Lo stratificarsi dei materiali prodotti nei primi dodici anni di vita della Facoltà di Architettura di Cesena ha dato vita ad un vero e proprio archivio, a partire dal quale è stato possibile costruire l’Atlante degli archetipi, costituito da 18 pannelli accostati, esposti in mostra e pubblicati all'interno del catalogo. L’Atlante, nato dalla giustapposizione successiva di elementi tratti dall’archivio, non risponde certamente alla volontà di stabilire un codice unico in grado di organizzare l’insieme degli esempi citati all’interno di un sistema classificatorio concluso e preciso, concepito per generi e specie. Si tratta piuttosto del tentativo di associare ad una sequenza di forme un sistema di possibili percorsi che le colleghino, ossia il tentativo di costruire una sorta di mappa provvisoria ed “aperta”, disponibile ad una pluralità di interpretazioni, capace di far risuonare, attraverso l’accostamento degli oggetti, relazioni fra esempi anche molto lontani e di indicare la possibilità di costruire nuove declinazioni di senso. Le architetture in esso raccolte, tutte rappresentate alla medesima scala, sono sottoposte ad un principio di organizzazione chiaramente diacronico e non sono riunite in base alla loro collocazione geografica né in considerazione della funzione a cui sono adibite ma costruiscono una serie di gruppi a cui appartengono in funzione di criteri diversi, associandosi di volta in volta empaticamente, sulla base di relazioni geometriche, somiglianze formali o affinità tipologiche. L’organizzazione degli elementi rispetto ad un punto, ad una linea o ad un sistema di coordinate, distinguendo sistemi centrali a pianta circolare, poligonale o quadrata, sistemi assiali a pianta rettangolare o ellittica e sistemi composti si intreccia così con una serie di analogie formali e tipologiche - i sistemi a corte, la grande hall coperta, la pianta cruciforme per citarne solo alcuni - che evidenziano il carattere spesso eterogeneo delle opere considerate. Da questo punto di vista la disposizione delle architetture nello spazio del foglio è spesso il risultato di numerose oscillazioni intorno a nuclei tematici dai contorni non ben definiti. Le distanze fra gli elementi segnano invece delle pause, invitando a riflettere sugli accostamenti, ad individuare un percorso o più percorsi di lettura, a costruire altre possibili sequenze.

Atlante degli archetipi

MUCELLI, ELENA
2011

Abstract

Lo stratificarsi dei materiali prodotti nei primi dodici anni di vita della Facoltà di Architettura di Cesena ha dato vita ad un vero e proprio archivio, a partire dal quale è stato possibile costruire l’Atlante degli archetipi, costituito da 18 pannelli accostati, esposti in mostra e pubblicati all'interno del catalogo. L’Atlante, nato dalla giustapposizione successiva di elementi tratti dall’archivio, non risponde certamente alla volontà di stabilire un codice unico in grado di organizzare l’insieme degli esempi citati all’interno di un sistema classificatorio concluso e preciso, concepito per generi e specie. Si tratta piuttosto del tentativo di associare ad una sequenza di forme un sistema di possibili percorsi che le colleghino, ossia il tentativo di costruire una sorta di mappa provvisoria ed “aperta”, disponibile ad una pluralità di interpretazioni, capace di far risuonare, attraverso l’accostamento degli oggetti, relazioni fra esempi anche molto lontani e di indicare la possibilità di costruire nuove declinazioni di senso. Le architetture in esso raccolte, tutte rappresentate alla medesima scala, sono sottoposte ad un principio di organizzazione chiaramente diacronico e non sono riunite in base alla loro collocazione geografica né in considerazione della funzione a cui sono adibite ma costruiscono una serie di gruppi a cui appartengono in funzione di criteri diversi, associandosi di volta in volta empaticamente, sulla base di relazioni geometriche, somiglianze formali o affinità tipologiche. L’organizzazione degli elementi rispetto ad un punto, ad una linea o ad un sistema di coordinate, distinguendo sistemi centrali a pianta circolare, poligonale o quadrata, sistemi assiali a pianta rettangolare o ellittica e sistemi composti si intreccia così con una serie di analogie formali e tipologiche - i sistemi a corte, la grande hall coperta, la pianta cruciforme per citarne solo alcuni - che evidenziano il carattere spesso eterogeneo delle opere considerate. Da questo punto di vista la disposizione delle architetture nello spazio del foglio è spesso il risultato di numerose oscillazioni intorno a nuclei tematici dai contorni non ben definiti. Le distanze fra gli elementi segnano invece delle pause, invitando a riflettere sugli accostamenti, ad individuare un percorso o più percorsi di lettura, a costruire altre possibili sequenze.
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