La D-penicillamina (Figura 1), derivato dall'idrolisi dell'antibiotico penicillina, è un farmaco senza attività antimicrobica che mostra una azione di tipo chelante ed antiinfiammatoria. Strutturalmente è correlato all'amminoacido cisteina. Viene utilizzata principalmente nel trattamento della malattia di Wilson, in cui agisce chelando il rame e facilitandone l’escrezione nelle urine; e dell’artrite reumatoide, in cui indirettamente inibisce il rilascio di composti pro-infiammatori. L’assunzione cronica può dare origine a seri effetti collaterali quali sindromi autoimmunitarie simili al lupus, reazioni di ipersensibilità e l’elastosi perforante pruriginosa. È stato messo a punto un metodo analitico basato sull’uso dell’HPLC con detector amperometrico per l’analisi dei livelli di D-penicillamina in plasma. La rivelazione dell’analita è effettuata in ossidazione. Come fase stazionaria viene utilizzata una colonna a fase inversa C18 e come fase mobile una miscela di tampone fosfato e metanolo. Il pretrattamento dei campioni biologici prevede l’utilizzo di una estrazione in fase solida con cartucce C18 che permette una buona purificazione della matrice. Il metodo è attualmente in fase di convalida.

Analisi HPLC con detector amperometrico di D-penicillamina in campioni plasmatici

SARACINO, MARIA ADDOLORATA;BUGAMELLI, FRANCESCA;RAGGI, MARIA AUGUSTA
2011

Abstract

La D-penicillamina (Figura 1), derivato dall'idrolisi dell'antibiotico penicillina, è un farmaco senza attività antimicrobica che mostra una azione di tipo chelante ed antiinfiammatoria. Strutturalmente è correlato all'amminoacido cisteina. Viene utilizzata principalmente nel trattamento della malattia di Wilson, in cui agisce chelando il rame e facilitandone l’escrezione nelle urine; e dell’artrite reumatoide, in cui indirettamente inibisce il rilascio di composti pro-infiammatori. L’assunzione cronica può dare origine a seri effetti collaterali quali sindromi autoimmunitarie simili al lupus, reazioni di ipersensibilità e l’elastosi perforante pruriginosa. È stato messo a punto un metodo analitico basato sull’uso dell’HPLC con detector amperometrico per l’analisi dei livelli di D-penicillamina in plasma. La rivelazione dell’analita è effettuata in ossidazione. Come fase stazionaria viene utilizzata una colonna a fase inversa C18 e come fase mobile una miscela di tampone fosfato e metanolo. Il pretrattamento dei campioni biologici prevede l’utilizzo di una estrazione in fase solida con cartucce C18 che permette una buona purificazione della matrice. Il metodo è attualmente in fase di convalida.
Proceedings of the 11th Sigma-Aldrich Young Chemists Symposium (SAYCS)
P30
P30
M.A. Saracino; C. Cannistraci; G. Carbini; F. Bugamelli; M.A. Raggi
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