Le cellule staminali costituiscono la sorgente indifferenziata di tutti i possibili citotipi. Esse sono alla base delle varie fasi dello sviluppo, dai processi embriogenetici e morfogenetici alla crescita dell’organismo. Nell’adulto sono state rinvenute in pressocchè tutti i tessuti, non solo quelli di origine mesenchimale, compreso quello nervoso, e intervengono nel mantenimento di popolazioni cellulari sottoposte a turnover o nella rigenerazione. Dall’embrione allo stadio adulto la loro capacità differenziativa decresce progressivamente, passando dalla totipotenza tipica dei primissimi stadi della segmentazione, alla pluripotenza, vincolata al foglietto embrionale di origine, alla multipotenza, limitata ad alcune linee cellulari (addirittura una sola nel caso dell’unipotenza). Tuttavia è stato recentemente dimostrato che anche le cellule staminali adulte possiedono plasticità: il microambiente di residenza, infatti, guida il loro destino attraverso l’espressione di specifici fattori di crescita. Modificando artificialmente la composizione biochimica della nicchia staminale (per esempio variando il terreno di coltura in vitro o trapiantando le cellule in altri tessuti) è possibile indurre cellule multipotenti a transdifferenziare verso nuove linee. Questa scoperta ha rilanciato l’interesse nella medicina rigenerativa, precedentemente orientata maggiormente verso lo studio delle cellule embrionali, ma frenata da implicazioni etiche. Tecniche sempre più innovative mirano ad ampliarne le potenzialità e gli usi: dalla cura di malattie degenerative al trapianto autologo di tessuti ed organi (ingegneria tissutale), dal recupero funzionale in seguito a paralisi o traumi alle cure anti-invecchiamento, fino alla terapia antitumorale. Nuove prospettive nascono anche dall’individuazione di nuove fonti più facilmente accessibili di cellule staminali pluripotenti, come il sangue di cordone ombelicale, il liquido amniotico ed il tessuto adiposo, e dallo studio delle iPSC, cellule staminali riprogrammate da elementi somatici adulti.

Le grandi promesse delle cellule staminali in Medicina Rigenerativa

BETTINI, SIMONE;FRANCESCHINI, VALERIA;
2011

Abstract

Le cellule staminali costituiscono la sorgente indifferenziata di tutti i possibili citotipi. Esse sono alla base delle varie fasi dello sviluppo, dai processi embriogenetici e morfogenetici alla crescita dell’organismo. Nell’adulto sono state rinvenute in pressocchè tutti i tessuti, non solo quelli di origine mesenchimale, compreso quello nervoso, e intervengono nel mantenimento di popolazioni cellulari sottoposte a turnover o nella rigenerazione. Dall’embrione allo stadio adulto la loro capacità differenziativa decresce progressivamente, passando dalla totipotenza tipica dei primissimi stadi della segmentazione, alla pluripotenza, vincolata al foglietto embrionale di origine, alla multipotenza, limitata ad alcune linee cellulari (addirittura una sola nel caso dell’unipotenza). Tuttavia è stato recentemente dimostrato che anche le cellule staminali adulte possiedono plasticità: il microambiente di residenza, infatti, guida il loro destino attraverso l’espressione di specifici fattori di crescita. Modificando artificialmente la composizione biochimica della nicchia staminale (per esempio variando il terreno di coltura in vitro o trapiantando le cellule in altri tessuti) è possibile indurre cellule multipotenti a transdifferenziare verso nuove linee. Questa scoperta ha rilanciato l’interesse nella medicina rigenerativa, precedentemente orientata maggiormente verso lo studio delle cellule embrionali, ma frenata da implicazioni etiche. Tecniche sempre più innovative mirano ad ampliarne le potenzialità e gli usi: dalla cura di malattie degenerative al trapianto autologo di tessuti ed organi (ingegneria tissutale), dal recupero funzionale in seguito a paralisi o traumi alle cure anti-invecchiamento, fino alla terapia antitumorale. Nuove prospettive nascono anche dall’individuazione di nuove fonti più facilmente accessibili di cellule staminali pluripotenti, come il sangue di cordone ombelicale, il liquido amniotico ed il tessuto adiposo, e dallo studio delle iPSC, cellule staminali riprogrammate da elementi somatici adulti.
Nano & Biotech in Audiologia e Otologia
287
300
BETTINI S.; BOERI M.; FRANCESCHINI V.; REVOLTELLA R.P
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