Il volume raccoglie alcuni dei più significativi scritti di Hans J. Morgenthau dedicati alla natura della politica, ai limiti della conoscenza e alle responsabilità morali dell’azione pubblica. Pur affrontando temi differenti — dall’etica del potere alla scienza politica, dal realismo internazionale alla guerra, dalla strategia nucleare al conflitto in Vietnam — i saggi sono attraversati da una tesi comune: il mondo politico non può essere pienamente conosciuto, controllato o ricondotto a formule razionali definitive. La complessità della realtà sociale, l’imprevedibilità delle conseguenze dell’azione e la permanente presenza del conflitto impongono pertanto di riconoscere i limiti tanto dello scientismo quanto del perfezionismo morale. Per Morgenthau, la politica è inseparabile dalla lotta per il potere e comporta inevitabilmente il rischio del male; ciò non significa, tuttavia, che essa debba essere sottratta al giudizio etico. Al contrario, proprio l’impossibilità di realizzare una perfetta coincidenza tra bene e azione efficace rende necessarie la prudenza, la responsabilità e la capacità di scegliere il male minore. Attraverso la critica delle illusioni ideologiche, della subordinazione della politica alla tecnica e della pretesa di eliminare definitivamente la politica di potenza, questi scritti delineano una concezione del realismo come esercizio di discernimento intellettuale e morale. Ne emerge una riflessione ancora attuale sui rapporti tra verità e potere, conoscenza e azione, mezzi militari e fini politici.
Zambernardi, L. (2026). L'eterno ritorno della politica di potenza. Brescia : Scholé.
L'eterno ritorno della politica di potenza
Zambernardi, L.
2026
Abstract
Il volume raccoglie alcuni dei più significativi scritti di Hans J. Morgenthau dedicati alla natura della politica, ai limiti della conoscenza e alle responsabilità morali dell’azione pubblica. Pur affrontando temi differenti — dall’etica del potere alla scienza politica, dal realismo internazionale alla guerra, dalla strategia nucleare al conflitto in Vietnam — i saggi sono attraversati da una tesi comune: il mondo politico non può essere pienamente conosciuto, controllato o ricondotto a formule razionali definitive. La complessità della realtà sociale, l’imprevedibilità delle conseguenze dell’azione e la permanente presenza del conflitto impongono pertanto di riconoscere i limiti tanto dello scientismo quanto del perfezionismo morale. Per Morgenthau, la politica è inseparabile dalla lotta per il potere e comporta inevitabilmente il rischio del male; ciò non significa, tuttavia, che essa debba essere sottratta al giudizio etico. Al contrario, proprio l’impossibilità di realizzare una perfetta coincidenza tra bene e azione efficace rende necessarie la prudenza, la responsabilità e la capacità di scegliere il male minore. Attraverso la critica delle illusioni ideologiche, della subordinazione della politica alla tecnica e della pretesa di eliminare definitivamente la politica di potenza, questi scritti delineano una concezione del realismo come esercizio di discernimento intellettuale e morale. Ne emerge una riflessione ancora attuale sui rapporti tra verità e potere, conoscenza e azione, mezzi militari e fini politici.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



