Da sempre presente nella storia del giocattolo, il cavallo a dondolo è tra gli oggetti più amati dai bambini di ogni epoca. Il cavallo, simbolo di bellezza e libertà, è un animale potente e generoso, grande e rassicurante, recettivo e sensibile al linguaggio del corpo, capace di comunicare e sollecitare sentimenti ed emozioni intense di fiducia e affidamento, ma anche di ebbrezza e di sfida. Il dondolo, movimento antico come la vita, richiama, nel suo ritmico andare e venire, le esperienze primarie dell’infanzia: il rassicurante battito del cuore materno, il confortante suono delle ninne nanne, il dolce cullare di braccia accoglienti. Ritmo che accompagna i cicli della natura: il succedersi delle stagioni, l’alternarsi del giorno e della notte, la dialettica passato-presente, ma anche la storia degli uomini e dei popoli, con il loro continuo costruire e ricostruire esperienze e conoscenze. Cavalcando fantasticamente in groppa al piccolo destriero di legno il bambino sperimenta la valenza evolutiva del gioco: in equilibrio tra dimensioni esperienziali che fanno parte del proprio passato e del proprio presente e dimensioni inedite, che lo proiettano verso nuove, possibili e desiderate, future rielaborazioni esistenziali. In questa chiave metaforica la collana si propone quale luogo fisico e simbolico ove coltivare la vocazione storica ed ermeneutica nel senso più radicale di una “sfida ludica”: che può fare dei classici il volano per l’evoluzione e il rinnovamento della cultura pedagogica. Si rivolge a docenti universitari, insegnanti e operatori della scuola e delle istituzioni educative del fuori-scuola, studiosi, ricercatori, formatori e a quanti sono interessati a ricostruire i fondamenti storico-pedagogici dell’agire educativo a partire dal recupero di opere classiche per l’infanzia, anche inedite nella lingua italiana, di volta in volta riproposte e adattate a contesti e pubblici differenti.
Raimondo, R. (In stampa/Attività in corso). Il cavallo a dondolo.
Il cavallo a dondolo
Rossella Raimondo
In corso di stampa
Abstract
Da sempre presente nella storia del giocattolo, il cavallo a dondolo è tra gli oggetti più amati dai bambini di ogni epoca. Il cavallo, simbolo di bellezza e libertà, è un animale potente e generoso, grande e rassicurante, recettivo e sensibile al linguaggio del corpo, capace di comunicare e sollecitare sentimenti ed emozioni intense di fiducia e affidamento, ma anche di ebbrezza e di sfida. Il dondolo, movimento antico come la vita, richiama, nel suo ritmico andare e venire, le esperienze primarie dell’infanzia: il rassicurante battito del cuore materno, il confortante suono delle ninne nanne, il dolce cullare di braccia accoglienti. Ritmo che accompagna i cicli della natura: il succedersi delle stagioni, l’alternarsi del giorno e della notte, la dialettica passato-presente, ma anche la storia degli uomini e dei popoli, con il loro continuo costruire e ricostruire esperienze e conoscenze. Cavalcando fantasticamente in groppa al piccolo destriero di legno il bambino sperimenta la valenza evolutiva del gioco: in equilibrio tra dimensioni esperienziali che fanno parte del proprio passato e del proprio presente e dimensioni inedite, che lo proiettano verso nuove, possibili e desiderate, future rielaborazioni esistenziali. In questa chiave metaforica la collana si propone quale luogo fisico e simbolico ove coltivare la vocazione storica ed ermeneutica nel senso più radicale di una “sfida ludica”: che può fare dei classici il volano per l’evoluzione e il rinnovamento della cultura pedagogica. Si rivolge a docenti universitari, insegnanti e operatori della scuola e delle istituzioni educative del fuori-scuola, studiosi, ricercatori, formatori e a quanti sono interessati a ricostruire i fondamenti storico-pedagogici dell’agire educativo a partire dal recupero di opere classiche per l’infanzia, anche inedite nella lingua italiana, di volta in volta riproposte e adattate a contesti e pubblici differenti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



