Il saggio copre, come arco di tempo, l’età liberale; si apre con una presentazione di alcuni dei protagonisti che nel tentativo di costruire lo Stato e la coscienza nazionale dell’Italia si sono mossi, più o meno agevolmente, tra scienza e politica avvertendo l’esigenza di darsi associazioni di carattere settoriale capaci di rappresentare adeguatamente una comunità in forte espansione dal punto di vista dei numeri e in trasformazione per effetto della specializzazione delle scienze; ma anche un mezzo per esprimere un’azione di formazione e di autogoverno delle stesse comunità disciplinari attraverso la definizione degli obiettivi prioritari che dovevano via via orientare le loro indagini. Ognuna delle società ha vissuto il confronto con questa situazione a seconda delle vicende politico-istituzionali e delle particolari dinamiche relative ai rispettivi settori interni. Il processo di specializzazione, sulla base del quale si costituirono queste nuove realtà istituzionali, fu pertanto lungo e complesso, sicché occorse tutto il periodo liberale per dare vita a un tessuto adeguato di associazioni attraverso le occasioni più svariate. Solo nel 1907, dopo un falsa partenza negli anni settanta dell’800, nacque una Società italiana per il progresso delle scienze capace di riprendere su nuove basi la consuetudine ottocentesca di regolari riunioni interdisciplinari.

Tempi e forme dell'associazionismo scientifico

LINGUERRI, SANDRA
2011

Abstract

Il saggio copre, come arco di tempo, l’età liberale; si apre con una presentazione di alcuni dei protagonisti che nel tentativo di costruire lo Stato e la coscienza nazionale dell’Italia si sono mossi, più o meno agevolmente, tra scienza e politica avvertendo l’esigenza di darsi associazioni di carattere settoriale capaci di rappresentare adeguatamente una comunità in forte espansione dal punto di vista dei numeri e in trasformazione per effetto della specializzazione delle scienze; ma anche un mezzo per esprimere un’azione di formazione e di autogoverno delle stesse comunità disciplinari attraverso la definizione degli obiettivi prioritari che dovevano via via orientare le loro indagini. Ognuna delle società ha vissuto il confronto con questa situazione a seconda delle vicende politico-istituzionali e delle particolari dinamiche relative ai rispettivi settori interni. Il processo di specializzazione, sulla base del quale si costituirono queste nuove realtà istituzionali, fu pertanto lungo e complesso, sicché occorse tutto il periodo liberale per dare vita a un tessuto adeguato di associazioni attraverso le occasioni più svariate. Solo nel 1907, dopo un falsa partenza negli anni settanta dell’800, nacque una Società italiana per il progresso delle scienze capace di riprendere su nuove basi la consuetudine ottocentesca di regolari riunioni interdisciplinari.
Storia d'Italia, Annali 26, Scienze e cultura nell'Italia Unita
83
101
S. Linguerri
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