Il domenicano Giovanni, arcivescovo di Sultaniyya, fu testimone della lacerazione prodotta nella Chiesa dallo Scisma d’Occidente e delle straordinarie conquiste di Tamerlano. Da questa duplice esperienza ha origine il suo Libellus de notitia orbis, completato nel 1404 nel corso di un’azione diplomatica che vide l’autore presente presso le maggiori corti europee per conto di Tamerlano stesso. Concepito con l’intento di presentare in buona luce la figura dell’imperatore turco-mongolo e di promuoverne l’alleanza con le forze occidentali in funzione antiottomana, lo scritto offre un’articolata panoramica sui territori e sui popoli compresi tra l’Europa orientale, l’Africa, il Vicino e il Lontano Oriente, con particolare riguardo alla situazione del cristianesimo nelle zone considerate. Una particolare attenzione viene portata al bacino del Mar Nero e al suo entroterra, regione della quale l’autore ha una conoscenza diretta, forse veicolata dalla collocazione della propria famiglia, e che sembra porsi davvero al cuore del trattato. Il Libellus ne disegna l’intero contorno, descrivendone le dominazioni presenti, il territorio, il clima, i centri urbani e le attività principali e mettendo in evidenza gli orientamenti religiosi compresenti ed il carattere multietnico della popolazione, colti attraverso il sapiente sguardo di un missionario e diplomatico lungamente attivo tra oriente e occidente.
Bueno, I. (2026). Il mar Nero e il suo entroterra nel Libellus de notitia orbis di Giovanni di Sultaniyya. Roma : Istituto per l’Oriente C. A. Nallino.
Il mar Nero e il suo entroterra nel Libellus de notitia orbis di Giovanni di Sultaniyya
Irene Bueno
2026
Abstract
Il domenicano Giovanni, arcivescovo di Sultaniyya, fu testimone della lacerazione prodotta nella Chiesa dallo Scisma d’Occidente e delle straordinarie conquiste di Tamerlano. Da questa duplice esperienza ha origine il suo Libellus de notitia orbis, completato nel 1404 nel corso di un’azione diplomatica che vide l’autore presente presso le maggiori corti europee per conto di Tamerlano stesso. Concepito con l’intento di presentare in buona luce la figura dell’imperatore turco-mongolo e di promuoverne l’alleanza con le forze occidentali in funzione antiottomana, lo scritto offre un’articolata panoramica sui territori e sui popoli compresi tra l’Europa orientale, l’Africa, il Vicino e il Lontano Oriente, con particolare riguardo alla situazione del cristianesimo nelle zone considerate. Una particolare attenzione viene portata al bacino del Mar Nero e al suo entroterra, regione della quale l’autore ha una conoscenza diretta, forse veicolata dalla collocazione della propria famiglia, e che sembra porsi davvero al cuore del trattato. Il Libellus ne disegna l’intero contorno, descrivendone le dominazioni presenti, il territorio, il clima, i centri urbani e le attività principali e mettendo in evidenza gli orientamenti religiosi compresenti ed il carattere multietnico della popolazione, colti attraverso il sapiente sguardo di un missionario e diplomatico lungamente attivo tra oriente e occidente.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



