In Italia e in Europa, l’ambientalismo non nacque nell’alveo della sinistra tradizionale. Solamente tra 1970 e 1971, all'interno del maggiore partito della sinistra italiana, il Partito comunista, si cominciò a ragionare di ecologia e politica, sotto lo stimolo proveniente dal Sessantotto e davanti all'urgenza rappresentata dalla realtà dei territori, che presentava i conti da pagare allo sviluppo economico. In quel contesto, le regioni a statuto ordinario, istituite nel 1970, cominciarono a fronteggiare la questione ambientale in connessione con dinamiche globali. In Emilia-Romagna, la questione ambientale cominciò a guadagnare una sua autonomia a livello politico-amministrativo, nell'ambito della programmazione regionale attuata dai comunisti. Con gli anni Ottanta si aprì una fase decisiva nella storia dell'ambiente dal punto di vista sia della consapevolezza dell'opinione pubblica sia della sua ricaduta sul piano politico e istituzionale. Gli anni Novanta, che sono l'ultimo decennio preso in considerazione dalla ricerca, rappresentarono, da una parte, l'apice della piena consapevolezza sulla questione ambientale, mentre dall'altra, però, la fine del Partito comunista preludeva a un profondo cambiamento nella cultura politica della sinistra italiana. Tra anni Novanta e Duemila si assistette al declino della programmazione. Le politiche neoliberiste guadagnarono sempre più spazio. I paradigmi del libero mercato limitarono lo spazio dell'intervento pubblico, compromettendo, negli ultimi decenni, la capacità di governo del territorio. Il consumo di suolo e la cementificazione rappresentano oggi un problema pesante in Emilia-Romagna, per la sicurezza delle stesse comunità locali, come dimostra l'alluvione in Romagna del 2023.

De Maria, C. (2026). Politica, partiti e ambiente: il quadro storico complessivo e il caso di studio regionale. Bologna : Bologna University Press [10.30682/9791254778302].

Politica, partiti e ambiente: il quadro storico complessivo e il caso di studio regionale

De Maria, Carlo
2026

Abstract

In Italia e in Europa, l’ambientalismo non nacque nell’alveo della sinistra tradizionale. Solamente tra 1970 e 1971, all'interno del maggiore partito della sinistra italiana, il Partito comunista, si cominciò a ragionare di ecologia e politica, sotto lo stimolo proveniente dal Sessantotto e davanti all'urgenza rappresentata dalla realtà dei territori, che presentava i conti da pagare allo sviluppo economico. In quel contesto, le regioni a statuto ordinario, istituite nel 1970, cominciarono a fronteggiare la questione ambientale in connessione con dinamiche globali. In Emilia-Romagna, la questione ambientale cominciò a guadagnare una sua autonomia a livello politico-amministrativo, nell'ambito della programmazione regionale attuata dai comunisti. Con gli anni Ottanta si aprì una fase decisiva nella storia dell'ambiente dal punto di vista sia della consapevolezza dell'opinione pubblica sia della sua ricaduta sul piano politico e istituzionale. Gli anni Novanta, che sono l'ultimo decennio preso in considerazione dalla ricerca, rappresentarono, da una parte, l'apice della piena consapevolezza sulla questione ambientale, mentre dall'altra, però, la fine del Partito comunista preludeva a un profondo cambiamento nella cultura politica della sinistra italiana. Tra anni Novanta e Duemila si assistette al declino della programmazione. Le politiche neoliberiste guadagnarono sempre più spazio. I paradigmi del libero mercato limitarono lo spazio dell'intervento pubblico, compromettendo, negli ultimi decenni, la capacità di governo del territorio. Il consumo di suolo e la cementificazione rappresentano oggi un problema pesante in Emilia-Romagna, per la sicurezza delle stesse comunità locali, come dimostra l'alluvione in Romagna del 2023.
2026
Politica e ambiente. Il caso dell’Emilia-Romagna in prospettiva globale
17
35
De Maria, C. (2026). Politica, partiti e ambiente: il quadro storico complessivo e il caso di studio regionale. Bologna : Bologna University Press [10.30682/9791254778302].
De Maria, Carlo
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