Giuseppe Canestrini è noto per essere stato il curatore della prima pubblicazione sistematica delle carte relative alla fiorentina Ordinanza per la milizia degli anni 1506-12, concepita e allestita da Niccolò Machiavelli. Influenzato dal fervore archivistico inaugurato dalla storiografia di Leopold von Ranke e dal suo metodo storico, fondato sullo studio delle carte della diplomazia di età moderna, Canestrini, come molti altri al tempo, basò la sua vita da studioso sull’esplorazione di numerosi archivi ancora sconosciuti. Un posto particolare in questa riscoperta del valore documentario delle carte manoscritte, ebbe il vasto materiale relativo ad alcuni aspetti del lavoro del Segretario fiorentino nella cancelleria della Repubblica, fino ad allora considerati di minore interesse rispetto alle sue opere politiche. Nonostante tutti i limiti della sua analisi storiografica, a Canestrini va dunque riconosciuto il merito di aver riscoperto, tra i primi, il valore testimoniale della documentazione cancelleresca relativa alla storia della milizia degli antichi stati italiani. Come è stato più volte rilevato, d’altronde, il suo contributo non fu esente da errori, tanto sul piano filologico, quanto su quello interpretativo. Canestrini, in effetti, ricostruiva palesemente in chiave ‘para-risorgimentale’ la storia della milizia dei comuni italiani e in particolare la vicenda dell’Ordinanza machiavelliana, riproponendo (in modo, tuttavia, convenzionale e generalista) il celebre giudizio storico del Segretario fiorentino, secondo il quale nessuno stato può essere libero senza armi proprie. Nutrito di idee liberali, di nascente patriottismo risorgimentale e di anticlericalismo, egli offrì, insomma, una visione personalistica – oltre che talora semplicemente confusa – delle vicende dell’Ordinanza del 1506, nell’evidente intento di proporre sotto un manto di idealità liberal-nazionale, un parallelo storico tra quella milizia voluta da Machiavelli per fronteggiare la condizione di crisi apertasi con l’invasione francese del 1494 (un evento che negli sviluppi dei decenni successivi avrebbe poi portato alla perdita delle ‘libertà d’Italia’) e la condizione dell’Italia del suo tempo.

Guidi, A. (2026). Il 'risorgimento' della milizia 'italiana' di Machiavelli secondo Giuseppe Canestrini. Roma : Istituto per la storia del Risorgimento italiano.

Il 'risorgimento' della milizia 'italiana' di Machiavelli secondo Giuseppe Canestrini

Guidi, Andrea
2026

Abstract

Giuseppe Canestrini è noto per essere stato il curatore della prima pubblicazione sistematica delle carte relative alla fiorentina Ordinanza per la milizia degli anni 1506-12, concepita e allestita da Niccolò Machiavelli. Influenzato dal fervore archivistico inaugurato dalla storiografia di Leopold von Ranke e dal suo metodo storico, fondato sullo studio delle carte della diplomazia di età moderna, Canestrini, come molti altri al tempo, basò la sua vita da studioso sull’esplorazione di numerosi archivi ancora sconosciuti. Un posto particolare in questa riscoperta del valore documentario delle carte manoscritte, ebbe il vasto materiale relativo ad alcuni aspetti del lavoro del Segretario fiorentino nella cancelleria della Repubblica, fino ad allora considerati di minore interesse rispetto alle sue opere politiche. Nonostante tutti i limiti della sua analisi storiografica, a Canestrini va dunque riconosciuto il merito di aver riscoperto, tra i primi, il valore testimoniale della documentazione cancelleresca relativa alla storia della milizia degli antichi stati italiani. Come è stato più volte rilevato, d’altronde, il suo contributo non fu esente da errori, tanto sul piano filologico, quanto su quello interpretativo. Canestrini, in effetti, ricostruiva palesemente in chiave ‘para-risorgimentale’ la storia della milizia dei comuni italiani e in particolare la vicenda dell’Ordinanza machiavelliana, riproponendo (in modo, tuttavia, convenzionale e generalista) il celebre giudizio storico del Segretario fiorentino, secondo il quale nessuno stato può essere libero senza armi proprie. Nutrito di idee liberali, di nascente patriottismo risorgimentale e di anticlericalismo, egli offrì, insomma, una visione personalistica – oltre che talora semplicemente confusa – delle vicende dell’Ordinanza del 1506, nell’evidente intento di proporre sotto un manto di idealità liberal-nazionale, un parallelo storico tra quella milizia voluta da Machiavelli per fronteggiare la condizione di crisi apertasi con l’invasione francese del 1494 (un evento che negli sviluppi dei decenni successivi avrebbe poi portato alla perdita delle ‘libertà d’Italia’) e la condizione dell’Italia del suo tempo.
2026
Machiavelli nel Risorgimento. Percorsi, interpretazioni, letture, fortuna critica
467
477
Guidi, A. (2026). Il 'risorgimento' della milizia 'italiana' di Machiavelli secondo Giuseppe Canestrini. Roma : Istituto per la storia del Risorgimento italiano.
Guidi, Andrea
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