L’11 dicembre 2025, nel corso di Atreju, festa nazionale di Fratelli d’Italia, la ministra dell’Università e della Ricerca ha risposto alle contestazioni degli studenti sulla riforma dell’accesso a Medicina, richiamando una frase pronunciata da Silvio Berlusconi nel 2009 e affermando: «Sapete come diceva il presidente Berlusconi? Siete sempre dei poveri comunisti. Prima di contestare fatemi parlare. Questo dimostra la vostra inutilità». Al di là del registro linguistico adottato, l’episodio segnala una modalità specifica di gestione del conflitto e del dissenso, coerente con l’impostazione delle politiche universitarie promosse nel 2025. La reazione alla protesta non si colloca all’inizio, bensì alla fine di un ciclo riformatore particolarmente intenso, nel quale il ministero ha esercitato una forte capacità di iniziativa decisionale. Tuttavia, proprio le difficoltà di attuazione della riforma dell’accesso a Medicina – che hanno alimentato le contestazioni studentesche – indicano un cattivo disegno della misura, caratterizzato da una debole diagnosi dei problemi e da una scarsa attenzione alle condizioni organizzative e sistemiche della sua attuazione. In questa prospettiva, la reazione della ministra assume un valore emblematico: non solo segnala i limiti del policy design dell’accesso a Medicina, ma suggerisce che tali limiti possano estendersi anche agli altri interventi adottati nel corso dell’anno, rivelando una configurazione di governo dell’università fondata su decisioni rapide e ad alta visibilità, ma strutturalmente fragili sul piano progettuale e analitico. Dopo un paragrafo introduttivo, il capitolo passa in rassegna gli interventi adottati nel 2025: l’accesso ai corsi di Medicina (par. 2), la riforma dei contratti post-doc (par. 3), la disciplina delle università telematiche (par. 4), la riforma del reclutamento del personale accademico (par. 5), la riorganizzazione dell’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, par. 6), per poi interpretare tali interventi alla luce del quadro analitico proposto (par. 7), prima di concludere (par. 8).

Capano, G., Ghio, R. (2026). Governare l’università senza visione: capacità politica e debolezza analitica nelle riforme del 2025. Bologna : Il Mulino.

Governare l’università senza visione: capacità politica e debolezza analitica nelle riforme del 2025

Capano, Giliberto;
2026

Abstract

L’11 dicembre 2025, nel corso di Atreju, festa nazionale di Fratelli d’Italia, la ministra dell’Università e della Ricerca ha risposto alle contestazioni degli studenti sulla riforma dell’accesso a Medicina, richiamando una frase pronunciata da Silvio Berlusconi nel 2009 e affermando: «Sapete come diceva il presidente Berlusconi? Siete sempre dei poveri comunisti. Prima di contestare fatemi parlare. Questo dimostra la vostra inutilità». Al di là del registro linguistico adottato, l’episodio segnala una modalità specifica di gestione del conflitto e del dissenso, coerente con l’impostazione delle politiche universitarie promosse nel 2025. La reazione alla protesta non si colloca all’inizio, bensì alla fine di un ciclo riformatore particolarmente intenso, nel quale il ministero ha esercitato una forte capacità di iniziativa decisionale. Tuttavia, proprio le difficoltà di attuazione della riforma dell’accesso a Medicina – che hanno alimentato le contestazioni studentesche – indicano un cattivo disegno della misura, caratterizzato da una debole diagnosi dei problemi e da una scarsa attenzione alle condizioni organizzative e sistemiche della sua attuazione. In questa prospettiva, la reazione della ministra assume un valore emblematico: non solo segnala i limiti del policy design dell’accesso a Medicina, ma suggerisce che tali limiti possano estendersi anche agli altri interventi adottati nel corso dell’anno, rivelando una configurazione di governo dell’università fondata su decisioni rapide e ad alta visibilità, ma strutturalmente fragili sul piano progettuale e analitico. Dopo un paragrafo introduttivo, il capitolo passa in rassegna gli interventi adottati nel 2025: l’accesso ai corsi di Medicina (par. 2), la riforma dei contratti post-doc (par. 3), la disciplina delle università telematiche (par. 4), la riforma del reclutamento del personale accademico (par. 5), la riorganizzazione dell’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, par. 6), per poi interpretare tali interventi alla luce del quadro analitico proposto (par. 7), prima di concludere (par. 8).
2026
Politica in Italia. I fatti dell'anno e le interpretazioni. Edizione 2026
147
166
Capano, G., Ghio, R. (2026). Governare l’università senza visione: capacità politica e debolezza analitica nelle riforme del 2025. Bologna : Il Mulino.
Capano, Giliberto; Ghio, Rebecca
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/1075191
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