Come si può portare testimonianza di un evento traumatico? È possibile raccontarlo, trasformarlo in un’esperienza comunicabile, trasmissibile e, anche, archiviabile? Può, cioè, la ferita, la lacerazione sia individuale che collettiva provocata da una violenza estrema, farsi memoria culturale? E qual è, infine, lo statuto semiotico del testimone, insieme a quello dell’archivio che contribuisce a modificare? Partendo da una rilettura semiotica della categoria di trauma e della figura della testimonianza, questo libro prova a interrogare i concetti di documento e di archivio come metafora dei processi della memoria culturale a partire dal genere che, per eccellenza, si è incaricato di rappresentare il ‘reale’, il cinema documentario. È un libro che prova a confrontare la teoria con esempi concreti di documentari che ricostruiscono, al limite tra finzione intesa come creazione, e ‘realtà’, la memoria e la post-memoria della shoah, del conflitto israelo-palestinese, del genocidio cambogiano e della dittatura cilena, e viceversa: un libro che muove dagli esempi per verificare il modo in cui i testi riformulano la teoria, aiutando a ripensarla, e a ripensare così la verità o l’autenticità, la trama e la tenuta dell’archivio di alcuni dei maggiori traumi della nostra contemporaneità.

Il trauma, l'archivio e il testimone. La semiotica, il documentario e la rappresentazione del 'reale'

DEMARIA, CRISTINA
2012

Abstract

Come si può portare testimonianza di un evento traumatico? È possibile raccontarlo, trasformarlo in un’esperienza comunicabile, trasmissibile e, anche, archiviabile? Può, cioè, la ferita, la lacerazione sia individuale che collettiva provocata da una violenza estrema, farsi memoria culturale? E qual è, infine, lo statuto semiotico del testimone, insieme a quello dell’archivio che contribuisce a modificare? Partendo da una rilettura semiotica della categoria di trauma e della figura della testimonianza, questo libro prova a interrogare i concetti di documento e di archivio come metafora dei processi della memoria culturale a partire dal genere che, per eccellenza, si è incaricato di rappresentare il ‘reale’, il cinema documentario. È un libro che prova a confrontare la teoria con esempi concreti di documentari che ricostruiscono, al limite tra finzione intesa come creazione, e ‘realtà’, la memoria e la post-memoria della shoah, del conflitto israelo-palestinese, del genocidio cambogiano e della dittatura cilena, e viceversa: un libro che muove dagli esempi per verificare il modo in cui i testi riformulano la teoria, aiutando a ripensarla, e a ripensare così la verità o l’autenticità, la trama e la tenuta dell’archivio di alcuni dei maggiori traumi della nostra contemporaneità.
2012
289
9788873957324
C. Demaria
File in questo prodotto:
Eventuali allegati, non sono esposti

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/117710
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact