Il presente lavoro si colloca nell’ambito di un più ampio progetto internazionale, denominato E.T.N.I.C.A. (Experiencing Together Natives Immigrants Cooperation and Acknowledgement). E.T.N.I.C.A. rappresenta un laboratorio di sperimentazione di modi diversi di intendere il rapporto della popolazione immigrata con il mondo del lavoro ed un’occasione per ripensare il concetto di integrazione sociale in un’ottica multiculturale. Esso si avvale della collaborazione attiva di un ampio partenariato, composto da soggetti pubblici, associazioni sindacali e datoriali e organizzazioni del privato sociale, sia nazionali che internazionali. Nato nel giugno 2002 e terminato a fine dicembre 2004, tale progetto è stato reso possibile grazie ai finanziamenti dall’Unione Europea, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Regione Marche, nel quadro dell’iniziativa comunitaria Equal. Le attività svolte nell’ambito di E.T.N.I.C.A. sono state numerose. Innanzitutto, è stato condotto uno studio sulla realtà immigrata nella Provincia di Ancona per comprendere meglio le possibilità occupazionali ed il fabbisogno formativo della popolazione immigrata. In secondo luogo, nel medesimo ambito geografico di riferimento, sono state realizzate diverse azioni di comunicazione, finalizzate a promuovere la tolleranza, la multiculturalità e l’integrazione sociale tra stranieri ed italiani. Di seguito, sono stati sperimentati alcuni modelli di formazione destinati agli stranieri ed al loro inserimento nel mondo del lavoro, tra i quali rientrano l’attività di valorizzazione delle differenze culturali nell’ambito delle imprese locali e la creazione di sportelli informativi per gli stranieri che intendono avviare un’attività lavorativa autonoma. Infine, sono state attivate misure volte a promuovere il ruolo del mediatore culturale quale figura professionale che cerca di facilitare l’accesso ai servizi pubblici (strutture sanitarie, centri per l’impiego, ecc.) e l’integrazione nella società italiana di gruppi o soggetti stranieri, interagendo con funzioni di ‘ponte’ tra gli enti pubblici, le istituzioni e le imprese private da un lato e gli stranieri dall’altro.

Imprenditorialità straniera. Un’analisi quantitativa e qualitativa delle piccole imprese create dagli immigrati nella Provincia di Ancona

AURELI, SELENA
2005

Abstract

Il presente lavoro si colloca nell’ambito di un più ampio progetto internazionale, denominato E.T.N.I.C.A. (Experiencing Together Natives Immigrants Cooperation and Acknowledgement). E.T.N.I.C.A. rappresenta un laboratorio di sperimentazione di modi diversi di intendere il rapporto della popolazione immigrata con il mondo del lavoro ed un’occasione per ripensare il concetto di integrazione sociale in un’ottica multiculturale. Esso si avvale della collaborazione attiva di un ampio partenariato, composto da soggetti pubblici, associazioni sindacali e datoriali e organizzazioni del privato sociale, sia nazionali che internazionali. Nato nel giugno 2002 e terminato a fine dicembre 2004, tale progetto è stato reso possibile grazie ai finanziamenti dall’Unione Europea, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Regione Marche, nel quadro dell’iniziativa comunitaria Equal. Le attività svolte nell’ambito di E.T.N.I.C.A. sono state numerose. Innanzitutto, è stato condotto uno studio sulla realtà immigrata nella Provincia di Ancona per comprendere meglio le possibilità occupazionali ed il fabbisogno formativo della popolazione immigrata. In secondo luogo, nel medesimo ambito geografico di riferimento, sono state realizzate diverse azioni di comunicazione, finalizzate a promuovere la tolleranza, la multiculturalità e l’integrazione sociale tra stranieri ed italiani. Di seguito, sono stati sperimentati alcuni modelli di formazione destinati agli stranieri ed al loro inserimento nel mondo del lavoro, tra i quali rientrano l’attività di valorizzazione delle differenze culturali nell’ambito delle imprese locali e la creazione di sportelli informativi per gli stranieri che intendono avviare un’attività lavorativa autonoma. Infine, sono state attivate misure volte a promuovere il ruolo del mediatore culturale quale figura professionale che cerca di facilitare l’accesso ai servizi pubblici (strutture sanitarie, centri per l’impiego, ecc.) e l’integrazione nella società italiana di gruppi o soggetti stranieri, interagendo con funzioni di ‘ponte’ tra gli enti pubblici, le istituzioni e le imprese private da un lato e gli stranieri dall’altro.
74
9788878730090
Aureli S.
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