Il saggio analizza l'evoluzione dei rapporti tra ordinamento costituzionale italiano e diritto dell'Unione europea alla luce della più recente giurisprudenza della Corte costituzionale, sostenendo che il tradizionale modello inaugurato dalla sentenza Granital non è più sufficiente a descrivere l'attuale fase del processo di integrazione europea. L'Autore individua l'emersione di un vero e proprio blocco di costituzionalità euro-nazionale, costituito dall'integrazione tra disposizioni della Costituzione, Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, trattati e principi comuni dell'ordinamento europeo, destinato a fungere da parametro unitario nei giudizi di costituzionalità. In questa prospettiva, le recenti pronunce della Corte costituzionale – in particolare quelle che valorizzano il requisito del "tono costituzionale" delle questioni concernenti il diritto dell'Unione – segnano il ritorno a una teoria integrata delle fonti, nella quale il controllo di validità assume un ruolo centrale accanto al meccanismo della disapplicazione affidato al giudice comune. Il ricorso alla categoria del blocco di costituzionalità consente di interpretare il diritto dell'integrazione come espressione di un processo federale europeo ancora incompiuto, nel quale la costruzione dell'unità giuridica non deriva esclusivamente dal dialogo tra giudici, ma anche dall'opera di integrazione svolta dalle istituzioni politiche e costituzionali. Il blocco di costituzionalità diviene così lo strumento teorico attraverso cui ricomporre la pluralità delle fonti e dei parametri in un ordinamento integrato, preservando al contempo la funzione ordinante della Costituzione e la progressiva edificazione di uno spazio costituzionale europeo.
Caruso, C. (2026). Blocco di costituzionalità, integrazione dei parametri e processo federale europeo. Bologna : Bononia University Press.
Blocco di costituzionalità, integrazione dei parametri e processo federale europeo
Corrado Caruso
2026
Abstract
Il saggio analizza l'evoluzione dei rapporti tra ordinamento costituzionale italiano e diritto dell'Unione europea alla luce della più recente giurisprudenza della Corte costituzionale, sostenendo che il tradizionale modello inaugurato dalla sentenza Granital non è più sufficiente a descrivere l'attuale fase del processo di integrazione europea. L'Autore individua l'emersione di un vero e proprio blocco di costituzionalità euro-nazionale, costituito dall'integrazione tra disposizioni della Costituzione, Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, trattati e principi comuni dell'ordinamento europeo, destinato a fungere da parametro unitario nei giudizi di costituzionalità. In questa prospettiva, le recenti pronunce della Corte costituzionale – in particolare quelle che valorizzano il requisito del "tono costituzionale" delle questioni concernenti il diritto dell'Unione – segnano il ritorno a una teoria integrata delle fonti, nella quale il controllo di validità assume un ruolo centrale accanto al meccanismo della disapplicazione affidato al giudice comune. Il ricorso alla categoria del blocco di costituzionalità consente di interpretare il diritto dell'integrazione come espressione di un processo federale europeo ancora incompiuto, nel quale la costruzione dell'unità giuridica non deriva esclusivamente dal dialogo tra giudici, ma anche dall'opera di integrazione svolta dalle istituzioni politiche e costituzionali. Il blocco di costituzionalità diviene così lo strumento teorico attraverso cui ricomporre la pluralità delle fonti e dei parametri in un ordinamento integrato, preservando al contempo la funzione ordinante della Costituzione e la progressiva edificazione di uno spazio costituzionale europeo.| File | Dimensione | Formato | |
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