I disturbi d’ansia e le malattie medico-internistiche si influenzano reciprocamente, determinando la qualità dell’esperienza e dell’atteggiamento che le persone hanno in ogni episodio di malattia (Lipowski, 1975). Le implicazioni di ciò sono evidenti dal punto di vista della formulazione diagnostica e della gestione dei pazienti. Per quanto riguarda la diagnosi, è fondamentale considerare ogni possibile comorbilità e cioè la presenza di una condizione clinica distinta aggiuntiva ad una specifica malattia (Feinstein, 1970). L’uso del termine comorbilità per indicare la concomitanza di due o più diagnosi psichiatriche può essere inappropriato, poiché in molti di questi casi non è chiaro se le diagnosi concomitanti riflettano realmente la presenza di “entità cliniche distinte” o rappresentino manifestazioni multiple di una singola entità clinica (Maj, 2005). La gestione clinica del paziente con malattia medico-internistica e disturbi d’ansia risulta più complessa. Per esempio, un soggetto con fobia specifica per il sangue o per gli aghi potrebbe non sottoporsi agli esami ematici consigliati per la cura della malattia internistica a causa proprio della sua fobia; un paziente agorafobico con attacchi di panico a cui viene prescritta un’indagine con Risonanza Magnetica Nucleare potrebbe non riuscire ad eseguire l’esame per la paura di sentirsi male una volta collocato dentro l’apparecchio. Il capitolo tratterà i disturbi d’ansia in associazione alle malattie medico-internistiche, riportando i dati epidemiologici che mostrano quanto tale associazione sia frequente. Seguirà un excursus sulla relazione fra i due tipi di disturbo. I disturbi ansiosi saranno descritti come “primari” o “secondari” alle malattie medico-internistiche a seconda che il loro esordio sia precedente o successivo a quello della malattia organica. Saranno proposti un modello di valutazione clinica dei pazienti ansiosi nel contesto medico ed una rassegna sui disturbi d’ansia più frequentemente associati alle specifiche malattie medico-internistiche.

Ansia in medicina

GRANDI, SILVANA
2011

Abstract

I disturbi d’ansia e le malattie medico-internistiche si influenzano reciprocamente, determinando la qualità dell’esperienza e dell’atteggiamento che le persone hanno in ogni episodio di malattia (Lipowski, 1975). Le implicazioni di ciò sono evidenti dal punto di vista della formulazione diagnostica e della gestione dei pazienti. Per quanto riguarda la diagnosi, è fondamentale considerare ogni possibile comorbilità e cioè la presenza di una condizione clinica distinta aggiuntiva ad una specifica malattia (Feinstein, 1970). L’uso del termine comorbilità per indicare la concomitanza di due o più diagnosi psichiatriche può essere inappropriato, poiché in molti di questi casi non è chiaro se le diagnosi concomitanti riflettano realmente la presenza di “entità cliniche distinte” o rappresentino manifestazioni multiple di una singola entità clinica (Maj, 2005). La gestione clinica del paziente con malattia medico-internistica e disturbi d’ansia risulta più complessa. Per esempio, un soggetto con fobia specifica per il sangue o per gli aghi potrebbe non sottoporsi agli esami ematici consigliati per la cura della malattia internistica a causa proprio della sua fobia; un paziente agorafobico con attacchi di panico a cui viene prescritta un’indagine con Risonanza Magnetica Nucleare potrebbe non riuscire ad eseguire l’esame per la paura di sentirsi male una volta collocato dentro l’apparecchio. Il capitolo tratterà i disturbi d’ansia in associazione alle malattie medico-internistiche, riportando i dati epidemiologici che mostrano quanto tale associazione sia frequente. Seguirà un excursus sulla relazione fra i due tipi di disturbo. I disturbi ansiosi saranno descritti come “primari” o “secondari” alle malattie medico-internistiche a seconda che il loro esordio sia precedente o successivo a quello della malattia organica. Saranno proposti un modello di valutazione clinica dei pazienti ansiosi nel contesto medico ed una rassegna sui disturbi d’ansia più frequentemente associati alle specifiche malattie medico-internistiche.
Manuale di Psicosomatica
277
306
Cosci F.; Grandi S.
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