Lo studio dei mosaici pavimentali antichi è stato a lungo condizionato da un approccio prevalentemente stilistico, iconografico e cronologico, che tendeva a considerarli come superfici figurative autonome, separate dall’architettura e dalle pratiche d’uso degli ambienti. Questo contributo propone una diversa prospettiva, fondata sull’analisi del mosaico come componente attiva dell’esperienza spaziale e percettiva. Il caso della Villa del Casale di Piazza Armerina offre un contesto particolarmente significativo per verificare tale approccio, grazie alla straordinaria conservazione delle pavimentazioni e alla possibilità di ricostruire, almeno in parte, le relazioni tra decorazione, architettura e modalità di fruizione. L’analisi si concentra in particolare sulle terme nord-occidentali, considerando il rapporto tra i diversi programmi decorativi, la funzione degli ambienti, i percorsi degli utenti e le condizioni sensoriali della loro esperienza. Nel settore termale, la decorazione pavimentale contribuisce infatti a orientare il movimento, definire le gerarchie spaziali e sociali e modulare le modalità di sosta e attraversamento. Particolare attenzione è dedicata all’impiego dei fondi bianchi, alla relazione tra immagini e geometria degli ambienti e all’interazione tra mosaici, luce, acqua, superfici riflettenti e acustica. La basilica thermarum e il frigidarium mostrano, in particolare, come iconografia e composizione musiva fossero strettamente integrate nella costruzione dell’esperienza del percorso termale. I mosaici della Villa del Casale possono pertanto essere interpretati non come apparati decorativi autonomi, ma come dispositivi spaziali e sensoriali capaci di partecipare alla costruzione dell’ambiente, orientando lo sguardo, il movimento e la percezione degli utenti.
Lamanna, C. (2026). Il mosaico come spazio vissuto: ambienti, percorsi e percezione nella Villa del Casale. Roma : Edizioni Quasar.
Il mosaico come spazio vissuto: ambienti, percorsi e percezione nella Villa del Casale
Claudia Lamanna
Primo
2026
Abstract
Lo studio dei mosaici pavimentali antichi è stato a lungo condizionato da un approccio prevalentemente stilistico, iconografico e cronologico, che tendeva a considerarli come superfici figurative autonome, separate dall’architettura e dalle pratiche d’uso degli ambienti. Questo contributo propone una diversa prospettiva, fondata sull’analisi del mosaico come componente attiva dell’esperienza spaziale e percettiva. Il caso della Villa del Casale di Piazza Armerina offre un contesto particolarmente significativo per verificare tale approccio, grazie alla straordinaria conservazione delle pavimentazioni e alla possibilità di ricostruire, almeno in parte, le relazioni tra decorazione, architettura e modalità di fruizione. L’analisi si concentra in particolare sulle terme nord-occidentali, considerando il rapporto tra i diversi programmi decorativi, la funzione degli ambienti, i percorsi degli utenti e le condizioni sensoriali della loro esperienza. Nel settore termale, la decorazione pavimentale contribuisce infatti a orientare il movimento, definire le gerarchie spaziali e sociali e modulare le modalità di sosta e attraversamento. Particolare attenzione è dedicata all’impiego dei fondi bianchi, alla relazione tra immagini e geometria degli ambienti e all’interazione tra mosaici, luce, acqua, superfici riflettenti e acustica. La basilica thermarum e il frigidarium mostrano, in particolare, come iconografia e composizione musiva fossero strettamente integrate nella costruzione dell’esperienza del percorso termale. I mosaici della Villa del Casale possono pertanto essere interpretati non come apparati decorativi autonomi, ma come dispositivi spaziali e sensoriali capaci di partecipare alla costruzione dell’ambiente, orientando lo sguardo, il movimento e la percezione degli utenti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



