Tra le tipologie più persistenti e, al tempo stesso, riscoperte dell’architettura, la corte rappresenta un archetipo capace di fondere istanze funzionali, ambientali e simboliche in diverse latitudini. Dalla casa domestica al tempio, dal palazzo al progetto contemporaneo, essa si configura come uno spazio aperto attorno al quale la vita privata o pubblica si ordina e prende forma. In Egitto, questa tipologia assume un valore speciale, non solo come dispositivo ambientale capace di regolare la luce e la ventilazione naturali, ma soprattutto come spazio simbolico, luogo di soglia tra temporalità ed eternità, tra tradizione e modernità. La corte è un ‘principio generativo’ che unisce la continuità storica all’innovazione architettonica, un elemento costante che attraversa epoche e culture mantenendo la propria forza compositiva. La nozione di tipo ci ricorda che anche la corte deve essere intesa come un modello, non da copiare o ricalcare tout court e fine a sé stesso, ma che funge da principio generatore e guida nella progettazione. La ricerca si prefigge di analizzare la reinterpretazione della corte nel patrimonio egizio da parte degli studenti del Laboratorio di Composizione architettonica V, tenuto nell’anno accademico 2024- 25 presso la German University in Cairo. Impegnati nell’elaborazione di un nuovo Istituto di Archeologia ad Assuan, gli studenti, dopo aver visitato il sito del progetto e aver analizzato casi di studio pertinenti, hanno sviluppato in gruppi dodici proposte distinte. Due tra i progetti presentati sono stati selezionati per dimostrare la citata continuità con il passato e, in particolare, per raccontare, a partire dall’analisi morfologica e tipologica, la costruzione della città nel tempo attraverso l’architettura.
Michieletto, M. (2026). L’architettura della tipologia a corte. Reinterpretare il patrimonio egizio. Milano : Di Baio Editore.
L’architettura della tipologia a corte. Reinterpretare il patrimonio egizio
Michieletto Manlio
Primo
Writing – Review & Editing
2026
Abstract
Tra le tipologie più persistenti e, al tempo stesso, riscoperte dell’architettura, la corte rappresenta un archetipo capace di fondere istanze funzionali, ambientali e simboliche in diverse latitudini. Dalla casa domestica al tempio, dal palazzo al progetto contemporaneo, essa si configura come uno spazio aperto attorno al quale la vita privata o pubblica si ordina e prende forma. In Egitto, questa tipologia assume un valore speciale, non solo come dispositivo ambientale capace di regolare la luce e la ventilazione naturali, ma soprattutto come spazio simbolico, luogo di soglia tra temporalità ed eternità, tra tradizione e modernità. La corte è un ‘principio generativo’ che unisce la continuità storica all’innovazione architettonica, un elemento costante che attraversa epoche e culture mantenendo la propria forza compositiva. La nozione di tipo ci ricorda che anche la corte deve essere intesa come un modello, non da copiare o ricalcare tout court e fine a sé stesso, ma che funge da principio generatore e guida nella progettazione. La ricerca si prefigge di analizzare la reinterpretazione della corte nel patrimonio egizio da parte degli studenti del Laboratorio di Composizione architettonica V, tenuto nell’anno accademico 2024- 25 presso la German University in Cairo. Impegnati nell’elaborazione di un nuovo Istituto di Archeologia ad Assuan, gli studenti, dopo aver visitato il sito del progetto e aver analizzato casi di studio pertinenti, hanno sviluppato in gruppi dodici proposte distinte. Due tra i progetti presentati sono stati selezionati per dimostrare la citata continuità con il passato e, in particolare, per raccontare, a partire dall’analisi morfologica e tipologica, la costruzione della città nel tempo attraverso l’architettura.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



