This paper presents three research projects developed at the University of Bologna’s Department of Architecture, inspired by the methodological approach of preventive conservation theorised by Cesare Brandi. The research focuses on identifying operational solutions to ensure the conservation of cultural heritage through the active management of indoor environments: the control of thermo-hygrometric parameters and air quality is crucial, as they play a fundamental role in the degradation mechanisms of materials. The investigations explore the use of sensors for environmental monitoring and digital simulation to predict the effects of introducing technological systems for controlling these parameters. Particular attention is given to the interaction between mechanical systems and the conservation of historical materials, with the aim of identifying innovative and sustainable solutions.

«L'opera d'arte, dal monumento alla miniatura, risulta infatti composta di un certo numero e quantità di materia che [...] possono subire alterazioni di vario genere che [...] determina gli interventi di restauro. La possibilità allora di una prevenzione di queste alterazioni, dipende proprio dalle caratteristiche fisiche e chimiche delle materie di cui consta l'opera d'arte [e] il riconoscimento dell'opera d'arte impone a chi lo riconosce come tale [il] restauro preventivo, come tutela, remozione di pericoli, assicurazione di condizioni favorevoli» (Cosa debba intendersi per restauro preventivo, «Bollettino dell'Istituto Centrale del Restauro», n. 27-28, 1956, pp. 87-92) L’approccio metodologico della conservazione preventiva, di cui alle parole di Cesare Brandi – prefigurato già agli inizi del Novecento dalle parole di Aloïs Riegl sull’impiego dei modelli predittivi nel restauro – è stato il motore attorno al quale si è sviluppata, da oltre un decennio, l’attività di ricerca condotta dal team attivo presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna. Obiettivo della sola conservazione dell’opera d’arte – mobile o architettonica – è, prima e più della definizione del progetto di restauro, l’individuazione di strategie mirate a ridurre i possibili danni al patrimonio storico-artistico-architettonico: dalla cura dell’ambiente di conservazione alla prevenzione delle condizioni di rischio, fino alla programmazione dei necessari interventi di conservazione (meglio ordinari che straordinari) secondo precisi piani. A partire da questa constatazione, diviene chiara l’importanza del controllo dei parametri ambientali indoor, primi attivatori dei meccanismi di degrado dei materiali che compongono le opere d’arte mobili e immobili, secondo le diverse vulnerabilità intrinseche del materiale e in rapporto alla storia conservativa e trasformativa del bene. La relazione illustrerà i risultati di alcune ricerche in corso, nelle quali si è cercato di fare tesoro delle possibilità offerte a questo genere di studi dall’impiego della sensoristica per il monitoraggio ambientale, associata alla possibilità di sfruttare la simulazione digitale tramite software per prevedere gli effetti dei diversi scenari che, dalla modifica indotta dai parametri termoigrometrici e di qualità dell’aria, possono prefigurarsi. Se la conservazione preventiva dei beni mobili e immobili passa, soprattutto, per la cura dell’ambiente che li ospita, un ruolo centrale è assunto dagli impianti meccanici e da tutto ciò che può interagire con il controllo dei fattori che possono innescare i fenomeni di degrado sui materiali (acqua, nelle sue varie forme, polveri, composti chimici). Il rapporto tra gli impianti meccanici e la conservazione della materia storia dell’architettura – soprattutto indagandone i gradi di compatibilità materiale, visiva/estetica, d’uso – è uno dei focus dalle ricerche in corso, che mirano a trovare soluzioni innovative e sostenibili sia da un punto di vista della conservazione della materia antica che da quello energetico.

Pretelli, M., Anonietta De Vivo, M., Signorelli, L. (2026). Sulla legacy di Brandi: le tecniche di controllo ambientale per la conservazione preventiva del patrimonio. Roma : L’ERMA di Brestchneider [10.48255/9788891333674].

Sulla legacy di Brandi: le tecniche di controllo ambientale per la conservazione preventiva del patrimonio

Marco Pretelli;Leila Signorelli
2026

Abstract

This paper presents three research projects developed at the University of Bologna’s Department of Architecture, inspired by the methodological approach of preventive conservation theorised by Cesare Brandi. The research focuses on identifying operational solutions to ensure the conservation of cultural heritage through the active management of indoor environments: the control of thermo-hygrometric parameters and air quality is crucial, as they play a fundamental role in the degradation mechanisms of materials. The investigations explore the use of sensors for environmental monitoring and digital simulation to predict the effects of introducing technological systems for controlling these parameters. Particular attention is given to the interaction between mechanical systems and the conservation of historical materials, with the aim of identifying innovative and sustainable solutions.
2026
Cesare Brandi le frontiere del restauro Teoria e prassi
631
635
Pretelli, M., Anonietta De Vivo, M., Signorelli, L. (2026). Sulla legacy di Brandi: le tecniche di controllo ambientale per la conservazione preventiva del patrimonio. Roma : L’ERMA di Brestchneider [10.48255/9788891333674].
Pretelli, Marco; Anonietta De Vivo, Maria; Signorelli, Leila
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/1072742
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