Il Cairo è una città in divenire. La forma urbis della capitale più affollata del continente africano è lungi dall’essere oggi ricomposta in un disegno intelligibile se non come sommatoria di parti indistinte. L’aggregazione cacofonica di frammenti discontinui (Rowe, 1979), nel tempo e nello spazio, ha condotto alla costruzione di una megalopoli che, in modo disordinato, rappresenta la geografia della sua storia. Dopo il processo di densificazione lungo le sponde del Nilo, la cosiddetta Great Cairo Region sta registrando lo sviluppo di nuclei satelliti, iniziato tra la fine del XX secolo e il primo decennio del XXI secolo (Sims, 2012). Questo sviluppo al di fuori dei confini storici della capitale sta dando vita a nuovi insediamenti nelle aree desertiche limitrofe. Hassan Fathy definì tale sviluppo urbano, in un’intervista del 1978, come irrispettoso della vera natura del Cairo, che è sempre stato orientato solo verso nord ed est lungo le sponde del Nilo (Bertini, 2016). Nel terzo anno del corso di Architettura e Urbanistica alla German University in Cairo (GUC), il laboratorio di progettazione ha visto gli studenti ricucire due lembi urbani che riportano l’attenzione sul delicato rapporto tra architettura e città in un luogo che fa Parte della storia della capitale egiziana: il parco di Azbakeya. Il parco Azbakeya occupa, nell’immaginario della civitas, la memoria di un passaggio fisico e metafisico tra il progetto Haussmaniano del quartiere denominato ‘Downtown’ e la cosiddetta città islamica; un luogo fatto di storia dove la storia deve continuare a vivere e a riscriversi nel tempo.
Michieletto, M. (2024). C'era una volta il Cairo. MILANO : Di Baio Editore.
C'era una volta il Cairo
MICHIELETTO M
2024
Abstract
Il Cairo è una città in divenire. La forma urbis della capitale più affollata del continente africano è lungi dall’essere oggi ricomposta in un disegno intelligibile se non come sommatoria di parti indistinte. L’aggregazione cacofonica di frammenti discontinui (Rowe, 1979), nel tempo e nello spazio, ha condotto alla costruzione di una megalopoli che, in modo disordinato, rappresenta la geografia della sua storia. Dopo il processo di densificazione lungo le sponde del Nilo, la cosiddetta Great Cairo Region sta registrando lo sviluppo di nuclei satelliti, iniziato tra la fine del XX secolo e il primo decennio del XXI secolo (Sims, 2012). Questo sviluppo al di fuori dei confini storici della capitale sta dando vita a nuovi insediamenti nelle aree desertiche limitrofe. Hassan Fathy definì tale sviluppo urbano, in un’intervista del 1978, come irrispettoso della vera natura del Cairo, che è sempre stato orientato solo verso nord ed est lungo le sponde del Nilo (Bertini, 2016). Nel terzo anno del corso di Architettura e Urbanistica alla German University in Cairo (GUC), il laboratorio di progettazione ha visto gli studenti ricucire due lembi urbani che riportano l’attenzione sul delicato rapporto tra architettura e città in un luogo che fa Parte della storia della capitale egiziana: il parco di Azbakeya. Il parco Azbakeya occupa, nell’immaginario della civitas, la memoria di un passaggio fisico e metafisico tra il progetto Haussmaniano del quartiere denominato ‘Downtown’ e la cosiddetta città islamica; un luogo fatto di storia dove la storia deve continuare a vivere e a riscriversi nel tempo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



