La descrizione di Issy Pilowsky del “comportamento abnorme di malattia” (abnormal illness behaviour, AIB) nel 1969 è stata preceduta da riflessioni di sociologi e storici della medicina, che hanno evidenziato come la condizione di malattia non sia riconducibile alla sola diagnosi biomedica, ma implichi anche un vissuto soggettivo e una dimensione sociale. Alla fine degli anni ‘20, lo storico della medicina Henry Sigerist ha osservato che da sempre le diverse società hanno riconosciuto alle persone malate una posizione sociale speciale, caratterizzata da obblighi e privilegi specifici. Negli anni ‘50, il sociologo Talcott Parsons ha ripreso le riflessioni di Sigerist e ha coniato il termine “ruolo di malato” (sick role) per evidenziare come l’essere malati costituisca un vero e proprio ruolo sociale. Secondo Parsons, la società riconosce a una persona che si ammala il diritto di essere esonerata dai doveri abituali, a condizione che questa s’impegni per stare meglio, rivolgendosi ai servizi ritenuti competenti per la cura della sua malattia e aderendo alle prescrizioni del medico. Negli anni ‘60, Mechanic e Volkart hanno introdotto il termine “comportamento di malattia” (illness behavior) per descrivere le differenze individuali nel percepire, valutare e reagire agli stessi sintomi. Alcuni soggetti si preoccupano e chiedono l’aiuto del medico per sintomi lievi, altri evitano di sottoporsi a visite mediche anche in presenza di sintomi intensi e persistenti. La maggior parte delle persone si colloca in una posizione intermedia rispetto a questi estremi. Il concetto di AIB descrive invece condizioni di rilevanza clinica, caratterizzate dal persistere di modalità disfunzionali di percepire, valutare e rispondere al proprio stato di salute. Pilowsky prevede una classificazione dell’AIB basata sul tipo di sintomi (somatici o psicologici), l’affermazione o la negazione degli stessi e la motivazione prevalentemente conscia o inconscia. Due esempi di AIB sono il tenere nascosta la presenza di un disturbo psichiatrico per timore di essere oggetto di stigma sociale e l’ipocondria. La prima situazione è una negazione di sintomi psicologici con motivazione prevalentemente conscia, la seconda si caratterizza per l’affermazione di sintomi somatici e motivazione prevalentemente inconscia. Solo alcune condizioni che rientrano nell’AIB sono incluse nei sistemi di classificazione psichiatrica, altre, come la negazione di malattia, sono state trascurate dai manuali psichiatrici nonostante la loro importanza clinica. Il presente capitolo offre una rassegna sullo sviluppo del concetto di AIB e un approfondimento delle sue principali manifestazioni cliniche: la somatizzazione, lo spettro dei disturbi ipocondriaci e la negazione di malattia.

Comportamento di malattia e somatizzazione.

GRANDI, SILVANA;SIRRI, LAURA
2011

Abstract

La descrizione di Issy Pilowsky del “comportamento abnorme di malattia” (abnormal illness behaviour, AIB) nel 1969 è stata preceduta da riflessioni di sociologi e storici della medicina, che hanno evidenziato come la condizione di malattia non sia riconducibile alla sola diagnosi biomedica, ma implichi anche un vissuto soggettivo e una dimensione sociale. Alla fine degli anni ‘20, lo storico della medicina Henry Sigerist ha osservato che da sempre le diverse società hanno riconosciuto alle persone malate una posizione sociale speciale, caratterizzata da obblighi e privilegi specifici. Negli anni ‘50, il sociologo Talcott Parsons ha ripreso le riflessioni di Sigerist e ha coniato il termine “ruolo di malato” (sick role) per evidenziare come l’essere malati costituisca un vero e proprio ruolo sociale. Secondo Parsons, la società riconosce a una persona che si ammala il diritto di essere esonerata dai doveri abituali, a condizione che questa s’impegni per stare meglio, rivolgendosi ai servizi ritenuti competenti per la cura della sua malattia e aderendo alle prescrizioni del medico. Negli anni ‘60, Mechanic e Volkart hanno introdotto il termine “comportamento di malattia” (illness behavior) per descrivere le differenze individuali nel percepire, valutare e reagire agli stessi sintomi. Alcuni soggetti si preoccupano e chiedono l’aiuto del medico per sintomi lievi, altri evitano di sottoporsi a visite mediche anche in presenza di sintomi intensi e persistenti. La maggior parte delle persone si colloca in una posizione intermedia rispetto a questi estremi. Il concetto di AIB descrive invece condizioni di rilevanza clinica, caratterizzate dal persistere di modalità disfunzionali di percepire, valutare e rispondere al proprio stato di salute. Pilowsky prevede una classificazione dell’AIB basata sul tipo di sintomi (somatici o psicologici), l’affermazione o la negazione degli stessi e la motivazione prevalentemente conscia o inconscia. Due esempi di AIB sono il tenere nascosta la presenza di un disturbo psichiatrico per timore di essere oggetto di stigma sociale e l’ipocondria. La prima situazione è una negazione di sintomi psicologici con motivazione prevalentemente conscia, la seconda si caratterizza per l’affermazione di sintomi somatici e motivazione prevalentemente inconscia. Solo alcune condizioni che rientrano nell’AIB sono incluse nei sistemi di classificazione psichiatrica, altre, come la negazione di malattia, sono state trascurate dai manuali psichiatrici nonostante la loro importanza clinica. Il presente capitolo offre una rassegna sullo sviluppo del concetto di AIB e un approfondimento delle sue principali manifestazioni cliniche: la somatizzazione, lo spettro dei disturbi ipocondriaci e la negazione di malattia.
Manuale di Psicosomatica
365
399
Grandi S.; Sirri L.
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