Il saggio analizza le fasi storiche nelle quali, in Italia, si è dibattuto della forma di Stato e sono state promosse riforme che hanno inciso sul rapporto centro-periferia. La contrapposizione fra il modello unitario e quello federale nella fase dell’unificazione, la nascita dello Stato regionale con la Costituzione repubblicana del 1948, il tardivo e debole avvio del processo di regionalizzazione e, infine, la fase delle riforme quando riemerge la questione del federalismo e si rafforzano i poteri regionali. In particolare, l’attenzione si focalizza sull’elezione diretta dei presidenti, una riforma che ha potenziato la capacità decisionale delle regioni e consolidato la loro posizione nel sistema dei rapporti centro-periferia. Il saggio poi indaga le trasformazioni che hanno interessato i governi regionali concentrandosi sulle politiche pubbliche. Più specificatamente, si analizza il caso delle politiche sanitarie e sociassistenziali e si evidenzia la presenza di una «regionalizzazione variabile». L’analisi evidenzia le ragioni per le quali il ruolo delle regioni si sviluppa pienamente solo in alcuni settori dell’intervento pubblico, ragioni che chiamano in causa la tradizione del localismo. Il rapporto problematico fra le regioni e gli enti locali concorre a spiegare il mancato decollo delle autonomie regionali in Italia e il difficile approdo al federalismo.

Le regioni fra decentramento e federalismo

BALDI, BRUNETTA;AGOSTINI, CHIARA
2011

Abstract

Il saggio analizza le fasi storiche nelle quali, in Italia, si è dibattuto della forma di Stato e sono state promosse riforme che hanno inciso sul rapporto centro-periferia. La contrapposizione fra il modello unitario e quello federale nella fase dell’unificazione, la nascita dello Stato regionale con la Costituzione repubblicana del 1948, il tardivo e debole avvio del processo di regionalizzazione e, infine, la fase delle riforme quando riemerge la questione del federalismo e si rafforzano i poteri regionali. In particolare, l’attenzione si focalizza sull’elezione diretta dei presidenti, una riforma che ha potenziato la capacità decisionale delle regioni e consolidato la loro posizione nel sistema dei rapporti centro-periferia. Il saggio poi indaga le trasformazioni che hanno interessato i governi regionali concentrandosi sulle politiche pubbliche. Più specificatamente, si analizza il caso delle politiche sanitarie e sociassistenziali e si evidenzia la presenza di una «regionalizzazione variabile». L’analisi evidenzia le ragioni per le quali il ruolo delle regioni si sviluppa pienamente solo in alcuni settori dell’intervento pubblico, ragioni che chiamano in causa la tradizione del localismo. Il rapporto problematico fra le regioni e gli enti locali concorre a spiegare il mancato decollo delle autonomie regionali in Italia e il difficile approdo al federalismo.
Regionalismo e regioni in Italia. 1861-2011
69
95
B. Baldi; C. Agostini
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