La storia della fotografia delle donne si rivela, oggi più che mai, un fertile terreno di ricerca per interrogare non soltanto lo statuto delle immagini, ma anche le modalità con cui i soggetti storicamente marginalizzati hanno saputo inscrivere sé stessi e le loro relazioni nello spazio dell’immagine. Questo numero di VCS, pensato in stretta continuità con il convegno Mostrare, promuovere e conservare. I luoghi della fotografia femminista in Italia, tenutosi alla Sapienza Università di Roma (26-27 settembre 2024), nell’ambito delle iniziative scientifiche del Progetto PRIN 2020 La fotografia femminista italiana. Politiche identitarie e strategie di genere1, si propone di esplorare le modalità e soprattutto gli spazi in cui la fotografia si è fatta gesto di enunciazione, presa di parola, e talvolta, di resistenza. Al centro della riflessione non vi è una ricostruzione lineare o celebrativa di presunte “pioniere” della fotografia, quanto l’intento di fare emergere, nella loro complessità, le molteplici posture con cui autrici, talvolta estranee a una dichiarata militanza femminista, hanno abitato e attraversato il medium fotografico. Da queste pratiche, spesso disperse, minori, residuali, si dispiega una potente carica sovversiva, che agisce non tanto per opposizione frontale, quanto per scarto linguistico, per insubordinazione poetica. L’estetica femminista che traspare da tali immagini, e che si manifesta più come effetto di una pratica vissuta in prima persona che come orientamento ideologico, impone una riconsiderazione dei canoni tradizionali della storia della fotografia. Da qui la necessità di delineare una topografia critica: una mappa non lineare che sappia tenere insieme spazi espositivi e pagine editoriali, archivi istituzionali e fondi privati, luoghi d’intervento pubblico e interni domestici. In questa geografia, la fotografia si configura come un campo di forze in cui si giocano i rapporti tra soggetto e rappresentazione, tra corporeità e visione, tra intimità e sfera politica.

Muzzarelli, F., Perna, R. (2025). Fotografia e femminismo in Italia: riviste, esposizioni, archivi e metodi di studio. Milano : Mimesis.

Fotografia e femminismo in Italia: riviste, esposizioni, archivi e metodi di studio

F. Muzzarelli
;
2025

Abstract

La storia della fotografia delle donne si rivela, oggi più che mai, un fertile terreno di ricerca per interrogare non soltanto lo statuto delle immagini, ma anche le modalità con cui i soggetti storicamente marginalizzati hanno saputo inscrivere sé stessi e le loro relazioni nello spazio dell’immagine. Questo numero di VCS, pensato in stretta continuità con il convegno Mostrare, promuovere e conservare. I luoghi della fotografia femminista in Italia, tenutosi alla Sapienza Università di Roma (26-27 settembre 2024), nell’ambito delle iniziative scientifiche del Progetto PRIN 2020 La fotografia femminista italiana. Politiche identitarie e strategie di genere1, si propone di esplorare le modalità e soprattutto gli spazi in cui la fotografia si è fatta gesto di enunciazione, presa di parola, e talvolta, di resistenza. Al centro della riflessione non vi è una ricostruzione lineare o celebrativa di presunte “pioniere” della fotografia, quanto l’intento di fare emergere, nella loro complessità, le molteplici posture con cui autrici, talvolta estranee a una dichiarata militanza femminista, hanno abitato e attraversato il medium fotografico. Da queste pratiche, spesso disperse, minori, residuali, si dispiega una potente carica sovversiva, che agisce non tanto per opposizione frontale, quanto per scarto linguistico, per insubordinazione poetica. L’estetica femminista che traspare da tali immagini, e che si manifesta più come effetto di una pratica vissuta in prima persona che come orientamento ideologico, impone una riconsiderazione dei canoni tradizionali della storia della fotografia. Da qui la necessità di delineare una topografia critica: una mappa non lineare che sappia tenere insieme spazi espositivi e pagine editoriali, archivi istituzionali e fondi privati, luoghi d’intervento pubblico e interni domestici. In questa geografia, la fotografia si configura come un campo di forze in cui si giocano i rapporti tra soggetto e rappresentazione, tra corporeità e visione, tra intimità e sfera politica.
2025
185
Muzzarelli, F., Perna, R. (2025). Fotografia e femminismo in Italia: riviste, esposizioni, archivi e metodi di studio. Milano : Mimesis.
Muzzarelli, F.; Perna, R.
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