Il contributo si presenta come studio preliminare di una ricerca sui problemi di conservazione delle architetture di Giancarlo De Carlo (1919-2005). Il famoso architetto che ha lavorato a lungo ad Urbino,città simbolo del Rinascimento italiano, fu autore del primo piano regolatore del capoluogo marchigiano, dove organizzò e gestì interessanti esperimenti tra ricerca e didattica progettando un gran numero di interventi architettonici, molte nuove architetture e molti interventi di ristrutturazione e di riuso dell’esistente, sempre riconducibili con difficoltà a una delle numerose accezioni che il pensiero teorico sul restauro ha elaborato nel corso della sua ormai non più breve storia. Sulla importanza attribuita all’impiego del calcestruzzo armato faccia a vista nell’architettura di De Carlo e, in generale, del brutalist movement , molto è stato scritto e detto in questi anni; la ricerca quindi si è mossa dal tentare di definire natura e modalità di realizzazione dei calcestruzzi nelle opere urbinati; se si vuole, si è cercato di comprendere quale cura Giancarlo De Carlo dedicasse alla progettazione e all’esecuzione dei calcestruzzi facciavista nelle sue architetture. L’esame è partito dall’analisi di un gruppo di architetture tipologicamente omogenee, realizzate tra i primi anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta del Novecento, che costituiscono il campus universitario urbinate. Essa è stata condotta sul campo e in archivio ( Archivio Progetti dell'’università IUAV a Venezia e d Archivi dell'’Università degli Studi di Urbino), muovendo per l’esame lungo l’asse cronologico di costruzione dei singoli complessi, gruppi di edifici molto articolati dal punto di vista planimetrico e altimetrico, nei quali l’impiego del calcestruzzo armato facciavista rappresenta una costante che rende omogenea la loro immagine. Il contributo oltre a fornire un rilievo della situazione, intende non solo stimolare la prosecuzione degli studi, ma anche individuare corrette strategie per contenere nel modo migliore possibile il degrado ed assicurare una corretta conservazione dell'’importante monumento.

I CALCESTRUZZI DI URBINO

PRETELLI, MARCO;UGOLINI, ANDREA
2012

Abstract

Il contributo si presenta come studio preliminare di una ricerca sui problemi di conservazione delle architetture di Giancarlo De Carlo (1919-2005). Il famoso architetto che ha lavorato a lungo ad Urbino,città simbolo del Rinascimento italiano, fu autore del primo piano regolatore del capoluogo marchigiano, dove organizzò e gestì interessanti esperimenti tra ricerca e didattica progettando un gran numero di interventi architettonici, molte nuove architetture e molti interventi di ristrutturazione e di riuso dell’esistente, sempre riconducibili con difficoltà a una delle numerose accezioni che il pensiero teorico sul restauro ha elaborato nel corso della sua ormai non più breve storia. Sulla importanza attribuita all’impiego del calcestruzzo armato faccia a vista nell’architettura di De Carlo e, in generale, del brutalist movement , molto è stato scritto e detto in questi anni; la ricerca quindi si è mossa dal tentare di definire natura e modalità di realizzazione dei calcestruzzi nelle opere urbinati; se si vuole, si è cercato di comprendere quale cura Giancarlo De Carlo dedicasse alla progettazione e all’esecuzione dei calcestruzzi facciavista nelle sue architetture. L’esame è partito dall’analisi di un gruppo di architetture tipologicamente omogenee, realizzate tra i primi anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta del Novecento, che costituiscono il campus universitario urbinate. Essa è stata condotta sul campo e in archivio ( Archivio Progetti dell'’università IUAV a Venezia e d Archivi dell'’Università degli Studi di Urbino), muovendo per l’esame lungo l’asse cronologico di costruzione dei singoli complessi, gruppi di edifici molto articolati dal punto di vista planimetrico e altimetrico, nei quali l’impiego del calcestruzzo armato facciavista rappresenta una costante che rende omogenea la loro immagine. Il contributo oltre a fornire un rilievo della situazione, intende non solo stimolare la prosecuzione degli studi, ma anche individuare corrette strategie per contenere nel modo migliore possibile il degrado ed assicurare una corretta conservazione dell'’importante monumento.
IL CALCESTRUZZO PER L'EDILIZIA DEL NUOVO MILLENNIO. PROGETTO E TECNOLOGIA PER IL COSTRUITO
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Marco Pretelli; Andrea Ugolini
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