Questo volume racconta la storia e le vicende di un territorio particolare. Una vallata alpina dell’alta Carnia costellata di piccoli paesi e sparsi agglomerati di edifici, spesso distribuiti lungo il fondovalle, altre volte arroccati su esigui ripiani distribuiti a mezza costa. Tratta anche e soprattutto delle sue acque, superficiali e sotterranee. Quelle acque che, nel corso dei millenni, hanno modellato le rocce della vallata dando forma a solchi e pianori che, nel tempo, hanno favorito gli insediamenti umani. Acque che con il loro scorrere e fluire hanno fornito energia e lavoro, ma procurato anche, periodicamente, distruzioni e lutti. E’ un testo che narra tanto di rocce antichissime, a tratti tenaci e strapiombanti, oppure disgraziatamente fratturate e instabili, quanto di sedimenti più recenti, a volte saldi, in altri casi decisamente mobili. Ma al tempo stesso è anche una sorta di racconto che si occupa di un territorio speciale. Uno spazio fisico tridimensionale che con uguale concretezza diventa materializzazione stessa del tempo geologico, capace di accumulare in modo ordinato e progressivo i segni, naturali e antropici, del proprio lento fluire.

Alta Valle del But (Alpi Carniche): una storia scandita dalle acque nel tempo.

VENTURINI, CORRADO
2011

Abstract

Questo volume racconta la storia e le vicende di un territorio particolare. Una vallata alpina dell’alta Carnia costellata di piccoli paesi e sparsi agglomerati di edifici, spesso distribuiti lungo il fondovalle, altre volte arroccati su esigui ripiani distribuiti a mezza costa. Tratta anche e soprattutto delle sue acque, superficiali e sotterranee. Quelle acque che, nel corso dei millenni, hanno modellato le rocce della vallata dando forma a solchi e pianori che, nel tempo, hanno favorito gli insediamenti umani. Acque che con il loro scorrere e fluire hanno fornito energia e lavoro, ma procurato anche, periodicamente, distruzioni e lutti. E’ un testo che narra tanto di rocce antichissime, a tratti tenaci e strapiombanti, oppure disgraziatamente fratturate e instabili, quanto di sedimenti più recenti, a volte saldi, in altri casi decisamente mobili. Ma al tempo stesso è anche una sorta di racconto che si occupa di un territorio speciale. Uno spazio fisico tridimensionale che con uguale concretezza diventa materializzazione stessa del tempo geologico, capace di accumulare in modo ordinato e progressivo i segni, naturali e antropici, del proprio lento fluire.
292
VENTURINI C.
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