il capitolo riflette sulle connessioni tra gender hate speech e victim blaming a partire da un’esperienza laboratoriale condotta con studenti e studentesse di un corso universitario. L’attività, basata sull’analisi di commenti tratti dai social network, ha permesso di osservare come le narrazioni digitali riproducano forme di violenza simbolica e discorsiva, che normalizzano la colpevolizzazione delle vittime, specialmente nei casi di violenza di genere. Attraverso un approccio qualitativo e riflessivo, il laboratorio ha evidenziato i meccanismi con cui l’odio di genere si articola in pratiche di linguaggio che ridefiniscono ruoli, responsabilità e gerarchie: chi parla, chi è autorizzato a parlare, chi viene zittito. I risultati mostrano come il victim blaming agisca non solo come dispositivo di negazione del danno, ma anche come forma di rilegittimazione del potere patriarcale nel discorso pubblico digitale.
Sicurella, S. (2026). Hate speech e victim blaming nei social network: per una literacy critica della violenza di genere online. Milano : Edizioni ΛlboVersorio.
Hate speech e victim blaming nei social network: per una literacy critica della violenza di genere online
Sandra Sicurella
2026
Abstract
il capitolo riflette sulle connessioni tra gender hate speech e victim blaming a partire da un’esperienza laboratoriale condotta con studenti e studentesse di un corso universitario. L’attività, basata sull’analisi di commenti tratti dai social network, ha permesso di osservare come le narrazioni digitali riproducano forme di violenza simbolica e discorsiva, che normalizzano la colpevolizzazione delle vittime, specialmente nei casi di violenza di genere. Attraverso un approccio qualitativo e riflessivo, il laboratorio ha evidenziato i meccanismi con cui l’odio di genere si articola in pratiche di linguaggio che ridefiniscono ruoli, responsabilità e gerarchie: chi parla, chi è autorizzato a parlare, chi viene zittito. I risultati mostrano come il victim blaming agisca non solo come dispositivo di negazione del danno, ma anche come forma di rilegittimazione del potere patriarcale nel discorso pubblico digitale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



