Il capitolo esamina la dimensione di sostenibilità dell'euro digitale, sottoponendo ad analisi critica la sua impronta ambientale e il quadro di governance ESG ad esso applicabile. L'indagine si concentra sulle tensioni tra le scelte di progettazione tecnologica — architettura centralizzata a registro unico rispetto alla tecnologia di registro distribuito (DLT), funzionalità online rispetto a offline — e gli obblighi climatici gravanti sulla Banca Centrale Europea (BCE) alla luce del diritto primario e derivato dell'Unione. L'analisi, di taglio giuridico-dottrinale e integrata da profili di economia istituzionale, muove da due interrogativi: quale sia l'effettiva impronta ambientale delle infrastrutture di CBDC proposte e quali obblighi discendano dall'architettura regolatoria ESG dell'UE — Regolamento Tassonomia, SFDR e Direttiva CSRD — nei confronti della BCE e delle banche centrali nazionali. Lo studio rivela una lacuna regolatoria in virtù della quale la banca centrale opera con un grado di scrutinio inferiore a quello imposto agli operatori privati, con conseguente rischio di greenwashing istituzionale. Il capitolo distingue infine tra l'ottimizzazione passiva della sostenibilità — riconducibile alle scelte operative consentite — e gli interventi comportamentali attivi (commissioni di transazione differenziate, restrizioni al consumo, nudge), che eccedono il mandato della BCE, incidono sui diritti fondamentali e postulano un'autorizzazione legislativa esplicita. Su tali basi vengono proposti meccanismi di rendicontazione e vengono esplorati i limiti costituzionali all'impiego della moneta digitale quale strumento di politica ambientale.
Pellegrini, F. (2026). Huella Ambiental, Integración Esg Y Características De Sostenibilidad Del Euro Digital: Marco Regulatorio, Instrumentos De Política Y Restricciones Constitucionales. madrid : Aranzadi La Ley.
Huella Ambiental, Integración Esg Y Características De Sostenibilidad Del Euro Digital: Marco Regulatorio, Instrumentos De Política Y Restricciones Constitucionales
francesca pellegrini
2026
Abstract
Il capitolo esamina la dimensione di sostenibilità dell'euro digitale, sottoponendo ad analisi critica la sua impronta ambientale e il quadro di governance ESG ad esso applicabile. L'indagine si concentra sulle tensioni tra le scelte di progettazione tecnologica — architettura centralizzata a registro unico rispetto alla tecnologia di registro distribuito (DLT), funzionalità online rispetto a offline — e gli obblighi climatici gravanti sulla Banca Centrale Europea (BCE) alla luce del diritto primario e derivato dell'Unione. L'analisi, di taglio giuridico-dottrinale e integrata da profili di economia istituzionale, muove da due interrogativi: quale sia l'effettiva impronta ambientale delle infrastrutture di CBDC proposte e quali obblighi discendano dall'architettura regolatoria ESG dell'UE — Regolamento Tassonomia, SFDR e Direttiva CSRD — nei confronti della BCE e delle banche centrali nazionali. Lo studio rivela una lacuna regolatoria in virtù della quale la banca centrale opera con un grado di scrutinio inferiore a quello imposto agli operatori privati, con conseguente rischio di greenwashing istituzionale. Il capitolo distingue infine tra l'ottimizzazione passiva della sostenibilità — riconducibile alle scelte operative consentite — e gli interventi comportamentali attivi (commissioni di transazione differenziate, restrizioni al consumo, nudge), che eccedono il mandato della BCE, incidono sui diritti fondamentali e postulano un'autorizzazione legislativa esplicita. Su tali basi vengono proposti meccanismi di rendicontazione e vengono esplorati i limiti costituzionali all'impiego della moneta digitale quale strumento di politica ambientale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



