Il volume presenta la prima traduzione mondiale del romanzo "Inazuma" (Lampi) di Hayashi Fumiko (1903-1951), preceduta da un'ampia introduzione. Hayashi arriva a Tokyo dalla provincia all’inizio degli anni Venti, giovane, determinata, eccentrica, ribelle, e senza un soldo. Insofferente alle regole, anticonformista, nella vita come nella scrittura. Donna, di bassa estrazione sociale, illegittima: fatalmente destinata alla discriminazione, in una società fortemente patriarcale come quella del Giappone prebellico. Eppure nel 1928, la pubblicazione sulla rivista Nyonin geijutsu delle prime puntate del “diario poetico” "Horoki" (Diario di una vagabonda) le regala un immediato e inatteso successo. Attraverso le pagine dei suoi romanzi e racconti, Hayashi porta all’attenzione del pubblico prostitute, diseredati, vagabondi: una zona liminale, ibrida, della società, fino ad allora ignorata dalla letteratura. E nel contempo costruisce consapevolmente una sorta di alter ego letterario, modello per tutte le sue eroine: una donna alternativa e trasgressiva, bastante a se stessa. Solitaria. Una donna che proprio nella povertà, nell’incertezza del domani, lotta e riesce infine a raggiungere l’indipendenza, economica ed emotiva, a realizzarsi nel lavoro e nel privato. Scritto nel 1936, "Inazuma" (Lampi) segna una tappa fondamentale nell’evoluzione artistica di Hayashi, il passaggio da una scrittura più strettamente avvinta all’esperienza personale a una narrativa che vuole essere oggettiva. Una scelta non solo stilistica, ma che tocca nodi profondi e complessi come il rapporto fra gender, genere sessuale, e genre, genere letterario. Al centro del romanzo Kiyoko, giovane, testarda, ribelle, indipendente. A partire dagli anni Venti, il proliferare di nuove professioni aveva offerto alle donne possibilità di lavoro fino a quel momento impensate nei settori terziario e impiegatizio, il che da un lato aveva incoraggiato l’adozione di un diverso tipo di abbigliamento, con particolare attenzione alla moda occidentale, dall’altro aveva generato nuove aspirazioni. Una delle conseguenze di questa trasformazione degli stili di vita è l’aumentata incidenza dei matrimoni d’amore, "ren’ai kekkon", a discapito delle unioni combinate. E proprio l’istituzione matrimoniale costituisce il nucleo attorno al quale Lampi si sviluppa. Il problema centrale è la libertà di scelta: cosa accade qualora questa venga negata, e un individuo sia costretto a una scelta contro la propria volontà? La protagonista subisce pressioni da parte di famigliari e amici affinché si sposi; si discute di quale sia lo scopo del matrimonio, di quali siano le aspettative della società rispetto a ognuno dei coniugi; e ci si chiede se il sistema consolidato dalla tradizione degli obblighi reciproci abbia un fondamento reale.

Hayashi Fumiko, Lampi

SCROLAVEZZA, PAOLA
2011

Abstract

Il volume presenta la prima traduzione mondiale del romanzo "Inazuma" (Lampi) di Hayashi Fumiko (1903-1951), preceduta da un'ampia introduzione. Hayashi arriva a Tokyo dalla provincia all’inizio degli anni Venti, giovane, determinata, eccentrica, ribelle, e senza un soldo. Insofferente alle regole, anticonformista, nella vita come nella scrittura. Donna, di bassa estrazione sociale, illegittima: fatalmente destinata alla discriminazione, in una società fortemente patriarcale come quella del Giappone prebellico. Eppure nel 1928, la pubblicazione sulla rivista Nyonin geijutsu delle prime puntate del “diario poetico” "Horoki" (Diario di una vagabonda) le regala un immediato e inatteso successo. Attraverso le pagine dei suoi romanzi e racconti, Hayashi porta all’attenzione del pubblico prostitute, diseredati, vagabondi: una zona liminale, ibrida, della società, fino ad allora ignorata dalla letteratura. E nel contempo costruisce consapevolmente una sorta di alter ego letterario, modello per tutte le sue eroine: una donna alternativa e trasgressiva, bastante a se stessa. Solitaria. Una donna che proprio nella povertà, nell’incertezza del domani, lotta e riesce infine a raggiungere l’indipendenza, economica ed emotiva, a realizzarsi nel lavoro e nel privato. Scritto nel 1936, "Inazuma" (Lampi) segna una tappa fondamentale nell’evoluzione artistica di Hayashi, il passaggio da una scrittura più strettamente avvinta all’esperienza personale a una narrativa che vuole essere oggettiva. Una scelta non solo stilistica, ma che tocca nodi profondi e complessi come il rapporto fra gender, genere sessuale, e genre, genere letterario. Al centro del romanzo Kiyoko, giovane, testarda, ribelle, indipendente. A partire dagli anni Venti, il proliferare di nuove professioni aveva offerto alle donne possibilità di lavoro fino a quel momento impensate nei settori terziario e impiegatizio, il che da un lato aveva incoraggiato l’adozione di un diverso tipo di abbigliamento, con particolare attenzione alla moda occidentale, dall’altro aveva generato nuove aspirazioni. Una delle conseguenze di questa trasformazione degli stili di vita è l’aumentata incidenza dei matrimoni d’amore, "ren’ai kekkon", a discapito delle unioni combinate. E proprio l’istituzione matrimoniale costituisce il nucleo attorno al quale Lampi si sviluppa. Il problema centrale è la libertà di scelta: cosa accade qualora questa venga negata, e un individuo sia costretto a una scelta contro la propria volontà? La protagonista subisce pressioni da parte di famigliari e amici affinché si sposi; si discute di quale sia lo scopo del matrimonio, di quali siano le aspettative della società rispetto a ognuno dei coniugi; e ci si chiede se il sistema consolidato dalla tradizione degli obblighi reciproci abbia un fondamento reale.
9788831707718
Hayashi Fumiko
"Inazuma" (Lampi)
P. Scrolavezza
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/115370
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