La motivazione essenziale di questo programma di ricerca sta nelle ancor troppo generiche conoscenze teoriche tecniche riguardanti l'impiego a scopo irriguo di acque salmastre su suoli argillosi rigonfiabili (vertisuoli e, in genere, suoli a carattere vertico). La pressione per l'estensione dell'irrigazione, in Italia come un po’ in tutti i continenti, spinge ad irrigare anche suoli più difficili e ad impiegare acque saline ai limiti della tolleranza per le colture, con rischi subdoli e che possono manifestarsi dopo molti anni e non essere facilmente eliminabili (rischio di non sostenibilità). Il progresso delle conoscenze nell'ultimo mezzo secolo ha messo in evidenza la complessità dei processi coinvolti e la necesità di chiarificazioni ormai inderogabili per un tema di notevole portata economica e politica. Questo programma di ricerca, pluridisciplinare coinvolgente 6 Unità di Ricerca, mira a risolvere un certo numero di dubbi e si articola in un approfondito esame del comportamento di suoli rigonfiabili, di fronte al possibile impiego irriguo su di essi di acque salmastre, e delle relazioni con le risposte delle colture. Più in dettaglio il programma prevede l'esame in pieno campo di un tipico vertisuolo con rilevamenti sui processi di rigonfiamneto e contrazione in atto come conseguenza di variazioni della profondità del pelo libero della falda, dell'umidità lungo il profilo e della lavorazione del suolo; il tutto in relazione con le caratteristiche del terreno rilevabili in laboratorio. Un approfondimento dellle conoscenze sui processi di salinizzazione di un certo numero di questi suoli avverrà dopo averli sodicizzati a mezzo di soluzioni a concentrazione e SAR controllati; si cercherà anche di chiarire meglio il discusso ruolo del magnesio soprattutto ai fini della stabilità di struttura all'acqua di terreni argillosi diversi. Operando su tali terreni si verificherà l'influenza dei trattamenti sulle loro proprietà quali la stabilità di struttura all'acqua (con proposta di modifiche procedurali), la curva di ritenzione idrica, la curva di contrazione, la conduttività idrica del materiale saturo, la crepacciabilità in funzione dell'umidità del terreno (con particolare attenzione ai rischi di salinizzazione ed ai processi di dilavammento a questa associabili); si considererà l'adesività dei terreni (con particolare riguardo a quella sulla superficie di organi vegetali sotterranei, come radici di bietola ecc); attenzione sarà data alle variazioni delle proprietà geotecniche come gli indici di Atterberg, gli sforzi di taglio e le costanti di Coulomb e Mohr, anche curandone l'interpretazione in termini di teoria dello stato critico. Le conseguenze delle possibili alterazioni determinate dalla sodicizzazione di questi suoli sulle colture agrarie saranno verificate sui terreni in vaso precedentemente irrigati con le stesse soluzioni saline utilizzate in laboratorio, rilevando sulle piante indici biologici ed agronomici. Dopo una preliminare prova di confronto tra stress salino e stress idrico (da glicol polietilenico) su due specie caratteristiche di opposto comportamento nei riguardi della salinità, si verificheranno in pieno campo su una di queste due specie i risultati della ricerca sui rischi di salinizzazione e sull'efficacia del dilavamento associati alla crepacciatura dei suoli argillosi, come funzione della loro umidità. Nel complesso si tratta di argomenti su cui molti autori (Hillel, 1998; Deckers et al., 2001) sono concordi e espliciti nel raccomandare un'intensificazione delle ricerche specialmente sotto l'aspetto fisico e agronomico. Dall'integrazione prevista tra rilevamenti in campo,prove parcellari, prove di vaso, test e ricerche di laboratorio, analisi mineralogiche, analisi chimiche si ha motivo di attendersi un più organico e preciso quadro delle conoscenze necessarie per una efficace valorizzazione delle risorse suolo ed acqua, come la società moderna lo richiede.

Problemi di base e tecnici nell'impiego di acque salmastre su suoli rigonfiabili.

