Il contributo analizza l’impatto del diritto dell’Unione europea sulla teoria nazionale delle fonti, prendendo le mosse dall’ipotesi che il tradizionale paradigma gerarchico e formalistico risulti profondamente trasformato dal processo di integrazione europea. Senza ambire a una ricostruzione sistematica dell’intero sistema delle fonti dell’Unione, l’indagine prende in esame due recenti pronunce della Corte di giustizia, Corneli e NE, quali casi emblematici di tale metamorfosi. Le due decisioni mostrano come la trasformazione non riguardi più soltanto la soluzione dei conflitti tra norme nazionali ed europee mediante gli strumenti del primato, dell’effetto diretto e dell’interpretazione conforme, ma investa la distribuzione delle funzioni normative, amministrative e giurisdizionali nell’ordinamento multilivello. La sentenza Corneli evidenzia la progressiva funzionalizzazione del diritto nazionale, impiegato dalle istituzioni dell’Unione quale segmento del procedimento amministrativo europeo e interpretato in funzione della massimizzazione dell’effetto utile del diritto dell’Unione. La sentenza NE mostra, invece, come la disapplicazione della legge nazionale in materia sanzionatoria penale, in assenza di una disciplina europea sostitutiva sufficientemente completa, possa determinare uno spostamento delle funzioni conformative dal legislatore al giudice. Nel loro insieme, le due pronunce confermano che la teoria delle fonti è oggi chiamata a confrontarsi non solo con nuove relazioni tra fonti, ma anche con una ridefinizione dei rapporti tra i poteri pubblici e del ruolo delle Corti nella costruzione dell’ordinamento europeo.
Lanotte, M. (2026). Oltre la teoria nazionale delle fonti: due itinerari europei come segnali di metamorfosi. Bologna : Bologna University Press [10.30682/sg355].
Oltre la teoria nazionale delle fonti: due itinerari europei come segnali di metamorfosi
miriana lanotte
2026
Abstract
Il contributo analizza l’impatto del diritto dell’Unione europea sulla teoria nazionale delle fonti, prendendo le mosse dall’ipotesi che il tradizionale paradigma gerarchico e formalistico risulti profondamente trasformato dal processo di integrazione europea. Senza ambire a una ricostruzione sistematica dell’intero sistema delle fonti dell’Unione, l’indagine prende in esame due recenti pronunce della Corte di giustizia, Corneli e NE, quali casi emblematici di tale metamorfosi. Le due decisioni mostrano come la trasformazione non riguardi più soltanto la soluzione dei conflitti tra norme nazionali ed europee mediante gli strumenti del primato, dell’effetto diretto e dell’interpretazione conforme, ma investa la distribuzione delle funzioni normative, amministrative e giurisdizionali nell’ordinamento multilivello. La sentenza Corneli evidenzia la progressiva funzionalizzazione del diritto nazionale, impiegato dalle istituzioni dell’Unione quale segmento del procedimento amministrativo europeo e interpretato in funzione della massimizzazione dell’effetto utile del diritto dell’Unione. La sentenza NE mostra, invece, come la disapplicazione della legge nazionale in materia sanzionatoria penale, in assenza di una disciplina europea sostitutiva sufficientemente completa, possa determinare uno spostamento delle funzioni conformative dal legislatore al giudice. Nel loro insieme, le due pronunce confermano che la teoria delle fonti è oggi chiamata a confrontarsi non solo con nuove relazioni tra fonti, ma anche con una ridefinizione dei rapporti tra i poteri pubblici e del ruolo delle Corti nella costruzione dell’ordinamento europeo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



