I capolini di diverse specie di camomilla (Matricaria recutita, Chamaemelum nobile) sono utilizzati sotto forma di decotti ed infusi in virtù delle loro presunte proprietà terapeutiche. Numerosi studi svolti negli ultimi 20 anni hanno evidenziato la presenza di sostanze farmacologicamente attive di natura sia idrofila che lipofila. Tra i principi attivi idrosolubili l’apigenina (nella forma libera e in quella di O-glucoside) ha mostrato attività antinfiammatoria e spasmolitica (come riportato in diversi lavori scientifici sugli estratti acquosi e idroalcolici di camomilla). Anche i costituenti principali dell’olio essenziale, camazulene, alfa-bisabololo, bisabololo ossido e beta-farnesene risultano avere proprietà antiflogistiche, antinfiammatorie, spasmolitiche, cicatrizzanti, antibatteriche e antiossidanti. L’importanza della camomilla dal punto di vista farmacologico è testimoniata anche dalle monografie presenti nelle Farmacopee Ufficiali di 26 paesi e in quella Europea. Pertanto è indispensabile disporre di metodiche analitiche precise e affidabili per poter quantificare esattamente il contenuto di queste sostanze. Per la separazione e l’analisi dell’apigenina negli estratti di camomilla si è sviluppato un metodo HPLC-DAD in grado di quantificare l’apigenina libera, l’apigenina 7-O-glucoside e l’apigenina totale ottenuta in seguito ad idrolisi. Si utilizza una colonna C18 a fase inversa ed una fase mobile composta da acqua ed acetonitrile. Questa metodica è stata messa a confronto con un metodo elettroforetico (CZE-DAD) che utilizza un tampone borato a pH basico. I risultati, ottenuti in modo indipendente con le due tecniche, sono in buon accordo tra loro (contenuto di apigenina non inferiore a 0,25%). Inoltre si sta sviluppando un metodo originale semplice e veloce, basato sulla elettrocromatografia micellare (MEKC) per la determinazione quantitativa del contenuto di camazulene, alfa-bisabololo, bisabololo ossido e beta-farnesene nell’olio essenziale commerciale (ottenuto per distillazione) e nell’olio estratto dai capolini con solventi organici. I primi risultati, confrontati con quelli ottenuti con la metodica ufficiale GC presente nella Farmacopea Europea, sembrano promettenti.

Sostanze farmacologicante attive negli estratti di camomilla: è solo suggestione? Metodiche analitiche a confronto

MORGANTI, EMANUELE;SARACINO, MARIA ADDOLORATA;MANDRIOLI, ROBERTO;FERRANTI, ANNA;MOLINARI, ALESSANDRA;RAGGI, MARIA AUGUSTA
2011

Abstract

I capolini di diverse specie di camomilla (Matricaria recutita, Chamaemelum nobile) sono utilizzati sotto forma di decotti ed infusi in virtù delle loro presunte proprietà terapeutiche. Numerosi studi svolti negli ultimi 20 anni hanno evidenziato la presenza di sostanze farmacologicamente attive di natura sia idrofila che lipofila. Tra i principi attivi idrosolubili l’apigenina (nella forma libera e in quella di O-glucoside) ha mostrato attività antinfiammatoria e spasmolitica (come riportato in diversi lavori scientifici sugli estratti acquosi e idroalcolici di camomilla). Anche i costituenti principali dell’olio essenziale, camazulene, alfa-bisabololo, bisabololo ossido e beta-farnesene risultano avere proprietà antiflogistiche, antinfiammatorie, spasmolitiche, cicatrizzanti, antibatteriche e antiossidanti. L’importanza della camomilla dal punto di vista farmacologico è testimoniata anche dalle monografie presenti nelle Farmacopee Ufficiali di 26 paesi e in quella Europea. Pertanto è indispensabile disporre di metodiche analitiche precise e affidabili per poter quantificare esattamente il contenuto di queste sostanze. Per la separazione e l’analisi dell’apigenina negli estratti di camomilla si è sviluppato un metodo HPLC-DAD in grado di quantificare l’apigenina libera, l’apigenina 7-O-glucoside e l’apigenina totale ottenuta in seguito ad idrolisi. Si utilizza una colonna C18 a fase inversa ed una fase mobile composta da acqua ed acetonitrile. Questa metodica è stata messa a confronto con un metodo elettroforetico (CZE-DAD) che utilizza un tampone borato a pH basico. I risultati, ottenuti in modo indipendente con le due tecniche, sono in buon accordo tra loro (contenuto di apigenina non inferiore a 0,25%). Inoltre si sta sviluppando un metodo originale semplice e veloce, basato sulla elettrocromatografia micellare (MEKC) per la determinazione quantitativa del contenuto di camazulene, alfa-bisabololo, bisabololo ossido e beta-farnesene nell’olio essenziale commerciale (ottenuto per distillazione) e nell’olio estratto dai capolini con solventi organici. I primi risultati, confrontati con quelli ottenuti con la metodica ufficiale GC presente nella Farmacopea Europea, sembrano promettenti.
Atti del 2° Congresso Nazionale della SINut (Società Italiana di Nutraceutica)
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E. Morganti; M.A. Saracino; R. Mandrioli; A. Ferranti; A. Molinari; M.A. Raggi
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