l capitolo analizza in profondità il costrutto di alleanza educativa tra famiglie e servizi per l’infanzia, assumendolo come processo complesso, dinamico e multilivello che richiede un solido ancoraggio teorico e una traduzione consapevole nelle pratiche professionali. Nella prima parte vengono esplorati quattro principali orientamenti pedagogici — co‑evolutivo, dialogico‑democratico, inclusivo/comunitario e problematicista — che offrono chiavi interpretative complementari per comprendere le condizioni di possibilità e le criticità della collaborazione tra famiglie e servizi educativi. Tali prospettive evidenziano la necessità di superare modelli trasmissivi e asimmetrici, promuovendo invece processi di co‑costruzione, riconoscimento reciproco, partecipazione e riflessività. Il contributo approfondisce quindi le principali distorsioni che possono compromettere l’alleanza educativa, tra cui il rischio di colonizzazione pedagogica, l’idealizzazione della partecipazione genitoriale, l’invasività educativa, le letture adultocentriche e l’uso improprio dei fenomeni di dis‑alleanza. Particolare attenzione è dedicata al ruolo di stereotipi, bias cognitivi e rappresentazioni sociali nella costruzione di relazioni disfunzionali, nonché agli effetti che tali dinamiche possono avere sul benessere e sul percorso educativo dei bambini. Nella terza parte, il capitolo si concentra sulle condizioni operative che rendono praticabile l’alleanza educativa, introducendo il concetto di setting come cornice integrata che connette quadro teorico, organizzazione e azione educativa. Viene sottolineata l’importanza della progettazione intenzionale dei momenti cruciali — in particolare l’ambientamento — e della gestione delle molteplici variabili in gioco (istituzionali, organizzative, pedagogiche, individuali e tecnologiche), che incidono sulla qualità delle relazioni con le famiglie. Infine, il contributo propone alcune linee di sviluppo per una alleanza educativa sostenibile, fondata su equilibrio tra ideali e possibilità concrete, chiarezza comunicativa, governance dei processi partecipativi e valorizzazione della professionalità educativa. In tale prospettiva, vengono indicate strategie operative orientate a una partecipazione non invasiva ma significativa delle famiglie, tra cui pratiche esperienziali brevi e intensive ispirate al learning by doing, capaci di rafforzare fiducia, trasparenza e comprensione reciproca. Nel complesso, il capitolo restituisce una visione dell’alleanza educativa come processo in continua negoziazione, che richiede intenzionalità, competenze e una costante attenzione alla complessità delle relazioni educative, concepite come risorsa fondamentale per il benessere del bambino e la costruzione di comunità educanti inclusive.
Gigli, A. (2026). Dentro l’alleanza educativa. Reggio Emilia : Edizioni Junior-Bambini.
Dentro l’alleanza educativa
Alessandra GigliPrimo
2026
Abstract
l capitolo analizza in profondità il costrutto di alleanza educativa tra famiglie e servizi per l’infanzia, assumendolo come processo complesso, dinamico e multilivello che richiede un solido ancoraggio teorico e una traduzione consapevole nelle pratiche professionali. Nella prima parte vengono esplorati quattro principali orientamenti pedagogici — co‑evolutivo, dialogico‑democratico, inclusivo/comunitario e problematicista — che offrono chiavi interpretative complementari per comprendere le condizioni di possibilità e le criticità della collaborazione tra famiglie e servizi educativi. Tali prospettive evidenziano la necessità di superare modelli trasmissivi e asimmetrici, promuovendo invece processi di co‑costruzione, riconoscimento reciproco, partecipazione e riflessività. Il contributo approfondisce quindi le principali distorsioni che possono compromettere l’alleanza educativa, tra cui il rischio di colonizzazione pedagogica, l’idealizzazione della partecipazione genitoriale, l’invasività educativa, le letture adultocentriche e l’uso improprio dei fenomeni di dis‑alleanza. Particolare attenzione è dedicata al ruolo di stereotipi, bias cognitivi e rappresentazioni sociali nella costruzione di relazioni disfunzionali, nonché agli effetti che tali dinamiche possono avere sul benessere e sul percorso educativo dei bambini. Nella terza parte, il capitolo si concentra sulle condizioni operative che rendono praticabile l’alleanza educativa, introducendo il concetto di setting come cornice integrata che connette quadro teorico, organizzazione e azione educativa. Viene sottolineata l’importanza della progettazione intenzionale dei momenti cruciali — in particolare l’ambientamento — e della gestione delle molteplici variabili in gioco (istituzionali, organizzative, pedagogiche, individuali e tecnologiche), che incidono sulla qualità delle relazioni con le famiglie. Infine, il contributo propone alcune linee di sviluppo per una alleanza educativa sostenibile, fondata su equilibrio tra ideali e possibilità concrete, chiarezza comunicativa, governance dei processi partecipativi e valorizzazione della professionalità educativa. In tale prospettiva, vengono indicate strategie operative orientate a una partecipazione non invasiva ma significativa delle famiglie, tra cui pratiche esperienziali brevi e intensive ispirate al learning by doing, capaci di rafforzare fiducia, trasparenza e comprensione reciproca. Nel complesso, il capitolo restituisce una visione dell’alleanza educativa come processo in continua negoziazione, che richiede intenzionalità, competenze e una costante attenzione alla complessità delle relazioni educative, concepite come risorsa fondamentale per il benessere del bambino e la costruzione di comunità educanti inclusive.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



