificazione, al recupero, al ripensamento delle aree industriali aquilane colpite dal terremoto del 2009. Il percorso di lavoro sperimentato parte da una scrupolosa indagine sullo sviluppo degli insediamenti produttivi individuati dagli strumenti di pianificazione precedentemente al sisma, confrontandosi con gli effetti che l’evento ha provocato sul piano economico e sociale per giungere all’elaborazione di strategie di intervento attraverso la messa a punto di un programma organico, capace di valorizzare le specifiche potenzialità e vocazioni di ogni ambito individuato e di prefigurare un possibile sviluppo futuro. Se l’emergenza abitativa richiede risposte immediate legate alla necessità di accogliere gli abitanti in luoghi attrezzati e sicuri, ma spesso anche incapaci di rispondere alle reali necessità di relazione e appartenenza, la ricostruzione non può, allo stesso tempo, trascurare la necessità di garantire loro un ruolo attivo. L’ipotesi di riqualificazione e recupero delle aree oggetto di studio passa necessariamente attraverso la riappropriazione delle funzioni essenziali che legano gli abitanti ai propri luoghi di origine, individuando nella funzione abitativa una delle componenti fondamentali nel processo di rivitalizzazione dei contesti urbani un tempo destinati alle attività produttive.
2012
Abitare il Futuro. 2a edizione. Abitare il nuovo/abitare di nuovo ai tempi della crisi. Inhabitihg the new/inhabiting again in times of crisis. Inhabiting the Future, 2nd edition. Atti delle giornate internazionali di studio 2a edizione di "Abitare il Futuro". INTERNATIONAL CONFERENCE PROCEEDINGS 2nd Edition of "Inhabiting the Future"
991
1001
F. GULINELLO
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/130443
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