PATRUNO, ANTONIA
2005

Abstract

La motivazione essenziale di questo programma di ricerca sta nelle ancor troppo generiche conoscenze teoriche tecniche riguardanti l'impiego a scopo irriguo di acque salmastre su suoli argillosi rigonfiabili (vertisuoli e, in genere, suoli a carattere vertico). La pressione per l'estensione dell'irrigazione, in Italia come un po’ in tutti i continenti, spinge ad irrigare anche suoli più difficili e ad impiegare acque saline ai limiti della tolleranza per le colture, con rischi subdoli e che possono manifestarsi dopo molti anni e non essere facilmente eliminabili (rischio di non sostenibilità). Il progresso delle conoscenze nell'ultimo mezzo secolo ha messo in evidenza la complessità dei processi coinvolti e la necesità di chiarificazioni ormai inderogabili per un tema di notevole portata economica e politica. Questo programma di ricerca, pluridisciplinare coinvolgente 6 Unità di Ricerca, mira a risolvere un certo numero di dubbi e si articola in un approfondito esame del comportamento di suoli rigonfiabili, di fronte al possibile impiego irriguo su di essi di acque salmastre, e delle relazioni con le risposte delle colture. Più in dettaglio il programma prevede l'esame in pieno campo di un tipico vertisuolo con rilevamenti sui processi di rigonfiamneto e contrazione in atto come conseguenza di variazioni della profondità del pelo libero della falda, dell'umidità lungo il profilo e della lavorazione del suolo; il tutto in relazione con le caratteristiche del terreno rilevabili in laboratorio. Un approfondimento dellle conoscenze sui processi di salinizzazione di un certo numero di questi suoli avverrà dopo averli sodicizzati a mezzo di soluzioni a concentrazione e SAR controllati; si cercherà anche di chiarire meglio il discusso ruolo del magnesio soprattutto ai fini della stabilità di struttura all'acqua di terreni argillosi diversi. Operando su tali terreni si verificherà l'influenza dei trattamenti sulle loro proprietà quali la stabilità di struttura all'acqua (con proposta di modifiche procedurali), la curva di ritenzione idrica, la curva di contrazione, la conduttività idrica del materiale saturo, la crepacciabilità in funzione dell'umidità del terreno (con particolare attenzione ai rischi di salinizzazione ed ai processi di dilavammento a questa associabili); si considererà l'adesività dei terreni (con particolare riguardo a quella sulla superficie di organi vegetali sotterranei, come radici di bietola ecc); attenzione sarà data alle variazioni delle proprietà geotecniche come gli indici di Atterberg, gli sforzi di taglio e le costanti di Coulomb e Mohr, anche curandone l'interpretazione in termini di teoria dello stato critico. Le conseguenze delle possibili alterazioni determinate dalla sodicizzazione di questi suoli sulle colture agrarie saranno verificate sui terreni in vaso precedentemente irrigati con le stesse soluzioni saline utilizzate in laboratorio, rilevando sulle piante indici biologici ed agronomici. Dopo una preliminare prova di confronto tra stress salino e stress idrico (da glicol polietilenico) su due specie caratteristiche di opposto comportamento nei riguardi della salinità, si verificheranno in pieno campo su una di queste due specie i risultati della ricerca sui rischi di salinizzazione e sull'efficacia del dilavamento associati alla crepacciatura dei suoli argillosi, come funzione della loro umidità. Nel complesso si tratta di argomenti su cui molti autori (Hillel, 1998; Deckers et al., 2001) sono concordi e espliciti nel raccomandare un'intensificazione delle ricerche specialmente sotto l'aspetto fisico e agronomico. Dall'integrazione prevista tra rilevamenti in campo,prove parcellari, prove di vaso, test e ricerche di laboratorio, analisi mineralogiche, analisi chimiche si ha motivo di attendersi un più organico e preciso quadro delle conoscenze necessarie per una efficace valorizzazione delle risorse suolo ed acqua, come la società moderna lo richiede.
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