"Si fermò sul bordo della sponda del lago. Osservò il "suo" calar del sole, ora che anche il sole poteva avere una patria. Si immerse in quei tramonti lombardi che d'inverno corrono dietro a se stessi, per scomparire quasi sempre oltre le tende del loro teatro, tende intarsiate minuziosamente di nebbia e di nuvole, ma che quando possono mostrarsi sulla scena esplodono nella fantasia della loro vita e si fanno precedere dalla passerella spudorata e rilucente dei loro colori esorbitanti d'aurora. Si avviò verso casa, tirò fuori il breviario quasi come si fa con un fedele compagno di passeggiata, si arrotolò in se stesso per attutire il freddo che dai piedi e dalle mani saliva verso la testa. Era felice di quello che aveva visto e ringraziò di cuore il suo unico e solo Signore di questo dono grande e bello. Si lamentò con se stesso della sua lontana insipienza. Scomparve assorbito dalle ombre chiare della notte, contento per quanto aveva saputo ed intuito. In realtà, egli non aveva compreso, forse per modestia o forse per bontà, la cosa più importante di tutte. Egli non aveva capito che ciò che lui aveva fatto non era stato invano. Dopo il suo sacrificio, la sua colomba di vita si era alzata in volo. Aveva sparso e diffuso per ogni contrada il suo messaggio di libertà e di fratellanza tra i popoli. E così, l'umile e disarmato "re dei re", con la sua morte da "eroe umano", aveva abbattuto nei cieli della terra il Grande e Potente Imperatore d'Austria, per sempre". (Dall' Epilogo , per la memoria dei Martiri di Belfiore e di Don Enrico Tazzoli e per un omaggio al loro futuro).

Curtatone. Idealità e volontà nel Risorgimento

CIPOLLA, COSTANTINO
2004

Abstract

"Si fermò sul bordo della sponda del lago. Osservò il "suo" calar del sole, ora che anche il sole poteva avere una patria. Si immerse in quei tramonti lombardi che d'inverno corrono dietro a se stessi, per scomparire quasi sempre oltre le tende del loro teatro, tende intarsiate minuziosamente di nebbia e di nuvole, ma che quando possono mostrarsi sulla scena esplodono nella fantasia della loro vita e si fanno precedere dalla passerella spudorata e rilucente dei loro colori esorbitanti d'aurora. Si avviò verso casa, tirò fuori il breviario quasi come si fa con un fedele compagno di passeggiata, si arrotolò in se stesso per attutire il freddo che dai piedi e dalle mani saliva verso la testa. Era felice di quello che aveva visto e ringraziò di cuore il suo unico e solo Signore di questo dono grande e bello. Si lamentò con se stesso della sua lontana insipienza. Scomparve assorbito dalle ombre chiare della notte, contento per quanto aveva saputo ed intuito. In realtà, egli non aveva compreso, forse per modestia o forse per bontà, la cosa più importante di tutte. Egli non aveva capito che ciò che lui aveva fatto non era stato invano. Dopo il suo sacrificio, la sua colomba di vita si era alzata in volo. Aveva sparso e diffuso per ogni contrada il suo messaggio di libertà e di fratellanza tra i popoli. E così, l'umile e disarmato "re dei re", con la sua morte da "eroe umano", aveva abbattuto nei cieli della terra il Grande e Potente Imperatore d'Austria, per sempre". (Dall' Epilogo , per la memoria dei Martiri di Belfiore e di Don Enrico Tazzoli e per un omaggio al loro futuro).
460
9788846452757
CIPOLLA C.
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