Si ripercorre la storia della comunità parrocchiale di Cattolica attraverso la cronaca dei fatti riguardanti gli edifici sacri più antichi (affidati entrambi dal 1511 da papa Giulio II all'abbazia di San Vitale di Ravenna), , la pieve di San Giorgio e la chiesa di Santa Maria e del Beato di Vitale, poi di Sant’Apollinare conservatasi fino ai nostri giorni nella sua facies settecentesca. Al contempo però si è dato spazio anche ad una rilettura delle immagini sacre che hanno fin dalle origini accompagnato gli atti di devozione rappresentando, accanto ai santi titolari delle chiese, i protettori della comunità e delle principali attività che hanno caratterizzato la storia di Cattolica. La proposizione di una ricca appendice documentaria sulle varie fasi di trasformazione degli edifici e sulle quadrerie e le varie suppellettili censite attraverso gli inventari dei beni che ne costituivano gli arredi interni è stata dettata dall’intento di offrire indicazioni che si riveleranno assai utili agli storici dell’arte e ai restauratori impegnati nell’analisi delle opere tutt’oggi presenti. All’edificio sacro più antico, la plebs Sancti Georgio plebs Conche, va collegata la primitiva evangelizzazione di questo territorio a confine tra le due diocesi di Rimini e di Pesaro, mentre la chiesa di Sant’Apollinare si mostra il complemento religioso, nella fondazione (1271) controllata e voluta dagli arcivescovi di Ravenna, del nuovo insediamento di Cattolica che, dopo un lento ma costante declino fra XIII e XV secolo, tornerà a ripopolarsi nel secondo Cinquecento, con i caratteri e le potenzialità di un centro viario di grande transito, dotato di adeguati servizi per i viaggiatori paganti e per i pellegrini bisognosi di ospitalità caritatevole. Due secoli più tardi, in un periodo di forte sviluppo del centro, sia demografico che economico, saranno gli stessi parrocchiani a richiedere alle massime autorità ecclesiastiche la costruzione di una chiesa più capace e consona alle mutate esigenze del tempo (1761). La supplica degli abitanti di Cattolica inoltrata direttamente al pontefice, sostenuta dal parroco, attiverà poi le obbligatorie valutazioni, da parte del vescovo di Rimini cardinal Valenti ed al contempo dell’abate di San Vitale di Ravenna Pietro Paolo Ginanni. Nei primi anni sessanta del Settecento dunque avrebbe dovuto aprirsi il cantiere per il rifacimento dello stabile e il documento datato 1763, inerente il contratto d’appalto stabilito da parte del monastero di San Vitale di Ravenna, con un costruttore di Pesaro per le opere murarie da eseguirsi seguendo il disegno progettuale di Giuliano Cupioli, ne dà conferma. I lavori però non hanno inizio, forse a causa della crisi causata dalla lunga carestia che va a connotare drammaticamente quegli anni (1764-1767) o per altri motivi che, allo stato attuale della ricerca, rimangono ancora ignoti. Solo nel 1779 dunque si riparte con nuove perizie e la proposizione di altre soluzioni architettoniche che porteranno nel 1782 alla consegna della chiesa finalmente trasformata e rispondente ai desideri dei fedeli. Dieci anni più tardi, nel 1795, si porterà a conclusione il piano di riqualificazione della chiesa con la fabbrica del campanile, che andrà a sostituire quello vecchio, a vela, presente fin dal 1561 e documentato ancora in alcune vedute settecentesche.

Sant'Apollinare di Cattolica

DE NICOLO', MARIA LUCIA
2011

Abstract

Si ripercorre la storia della comunità parrocchiale di Cattolica attraverso la cronaca dei fatti riguardanti gli edifici sacri più antichi (affidati entrambi dal 1511 da papa Giulio II all'abbazia di San Vitale di Ravenna), , la pieve di San Giorgio e la chiesa di Santa Maria e del Beato di Vitale, poi di Sant’Apollinare conservatasi fino ai nostri giorni nella sua facies settecentesca. Al contempo però si è dato spazio anche ad una rilettura delle immagini sacre che hanno fin dalle origini accompagnato gli atti di devozione rappresentando, accanto ai santi titolari delle chiese, i protettori della comunità e delle principali attività che hanno caratterizzato la storia di Cattolica. La proposizione di una ricca appendice documentaria sulle varie fasi di trasformazione degli edifici e sulle quadrerie e le varie suppellettili censite attraverso gli inventari dei beni che ne costituivano gli arredi interni è stata dettata dall’intento di offrire indicazioni che si riveleranno assai utili agli storici dell’arte e ai restauratori impegnati nell’analisi delle opere tutt’oggi presenti. All’edificio sacro più antico, la plebs Sancti Georgio plebs Conche, va collegata la primitiva evangelizzazione di questo territorio a confine tra le due diocesi di Rimini e di Pesaro, mentre la chiesa di Sant’Apollinare si mostra il complemento religioso, nella fondazione (1271) controllata e voluta dagli arcivescovi di Ravenna, del nuovo insediamento di Cattolica che, dopo un lento ma costante declino fra XIII e XV secolo, tornerà a ripopolarsi nel secondo Cinquecento, con i caratteri e le potenzialità di un centro viario di grande transito, dotato di adeguati servizi per i viaggiatori paganti e per i pellegrini bisognosi di ospitalità caritatevole. Due secoli più tardi, in un periodo di forte sviluppo del centro, sia demografico che economico, saranno gli stessi parrocchiani a richiedere alle massime autorità ecclesiastiche la costruzione di una chiesa più capace e consona alle mutate esigenze del tempo (1761). La supplica degli abitanti di Cattolica inoltrata direttamente al pontefice, sostenuta dal parroco, attiverà poi le obbligatorie valutazioni, da parte del vescovo di Rimini cardinal Valenti ed al contempo dell’abate di San Vitale di Ravenna Pietro Paolo Ginanni. Nei primi anni sessanta del Settecento dunque avrebbe dovuto aprirsi il cantiere per il rifacimento dello stabile e il documento datato 1763, inerente il contratto d’appalto stabilito da parte del monastero di San Vitale di Ravenna, con un costruttore di Pesaro per le opere murarie da eseguirsi seguendo il disegno progettuale di Giuliano Cupioli, ne dà conferma. I lavori però non hanno inizio, forse a causa della crisi causata dalla lunga carestia che va a connotare drammaticamente quegli anni (1764-1767) o per altri motivi che, allo stato attuale della ricerca, rimangono ancora ignoti. Solo nel 1779 dunque si riparte con nuove perizie e la proposizione di altre soluzioni architettoniche che porteranno nel 1782 alla consegna della chiesa finalmente trasformata e rispondente ai desideri dei fedeli. Dieci anni più tardi, nel 1795, si porterà a conclusione il piano di riqualificazione della chiesa con la fabbrica del campanile, che andrà a sostituire quello vecchio, a vela, presente fin dal 1561 e documentato ancora in alcune vedute settecentesche.
112
9788890616631
De Nicolò, Maria Lucia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/108680
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