Il paragrafo qualifica la normazione confessionale in materia alimentare come un sistema di classificazione del reale, dotato di efficacia regolativa anche in difetto di riconoscimento statale, e ne offre una ricognizione comparata muovendo dalla kashrut ebraica e dalla distinzione islamica fra ḥalāl e ḥarām. Il nucleo problematico è individuato nella macellazione rituale: l'analisi ripercorre l'itinerario che, dal caso Cha'are Shalom Ve Tsedek c. Francia alla sentenza Liga van Moskeeën della Corte di giustizia, giunge alla pronuncia Executief van de Moslims van België del 2024, ove il divieto di abbattimento senza previo stordimento è ritenuto limitazione legittima e proporzionata, con un vaglio dell'art. 14 CEDU che assorbe la censura di discriminazione indiretta nella neutralità formale della misura. Sono quindi richiamati il regime italiano di accomodamento fondato sul decreto ministeriale del 1980 e sull'intesa con l'Unione delle Comunità ebraiche italiane, il differente statuto ascetico delle prescrizioni cristiane e delle tradizioni cultuali orientali, gli obblighi positivi gravanti sull'amministrazione nelle istituzioni segreganti, negli ospedali e nelle scuole, nonché l'eventuale rilevanza para-confessionale delle diete vegetariane e vegane.
Tonti, N. (2026). Le prescrizioni alimentari religiose. Bologna : Zanichelli editore.
Le prescrizioni alimentari religiose
Tonti Nico
2026
Abstract
Il paragrafo qualifica la normazione confessionale in materia alimentare come un sistema di classificazione del reale, dotato di efficacia regolativa anche in difetto di riconoscimento statale, e ne offre una ricognizione comparata muovendo dalla kashrut ebraica e dalla distinzione islamica fra ḥalāl e ḥarām. Il nucleo problematico è individuato nella macellazione rituale: l'analisi ripercorre l'itinerario che, dal caso Cha'are Shalom Ve Tsedek c. Francia alla sentenza Liga van Moskeeën della Corte di giustizia, giunge alla pronuncia Executief van de Moslims van België del 2024, ove il divieto di abbattimento senza previo stordimento è ritenuto limitazione legittima e proporzionata, con un vaglio dell'art. 14 CEDU che assorbe la censura di discriminazione indiretta nella neutralità formale della misura. Sono quindi richiamati il regime italiano di accomodamento fondato sul decreto ministeriale del 1980 e sull'intesa con l'Unione delle Comunità ebraiche italiane, il differente statuto ascetico delle prescrizioni cristiane e delle tradizioni cultuali orientali, gli obblighi positivi gravanti sull'amministrazione nelle istituzioni segreganti, negli ospedali e nelle scuole, nonché l'eventuale rilevanza para-confessionale delle diete vegetariane e vegane.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



